Secondo l’ultimo bollettino settimanale dell’Oms, la circolazione dei virus influenzali è in diminuzione per la terza settimana consecutiva. Nella maggior parte dei Paesi dell’emisfero nord la positività è sotto il 20%
L’influenza sta lentamente arretrando. Dopo settimane di pressione sui sistemi sanitari, l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un calo globale della circolazione dei virus influenzali, in discesa per la terza settimana consecutiva. Un trend incoraggiante, anche se non uniforme: la curva scende, ma con differenze significative tra aree geografiche e con alcune eccezioni soprattutto in Europa. Nel bollettino settimanale pubblicato dall’Oms, si evidenzia che nella maggior parte dei Paesi dell’emisfero settentrionale il tasso di positività dei campioni testati per l’influenza è ormai inferiore al 20%. Un dato che suggerisce una fase di progressivo rallentamento della stagione influenzale.
Europa: circolazione ancora elevata in alcuni Stati
Nonostante la tendenza generale alla diminuzione, la circolazione resta alta in alcuni Paesi europei. In particolare, Portogallo, Francia e Germania continuano a registrare tassi di positività superiori al 30%, segno che il virus mantiene ancora una presenza significativa. In generale, tuttavia, anche in queste aree si osserva un calo rispetto alle settimane precedenti. Fanno eccezione alcuni Paesi del Centro e dell’Est Europa, dove l’Oms rileva un lieve incremento, che potrebbe indicare un ritardo nel picco stagionale.
A/H3N2 domina la stagione influenzale
Il virus influenzale che continua a prevalere è l’A/H3N2, già identificato come dominante in questa stagione. Si tratta di un ceppo noto per la sua capacità di provocare forme più severe soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione, come anziani e persone con patologie croniche. Parallelamente, l’Oms segnala una bassa circolazione del virus Sars-CoV-2 responsabile del Covid-19. Quasi ovunque, la percentuale di campioni positivi è inferiore al 10%. Le uniche eccezioni sono Cile e Slovenia, dove i tassi superano il 20%. Anche il virus respiratorio sinciziale (RSV), tra i principali responsabili di bronchioliti e infezioni respiratorie nei bambini piccoli e negli anziani, mostra un andamento simile: in calo generale, ma con una quota di tamponi positivi ancora superiore al 10% in alcuni Paesi europei, come Francia, Spagna e Regno Unito. Un inverno che rallenta, ma la sorveglianza resta fondamentale. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una stagione respiratoria che comincia a perdere intensità, ma che non è ancora del tutto conclusa. Il calo dell’influenza rappresenta un segnale positivo, ma la persistenza di focolai in alcune aree e la circolazione contemporanea di più virus respiratori rendono ancora essenziale la sorveglianza epidemiologica e l’attenzione ai soggetti più vulnerabili.
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