L'European Centre for Disease Prevention and Control ha valutato come “molto basso” il rischio che l’epidemia di malattia meningococcica invasiva (IMD) segnalata nel Kent, Inghilterra, si diffonda tra la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo
Una recente epidemia di meningite meningococcica invasiva in Kent (Regno Unito) ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie europee. Dal 13 marzo sono stati notificati circa 20 casi, con due decessi tra giovani legati all’epidemia, collegata a possibili esposizioni in luoghi di aggregazione, tra cui una discoteca a Canterbury e l’area universitaria della University of Kent. Un caso potenzialmente collegato è stato segnalato anche in Francia. Nonostante questo scenario preoccupante sul piano locale, per l’ECDC il rischio di infezione per la popolazione generale nell’UE/SEE è trascurabile: la malattia non si diffonde nella comunità come fanno molti virus respiratori e l’esposizione diretta rimane improbabile per chi non ha avuto contatti stretti o viaggi recenti nella zona coinvolta.
Rischio, incidenza e protezione vaccinale
Secondo l’ECDC, per chi è stato esposto nel Kent ma ha già ricevuto la vaccinazione contro il meningococco di tipo B (MenB), la probabilità di sviluppare l’infezione resta bassa, grazie alla protezione garantita dal vaccino. Per i non vaccinati esposti, il rischio è considerato moderato, ma decresce rapidamente: se sono trascorsi più di 10 giorni dalla possibile esposizione, il rischio di malattia diventa molto basso, poiché il periodo di incubazione massimo è di 10 giorni. Per gli operatori sanitari, l’ECDC raccomanda di considerare sempre la storia di viaggio di chi arriva con sintomi sospetti, soprattutto se ha viaggiato nella regione del Kent, e di applicare i protocolli di prevenzione e controllo delle infezioni. Nei casi di contatti stretti con persone infette, dovrebbero essere avviate misure mirate: profilassi antibiotica e vaccinazione MenB, sulla base di una valutazione individuale del rischio.
Cosa sapere sulla malattia meningococcica invasiva
La malattia meningococcica invasiva (IMD) è un’infezione batterica rara ma potenzialmente gravissima, causata da Neisseria meningitidis. Quando il batterio entra nel flusso sanguigno può provocare meningite (infiammazione delle membrane che avvolgono cervello e midollo spinale) o setticemia (avvelenamento del sangue), condizioni che possono evolvere rapidamente e risultare letali se non trattate tempestivamente con antibiotici. Nei Paesi dell’UE/SEE, l’incidenza annuale della malattia è relativamente bassa: si registrano, in media, circa 2.000 casi l’anno, con un tasso di mortalità di circa il 10%. I gruppi più colpiti sono neonati sotto un anno, bambini piccoli, adolescenti e giovani adulti. I dati di sorveglianza più recenti indicano che nel 2023 sono stati notificati 1.895 casi di IMD all’ECDC, con 200 morti, mentre nel 2024 si sono registrati 2.263 casi e 202 decessi. Il sierogruppo B è stato responsabile della maggioranza dei casi (57% nel 2023 e 55% nel 2024).
Vaccini e sorveglianza in Europa
I programmi di vaccinazione nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo si concentrano principalmente su neonati e adolescenti, proteggendo contro vari sierogruppi di Neisseria meningitidis, incluso il sierogruppo B. Tuttavia, in alcuni casi può essere raccomandata anche la vaccinazione o il richiamo per adulti. L’ECDC, in stretto contatto con le autorità sanitarie del Regno Unito e degli Stati membri dell’UE/SEE, continua a monitorare la situazione attraverso sistemi di sorveglianza epidemiologica e genomica integrata e valuterà eventuali aggiornamenti del rischio se necessario.
Cosa significa per i cittadini
Per chi vive nell’Unione europea la valutazione dell’ECDC è un invito alla serenità e alla prudenza informata: il rischio di contrarre la meningite legata al focolaio nel Kent è ritenuto molto basso, ma è importante restare aggiornati sulle raccomandazioni sanitarie, mantenere profilassi e vaccinazioni in regola, e rivolgersi ai medici in caso di sintomi sospetti, soprattutto dopo un viaggio nella zona interessata.
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