Salute 21 Maggio 2026 10:33

Infezioni sessualmente trasmissibili, l’Europa lancia l’allarme: “Gonorrea ai massimi storici, sifilide in costante crescita”

Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili batteriche hanno raggiunto livelli record in Europa. Secondo i nuovi rapporti dell’ECDC, i casi di gonorrea sono aumentati del 303% rispetto al 2015, mentre la sifilide è più che raddoppiata

di Isabella Faggiano
Infezioni sessualmente trasmissibili, l’Europa lancia l’allarme: “Gonorrea ai massimi storici, sifilide in costante crescita”

Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) continuano a diffondersi in Europa a ritmi che preoccupano gli esperti. I nuovi rapporti epidemiologici pubblicati dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) fotografano una situazione senza precedenti: nel 2024 gonorrea, sifilide e sifilide congenita hanno raggiunto i livelli più elevati registrati nell’ultimo decennio, confermando una tendenza in crescita che non mostra segnali di arresto. L’agenzia europea parla apertamente di necessità di “azioni urgenti” per contenere la diffusione delle infezioni, con particolare attenzione alle donne in età fertile, una popolazione che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella dinamica epidemiologica delle IST.

Gonorrea, mai così tanti casi dall’inizio della sorveglianza europea

La situazione più evidente riguarda la gonorrea. Nel 2024 sono stati notificati 106.331 casi confermati nei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, il numero più alto registrato da quando la sorveglianza europea delle infezioni sessualmente trasmissibili è stata avviata nel 2009. Il tasso medio è stato di 26,9 casi ogni 100 mila abitanti.  L’incremento rispetto al 2015 raggiunge il 303%, mentre nell’ultimo anno la crescita è stata del 4,3%. Dietro questo aumento si nascondono però andamenti differenti tra uomini e donne: i casi sono aumentati del 7,9% nella popolazione maschile, mentre tra le donne si è registrata una diminuzione dell’8,6%.  Le incidenze più elevate sono state osservate in Irlanda, Malta, Islanda, Lussemburgo e Danimarca. L’Italia ha notificato 3.105 casi, con un tasso di 5,3 casi ogni 100 mila abitanti, in netto aumento rispetto agli anni precedenti.

Giovani adulti e uomini che fanno sesso con uomini restano i più colpiti

L’analisi per età mostra che la gonorrea continua a concentrarsi soprattutto nei giovani adulti. Tra le donne il tasso più elevato si registra nella fascia 20-24 anni, con 60,3 casi ogni 100 mila abitanti. Tra gli uomini, invece, il picco riguarda i 25-34 anni, con 145,5 casi ogni 100 mila abitanti.  Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rappresentano il gruppo maggiormente interessato dall’epidemia. Nel 2024 hanno costituito il 62% dei casi per i quali era nota la modalità di trasmissione e, nell’arco dell’ultimo decennio, i casi in questa popolazione sono aumentati del 221%.  Secondo l’ECDC, tra i fattori che possono aver contribuito alla crescita figurano la riduzione dell’uso del preservativo, l’aumento dei partner occasionali, le reti sessuali più estese, il fenomeno del chemsex e la maggiore frequenza dei controlli effettuati nell’ambito dei programmi di prevenzione dell’HIV e della PrEP.

La sifilide supera i 45 mila casi e continua a crescere

Parallelamente alla gonorrea, anche la sifilide mantiene una tendenza in costante aumento. Nel 2024 sono stati registrati 45.577 casi, più del doppio rispetto al 2015. Circa sette diagnosi su dieci riguardano uomini che fanno sesso con uomini, ma l’ECDC evidenzia una crescita sostenuta anche nelle popolazioni eterosessuali, sia maschili sia femminili.  “La cosa più preoccupante è che tra il 2023 e il 2024 abbiamo assistito quasi a un raddoppio dei casi di sifilide congenita”, spiega Bruno Ciancio, responsabile dell’Unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccino dell’ECDC.

Sifilide congenita, il segnale più allarmante

Il dato che più allarma gli esperti riguarda proprio la sifilide congenita, trasmessa dalla madre al bambino durante la gravidanza. Nel 2024 sono stati segnalati 140 casi nei Paesi che hanno fornito dati completi, contro i 78 del 2023. In appena cinque anni i casi sono praticamente triplicati.  Le conseguenze possono essere gravissime: aborto spontaneo, morte fetale, parto prematuro, malformazioni congenite e danni neurologici permanenti. Secondo l’ECDC, l’aumento riflette la crescita della sifilide tra le donne in età fertile ma anche alcune criticità dei sistemi sanitari, tra cui screening prenatali incompleti, mancanza di follow-up, ritardi diagnostici e insufficiente accesso alle cure. Per questo motivo l’agenzia europea invita i Paesi a rafforzare i programmi di screening in gravidanza e a valutare l’esecuzione sistematica di un secondo test nel terzo trimestre per le donne a rischio.

La clamidia resta l’infezione più diffusa

Nonostante l’attenzione sia concentrata soprattutto su gonorrea e sifilide, la clamidia continua a essere l’infezione sessualmente trasmissibile più frequente in Europa. Nel 2024 sono stati notificati 213.443 casi. Si tratta di un’infezione spesso asintomatica, soprattutto nelle donne, tanto da essere definita dagli specialisti una “infezione silenziosa”. Quando non viene diagnosticata e trattata può provocare problemi di fertilità, dolore pelvico cronico e altre complicanze riproduttive.

Antibiotico-resistenza: una minaccia da non sottovalutare

Accanto alla crescita dei contagi, l’ECDC continua a monitorare attentamente il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. La resistenza al ceftriaxone, farmaco di prima scelta per il trattamento della gonorrea, resta fortunatamente rara, ma nel 2024 sono stati individuati due ceppi altamente resistenti in Norvegia e Lussemburgo. Permane inoltre un livello significativo di resistenza all’azitromicina, sebbene in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti.  Questa situazione spiega la prudenza dell’ECDC rispetto all’impiego della profilassi post-esposizione con doxiciclina (Doxy-PEP), una strategia che consiste nell’assunzione di una dose di antibiotico entro 24-72 ore da un rapporto sessuale a rischio. Gli studi hanno dimostrato una riduzione di circa il 70% dei casi di clamidia e sifilide precoce nelle persone ad alto rischio, ma l’efficacia contro la gonorrea è limitata e il timore è che un utilizzo indiscriminato possa favorire ulteriormente lo sviluppo di resistenze.

L’appello dell’ECDC: servono strategie aggiornate

Per gli esperti europei non basta più affidarsi alle strategie tradizionali. Occorre rafforzare la prevenzione, ampliare l’accesso ai test diagnostici, accelerare i trattamenti e migliorare il tracciamento dei partner sessuali per interrompere le catene di trasmissione. L’ECDC sottolinea inoltre che in molti Paesi persistono barriere economiche all’accesso ai test e che numerose strategie nazionali non sono state aggiornate per tenere conto dei cambiamenti nei comportamenti sessuali osservati dopo la pandemia. Senza interventi mirati e coordinati, avverte l’agenzia, le attuali tendenze rischiano di proseguire, aumentando il peso delle complicanze e ampliando le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alle cure. Come ricorda Bruno Ciancio, il messaggio di prevenzione resta semplice ma fondamentale: “Usare il preservativo con partner nuovi o multipli e sottoporsi al test in presenza di sintomi come dolore, secrezioni o ulcere”.

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