Salute 9 Marzo 2026 15:29

Malattie cardiache, l’IA legge il rischio nelle mammografie

La calcificazione delle arterie mammarie si conferma un indicatore affidabile di infarto, ictus e altre patologie cardiache

di Isabella Faggiano
Malattie cardiache, l’IA legge il rischio nelle mammografie

Mentre le donne si sottopongono allo screening mammografico di routine per prevenire il cancro al seno, gli stessi esami potrebbero fornire informazioni preziose sul rischio di malattie cardiache. Grazie all’intelligenza artificiale, è possibile analizzare le immagini mammografiche standard per valutare l’accumulo di calcio nelle arterie mammarie, noto come calcificazione arteriosa. Lo dimostra un nuovo studio pubblicato sull’European Heart Journal mostra come l’intelligenza artificiale possa trasformare le mammografie in uno strumento per individuare il rischio cardiovascolare nelle donne.

Il cuore delle donne sotto la lente

Lo studio, guidato da Hari Trivedi della Emory University di Atlanta, ha incluso 123.762 donne senza malattie cardiovascolari note. L’IA ha classificato la calcificazione arteriosa in quattro livelli: assente, lieve, moderata o grave.

I risultati sono significativi:

  • Calcificazione lieve ? circa 30% di rischio in più di eventi cardiaci gravi;
  • Calcificazione moderata ? rischio superiore del 70%;
  • Calcificazione grave ? rischio 2–3 volte più alto.

Anche le donne sotto i 50 anni, spesso considerate a basso rischio, mostrano questa correlazione.

Un alleato per la prevenzione

“Il numero di depositi di calcio visibili nelle arterie mammarie è direttamente proporzionale al rischio di infarto, ictus o insufficienza cardiaca”, spiega Trivedi. Per le donne, significa che una mammografia già eseguita può fornire informazioni preziose sul cuore e stimolare una conversazione preventiva con il medico. Per i clinici, invece, l’IA rappresenta uno strumento pratico per individuare le pazienti a rischio cardiovascolare che oggi sfuggono ai controlli standard.

Verso una nuova strategia di screening

I ricercatori propongono di integrare questa tecnologia nei programmi di screening mammografico esistenti, potenzialmente raggiungendo milioni di donne ogni anno senza infrastrutture aggiuntive. Fondamentale sarà definire linee guida chiare per informare pazienti e medici. Secondo l’editoriale di accompagnamento firmato dalla prof.ssa Lori B. Daniels (University of California, San Diego), “La calcificazione arteriosa del seno può colmare il divario tra lo screening per il cancro e la prevenzione cardiovascolare, sfruttando un momento di controllo già consolidato per proteggere la salute del cuore delle donne”. Questa ricerca apre la strada a un nuovo paradigma: la mammografia non è più solo uno strumento oncologico, ma può diventare un segnale precoce di rischio cardiaco, con enormi benefici per la salute femminile.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro e Professioni

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

In pensione con oltre 100 giorni di ferie non godute e ottiene un indennizzo complessivo stimato in 60mila euro. È uno dei casi chiusi nei primi mesi del 2026 da Consulcesi & Partners (C&am...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.