Advocacy e Associazioni 5 Maggio 2026 09:47

Malnutrizione infantile, 30 anni di alimenti terapeutici salvavita: l’impegno Unicef nel mondo

Da tre decenni gli alimenti terapeutici pronti all’uso hanno rivoluzionato la cura della malnutrizione acuta grave nei bambini. Oggi oltre 42 milioni di minori ne sono colpiti: garantire accesso e continuità delle cure resta una sfida globale

di I.F.
Malnutrizione infantile, 30 anni di alimenti terapeutici salvavita: l’impegno Unicef nel mondo

Piccola, semplice, ma capace di fare la differenza tra la vita e la morte. Da trent’anni gli alimenti terapeutici pronti all’uso – le cosiddette paste a base di arachidi arricchite – rappresentano uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro la malnutrizione infantile grave. A promuoverne la diffusione su scala globale è UNICEF, che celebra oggi un traguardo importante: tre decenni di utilizzo di un trattamento che ha cambiato radicalmente l’approccio alla cura dei bambini più fragili.

Un’emergenza ancora aperta

Nonostante i progressi, i numeri restano allarmanti. Nel mondo, 42,8 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta, e di questi 12,2 milioni presentano la forma più grave, quella con il più alto rischio di mortalità. I bambini colpiti sono troppo magri rispetto alla loro altezza, hanno un sistema immunitario fortemente compromesso e un rischio di morte fino a dodici volte superiore rispetto ai coetanei ben nutriti. Una condizione che rende anche le infezioni più comuni potenzialmente letali.

Dall’ospedale alla casa: la rivoluzione del trattamento

Introdotti a metà degli anni Novanta, questi alimenti hanno segnato un punto di svolta: per la prima volta è stato possibile curare molti bambini direttamente a casa, senza necessità di ricovero ospedaliero. Un cambiamento che ha ridotto i costi per le famiglie, il rischio di infezioni e il sovraccarico dei sistemi sanitari, mantenendo al tempo stesso un’elevata efficacia. Oggi, il trattamento con alimenti terapeutici raggiunge tassi di guarigione vicini al 90%. Una terapia completa – circa 150 bustine nell’arco di 6-8 settimane – consente nella maggior parte dei casi il recupero nutrizionale, se accompagnata da controlli medici e supporto alle famiglie.

I numeri di un impegno globale

Solo nel 2025, l’UNICEF ha sottoposto a screening 255 milioni di bambini per la malnutrizione acuta e ha curato oltre 9 milioni di casi. Dal 2003 a oggi, sono state acquistate e distribuite 8,7 miliardi di bustine di alimenti terapeutici in tutto il mondo. Nel 2023, in risposta alla crisi nutrizionale globale seguita alla pandemia, la distribuzione ha raggiunto livelli record, con quasi 1,1 miliardi di bustine consegnate. Tra i Paesi più coinvolti, l’Etiopia, dove ogni anno centinaia di migliaia di bambini ricevono cure salvavita.

Un alimento progettato per contesti difficili

La forza di questi prodotti sta anche nella loro semplicità. Realizzati con arachidi, latte in polvere, oli, zuccheri, vitamine e minerali, non contengono acqua: una caratteristica che impedisce la proliferazione batterica e ne consente l’uso anche in ambienti privi di refrigerazione. Ogni bustina, da circa 92 grammi, fornisce 500 calorie ed è pensata per essere facilmente consumata dai bambini, grazie a una consistenza cremosa e a un gusto gradevole.

Una sfida che guarda al futuro

Nonostante i risultati raggiunti, la strada resta in salita. Con l’aumento dei conflitti, delle crisi climatiche e delle difficoltà nei finanziamenti, garantire una fornitura continua di alimenti terapeutici è oggi più urgente che mai. “Nessun bambino dovrebbe morire di malnutrizione in un mondo di abbondanza”, conclude la direttrice generale dell’UNICEF Catherine Russell, sottolineando come questi strumenti abbiano restituito alle famiglie la possibilità concreta di curare i propri figli.

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