One Health 29 Gennaio 2026 10:06

Influenza D e coronavirus canino potrebbero diventare le prossime minacce per la salute pubblica

Questi due virus mostrano segnali di possibile adattamento all’uomo. Gli scienziati invitano a non sottovalutare i dati preliminari e a investire in ricerca e sistemi di allerta.

di Arnaldo Iodice
Influenza D e coronavirus canino potrebbero diventare le prossime minacce per la salute pubblica

Due virus di origine animale, l’influenza D e il coronavirus canino, sono indicati da ricercatori internazionali come possibili future minacce per la salute pubblica. Una revisione pubblicata su Emerging Infectious Diseases segnala che questi patogeni, oggi poco monitorati, potrebbero diffondersi maggiormente tra gli esseri umani.

Gli esperti avvertono che la scarsa sorveglianza diagnostica e la limitata conoscenza epidemiologica creano le condizioni perché eventuali mutazioni favoriscano trasmissioni più efficienti, aumentando il rischio di focolai anche estesi in diverse aree geografiche globali.

Influenza D: un rischio da non sottovalutare

Il virus dell’influenza D è stato identificato per la prima volta nel 2011 ed è stato collegato soprattutto a bovini e suini, pur comparendo in numerose altre specie domestiche e selvatiche. Gli studiosi ritengono che contribuisca alle sindromi respiratorie dei bovini, con costi economici rilevanti per gli allevatori.

Indagini sierologiche su lavoratori a contatto con le mandrie hanno mostrato percentuali molto alte di anticorpi, segno di esposizione frequente. Finora i casi umani descritti sono risultati per lo più asintomatici. Tuttavia i virus influenzali mutano rapidamente e possono riassortire il proprio materiale genetico.

Un ceppo isolato in Cina ha mostrato indizi di trasmissione tra persone. Questo non indica una pandemia imminente, ma suggerisce l’utilità di controlli continui, studi comparativi, cooperazione veterinaria e sistemi di allerta capaci di rilevare cambiamenti biologici significativi prima che il virus acquisisca maggiore adattamento all’uomo e provochi possibili focolai in comunità umane vulnerabili con diffusione locale limitata.

Coronavirus canino: segnali di circolazione umana

Il coronavirus canino, noto come CCoV, è un virus che nei cani provoca soprattutto disturbi gastrointestinali. Non è il virus responsabile del Covid-19, ma appartiene alla stessa grande famiglia. Alcuni casi umani sono stati documentati negli ultimi anni, collegati a polmoniti e ricoveri. Ricercatori statunitensi e asiatici hanno isolato ceppi simili in pazienti con sintomi respiratori. La presenza di virus quasi identici in Paesi diversi indica una circolazione internazionale. Poiché i test specifici non sono eseguiti di routine, molte infezioni potrebbero passare inosservate, rendendo difficile stimare la reale diffusione e valutare tempestivamente eventuali rischi per la popolazione a livello globale.

Prevenzione come strategia chiave

Queste evidenze ricordano che la prevenzione richiede investimenti costanti prima delle emergenze. Rafforzare la sorveglianza negli allevamenti, integrare dati veterinari e umani e sviluppare test affidabili permette di individuare segnali precoci. Anche la comunicazione trasparente tra scienziati, autorità sanitarie e cittadini è cruciale per evitare allarmismi e ritardi.

Prepararsi non significa prevedere una catastrofe, ma ridurre l’incertezza. Con monitoraggio, ricerca e cooperazione internazionale, il rischio che questi virus sorprendano i sistemi sanitari può essere contenuto con adeguata pianificazione preventiva continua.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

“A cena con la SLA”: la videoserie che racconta le sfide della disfagia

Per tre pazienti su quattro, la malattia porta anche la disfagia, la difficoltà a deglutire, che può compromettere il piacere del cibo e il momento conviviale dei pasti. La videoserie na...
di I.F.
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione