La dieta mediterranea, associata a esercizio fisico ed educazione alimentare, si conferma uno strumento efficace per prevenire e trattare la Malattia Epatica Steatosica Associata a Disfunzione Metabolica nei bambini e negli adolescenti
Un fegato grasso può sembrare un problema dell’età adulta, ma oggi riguarda sempre più spesso bambini e adolescenti. La MASLD, nuova definizione della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, è diventata la malattia epatica cronica più diffusa in età pediatrica, seguendo da vicino l’aumento globale dell’obesità infantile e delle alterazioni metaboliche. I numeri parlano chiaro: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in poco più di trent’anni la prevalenza dell’obesità tra i 5 e i 19 anni è più che quadruplicata, coinvolgendo oltre 160 milioni di giovani nel mondo. Un trend che ha ricadute dirette sulla salute del fegato e sul rischio cardiovascolare futuro.
Lo studio: cosa funziona davvero
A fare il punto sulle strategie più efficaci è una review scientifica firmata da Melvin Bernardino, Claudio Tiribelli e Natalia Rosso della Fondazione Italiana Fegato, pubblicata sulla rivista Nutrients. Gli autori hanno analizzato otto studi clinici condotti su popolazioni pediatriche, concentrandosi sull’impatto di dieta e stile di vita nella gestione della MASLD. Il messaggio che emerge è chiaro: l’approccio non farmacologico funziona, soprattutto quando è strutturato e continuativo.
Dieta mediterranea, un alleato del fegato fin dall’infanzia
Al centro dell’analisi c’è la dieta mediterranea, caratterizzata da un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e grassi monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva. Un modello alimentare che non agisce solo sul peso, ma anche sui meccanismi biologici alla base della malattia. “I risultati evidenziano che l’adesione alla dieta mediterranea, insieme a una ridotta assunzione di alimenti ultra-processati, è associata a una diminuzione significativa della steatosi epatica, della fibrosi e dei marcatori infiammatori”, spiega Melvin Bernardino. Le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di questo stile alimentare sembrano infatti migliorare la funzionalità epatica e ridurre la rigidità del fegato, uno dei segnali di progressione della malattia.
Attività fisica ed educazione alimentare: il ruolo della famiglia
Accanto alla dieta, la review sottolinea l’importanza dell’attività fisica regolare e dei programmi di educazione alimentare, soprattutto quando coinvolgono l’intero nucleo familiare. Un aspetto spesso sottovalutato, ma decisivo per garantire l’aderenza nel tempo. “Gli interventi basati sullo stile di vita rappresentano attualmente un approccio sicuro ed efficace per la gestione della MASLD pediatrica”, sottolinea Bernardino, evidenziando come il coinvolgimento dei genitori favorisca risultati più duraturi e sostenibili. Muoversi di più e mangiare meglio, dunque, non come prescrizione temporanea, ma come cambiamento condiviso delle abitudini quotidiane.
Servono studi più ampi e raccomandazioni condivise
Nonostante i risultati incoraggianti, gli autori richiamano la necessità di ulteriori ricerche. Studi clinici più ampi, di lunga durata e con protocolli standardizzati saranno fondamentali per trasformare le evidenze scientifiche in linee guida cliniche condivise, utili nella pratica quotidiana. La review si inserisce nel progetto O-liver della Fondazione Italiana Fegato, dedicato allo studio dei benefici dell’olio extravergine di oliva sulla salute. Un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e con il sostegno di COOP Alleanza 3.0, che punta a valorizzare la prevenzione nutrizionale come strumento di salute pubblica.
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