Salute 6 Maggio 2026 13:26

Lazio, 83% dei minori usa lo smartphone: 4 famiglie su 10 in conflitto

Indagine su 500 genitori nel Lazio, promossa da ASP ISMA e Istituto Piepoli, sull’uso precoce degli smartphone tra i minori e sulle ricadute nei rapporti familiari, con l’obiettivo di migliorare prevenzione e supporto alle famiglie.

di Viviana Franzellitti
Lazio, 83% dei minori usa lo smartphone: 4 famiglie su 10 in conflitto

A Roma si è svolta la prima Giornata regionale delle dipendenze promossa da ASP ISMA su mandato della Regione Lazio, con la presentazione di una ricerca sulle dipendenze digitali tra minori curata da Istituto Piepoli. L’indagine ha coinvolto 500 genitori di ragazzi tra i 6 e i 18 anni residenti nel territorio regionale, con l’obiettivo di analizzare diffusione, abitudini e criticità legate all’uso dei dispositivi digitali. Il quadro che emerge è quello di una tecnologia ormai strutturale nella vita quotidiana dei più giovani, ma anche di famiglie spesso in difficoltà nella gestione delle regole e dei confini. L’83% dei minori, infatti, utilizza abitualmente lo smartphone, con una crescita costante con l’età, mentre il 40% dei genitori segnala conflitti ricorrenti in casa legati proprio all’uso dei dispositivi. L’evento ha riunito rappresentanti istituzionali e del mondo sanitario ed educativo, tra cui il presidente della Regione Francesco Rocca, il sottosegretario Alfredo Mantovano e diversi esponenti parlamentari e regionali, delineando un quadro di forte attenzione politica sul tema.

Smartphone e abitudini digitali sempre più precoci

L’indagine evidenzia una diffusione capillare dello smartphone già in età scolare: il 65% tra i 6-10 anni ne fa uso abituale, percentuale che sale fino al 96% tra i 17-18enni. Cambiano anche le attività online: i più piccoli si concentrano su videogiochi e contenuti video, mentre negli adolescenti prevalgono social network e chat, che arrivano rispettivamente al 71% e 72% nella fascia più alta. Il digitale, quindi, non è più uno strumento accessorio ma una componente centrale della socialità e della quotidianità giovanile.

Conflitti familiari e segnali di uso problematico

Il 40% dei genitori dichiara tensioni frequenti in famiglia legate all’uso della tecnologia, con un picco del 53% tra gli 11 e i 13 anni. Accanto ai conflitti emergono segnali considerati critici: uso eccessivo dei dispositivi nel 36% dei casi, irritabilità senza smartphone nel 33%, disturbi del sonno nel 26%, calo del rendimento scolastico nel 23% e isolamento sociale nel 22%. Elementi che, pur non sempre percepiti come “dipendenza”, indicano una crescente difficoltà di equilibrio tra vita online e offline.

Percezione del rischio alta ma strumenti limitati

La consapevolezza del problema è molto elevata: il 93% dei genitori considera le dipendenze digitali un fenomeno grave e diffuso. Tuttavia emergono fragilità nella gestione: solo il 61% ritiene di saper riconoscere i segnali di disagio e appena la metà sa a chi rivolgersi. Un dato particolarmente significativo riguarda la percezione personale: il 75% giudica adeguato il proprio approccio educativo, ma il 97% non ha mai richiesto supporto esterno, segnalando una forte distanza tra consapevolezza del problema e utilizzo dei servizi disponibili.

Famiglie in cerca di formazione e supporto

Le richieste più forti riguardano la formazione: il 47% dei genitori indica la necessità di percorsi educativi dedicati alle famiglie, seguiti da interventi scolastici (30%) e supporto psicologico (20%). Solo il 41% si sente sostenuto dalla scuola, il 36% dagli altri genitori e il 30% dai servizi sanitari. Nel complesso emerge la domanda di un approccio integrato, capace di coinvolgere scuola, sanità e comunità educante.

Una rete territoriale per affrontare le dipendenze digitali

La giornata ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso regionale articolato nelle province del Lazio, volto a costruire una rete tra istituzioni, servizi e associazioni. Secondo il presidente di ASP ISMA Antonio De Napoli e la vicepresidente Maria Beatrice Baldini, la sfida ora è trasformare questa rete in un sistema stabile di intervento. L’obiettivo è superare la frammentazione delle iniziative e rafforzare prevenzione, formazione e alternative sociali per i più giovani, affrontando non solo il tempo trascorso online ma la qualità complessiva dell’accompagnamento educativo.

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