Uno studio dell’Irst di Meldola e del Cro di Aviano, pubblicato su Cancer Medicine, conferma il netto miglioramento di prognosi e guarigione, soprattutto nelle diagnosi precoci. In Italia circa 250mila persone vivono dopo un melanoma
Il melanoma cutaneo è tra i tumori con l’aumento di incidenza più marcato in Italia, ma l’evoluzione della ricerca e delle strategie terapeutiche sta cambiando radicalmente la storia clinica della malattia. La sopravvivenza è in costante aumento e, nella grande maggioranza dei casi, soprattutto se la diagnosi è precoce, l’esito è favorevole. Lo certificano i dati di una ricerca curata dall’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori (Irst) di Meldola (Forlì-Cesena) e dal Cro – Centro di riferimento oncologico di Aviano (Pordenone), pubblicati sulla rivista scientifica Cancer Medicine.
Uno studio nazionale sugli indicatori di guarigione
La ricerca rappresenta la prima stima italiana degli indicatori di guarigione del melanoma cutaneo in base allo stadio della malattia. Lo studio nasce da una collaborazione attiva da oltre 15 anni tra i due istituti, con il supporto della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e dell’Associazione italiana dei registri tumori (Airtum), e utilizza dati epidemiologici rappresentativi dell’intera popolazione italiana. I risultati mostrano un miglioramento progressivo, negli ultimi vent’anni, sia della sopravvivenza a breve e lungo termine sia della probabilità di esito favorevole dopo la diagnosi.
Progressi anche nei casi più avanzati
Il miglioramento degli esiti non riguarda solo le forme iniziali. A partire dal 2013, la probabilità di esito favorevole è aumentata anche nei pazienti con melanomi diagnosticati in fase avanzata, con spessore superiore a 4 millimetri, che rappresentano circa il 10% dei casi. Resta però centrale il ruolo della diagnosi precoce: circa il 60% dei melanomi in Italia viene individuato quando lo spessore è pari o inferiore a 1 millimetro, con sopravvivenza a uno e cinque anni prossima al 100% e aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale, se si mantiene la sorveglianza clinica.
In sintesi, circa 250mila persone vivono oggi, in Italia, dopo una diagnosi di melanoma, con un incremento di circa il 3% all’anno. Più della metà di queste persone ha ricevuto la diagnosi da oltre dieci anni, a testimonianza del miglioramento complessivo degli esiti clinici.
Guarigione oncologica e diritto all’oblio
I risultati dello studio hanno una rilevanza che va oltre l’ambito clinico. Disporre di dati solidi sugli esiti a lungo termine rappresenta un elemento fondamentale per contrastare le discriminazioni che ancora colpiscono le persone che hanno affrontato un tumore.
In questo contesto si inserisce il provvedimento Ivass n. 169/2026, che dà attuazione, in ambito assicurativo, alla legge 193/2023 sul diritto all’oblio oncologico, tutelando le persone guarite da discriminazioni finanziarie e assicurative. I dati dello studio potrebbero, ora, guidare l’aggiornamento del decreto ministeriale che definisce i tempi di guarigione oncologica, allineandoli all’evidenza scientifica.