I dati RespiVirNet mostrano 10,1 casi di influenza per 1.000 assistiti, la stagione è arrivata alla sua curva calante.
Nella settimana compresa tra il 19 e il 25 gennaio l’incidenza complessiva delle infezioni respiratorie acute (ARI) nella comunità si è attestata a 10,1 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto agli 11,3 registrati nella settimana precedente. Il dato emerge dal nuovo report della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nel periodo considerato sono stati stimati circa 551 mila nuovi casi, che portano il totale dall’avvio della sorveglianza a circa 10,4 milioni di infezioni respiratorie acute. La tendenza alla diminuzione riguarda quasi tutte le fasce di età, ad eccezione dei bambini tra 0 e 4 anni, dove l’incidenza resta stabile con circa 40 casi per 1.000 assistiti.
Dal punto di vista territoriale, l’intensità della circolazione virale si mantiene a livello basale in Liguria e Molise, medio in Puglia, Basilicata e Campania, e basso nel resto delle regioni e nelle Province autonome. Va tuttavia ricordato che il passaggio dalla definizione di caso di sindrome simil-influenzale (ILI) a quella di infezione respiratoria acuta (ARI) rende complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie di intensità storiche, calcolate sui dati ILI.
Nella comunità, nella settimana analizzata, il tasso di positività per influenza è pari al 14,1%, mentre nel flusso ospedaliero si attesta al 14,7%. Tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per virus respiratorio sinciziale (VRS), rhinovirus e virus influenzali. La co-circolazione di diversi agenti virali contribuisce all’andamento complessivo delle ARI.
Nel contesto ospedaliero, i tassi di positività più alti riguardano invece rhinovirus, altri coronavirus diversi da SARS-CoV-2 e VRS.
La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza segnala, nella settimana 4 dell’anno, un numero di casi inferiore rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Il sottotipo più frequentemente associato alle forme severe è A(H1N1)pdm09. La maggior parte dei pazienti con influenza grave o complicata risulta non vaccinata.
Per quanto riguarda la tipizzazione dei virus influenzali, nella comunità si osserva una prevalenza dei ceppi A(H3N2) rispetto agli A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, invece, tra i campioni sottotipizzati emerge una quota leggermente maggiore di A(H1N1)pdm09 rispetto agli A(H3N2).
Al momento non sono stati identificati campioni positivi per virus influenzali di tipo A non sottotipizzabili come stagionali, dato che potrebbe indicare la circolazione di ceppi aviari.
Le analisi di sequenziamento del gene HA dei virus A(H3N2) indicano che, all’interno del clade 2a.3a.1, resta predominante il subclade K. Per i virus A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si colloca nel subclade D.3.1.1.