Salute 5 Dicembre 2025 12:48

Infezioni respiratorie in aumento, oltre 585mila nuovi casi in una settimana

Crescono le infezioni respiratorie acute nella settimana dal 24 al 30 novembre. I più colpiti restano i bambini sotto i 4 anni. Influenza, Rhinovirus e SARS-CoV-2 tra i virus più diffusi

di Redazione
Infezioni respiratorie in aumento, oltre 585mila nuovi casi in una settimana

Le infezioni respiratorie tornano a crescere, come previsto in questa fase della stagione. Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, nella settimana dal 24 al 30 novembre l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute (ARI) è salita a 10,4 casi per 1.000 assistiti, rispetto agli 8,96 registrati nel bollettino precedente. La stima complessiva parla di circa 585mila nuovi contagi in una sola settimana, che portano a 3,3 milioni il totale dall’avvio della sorveglianza. A essere più colpiti, come di consueto, sono i bambini tra 0 e 4 anni, con un’incidenza che supera i 33 casi per 1.000 assistiti.

Intensità ancora bassa, ma il confronto con gli anni precedenti è complesso

La sorveglianza segnala un’intensità generalmente bassa quasi ovunque, con livelli considerati “basali” in Liguria, Molise, Provincia di Trento e Umbria. Gli esperti tuttavia richiamano l’attenzione su un elemento chiave: la modifica della definizione di caso. Il passaggio dalle sindromi simil-influenzali (ILI) alle infezioni respiratorie acute (ARI) rende oggi difficile il confronto con le stagioni precedenti, sia sul piano dell’incidenza sia sulle soglie che in passato venivano calcolate sui dati delle ILI.

I virus più circolanti: influenza in testa

Sul fronte virologico, la fotografia scattata dai laboratori della rete RespiVirNet conferma una circolazione multipla di agenti respiratori.

Nel periodo considerato sono stati analizzati 2.088 campioni clinici. Di questi:

  • 423 (20,3%) sono risultati positivi ai virus influenzali: 421 di tipo A e 2 di tipo B;
  • 83 (4%) positivi a SARS-CoV-2;
  • 51 (2%) al Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).

Tra gli altri virus respiratori rilevati emergono 275 Rhinovirus (13,2%), 69 Parainfluenzali (3,3%), 56 Adenovirus (2,7%), 37 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, oltre a 16 Bocavirus e 6 Metapneumovirus. Da segnalare che, ad oggi, non è stato identificato alcun caso di influenza A “non sottotipizzabile”, un dato che esclude – al momento – segnali di circolazione di ceppi aviari.

Una svolta nella sorveglianza: cosa cambia con la nuova definizione ARI

La stagione 2025-2026 inaugura un cambiamento strutturale nella sorveglianza nazionale: RespiVirNet adotta infatti la definizione europea di infezione respiratoria acuta (ARI), in linea con gli standard dell’Ecdc.

La transizione comporta un passaggio significativo:

  • le ILI richiedono la presenza simultanea di un sintomo respiratorio (come tosse o mal di gola) e di un sintomo sistemico (febbre, dolori muscolari, malessere);
  • le ARI, invece, si definiscono sulla base della coesistenza di sintomi come tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria o coriza, senza la necessità di un sintomo sistemico.

Una definizione più ampia e inclusiva, pensata per monitorare in modo più accurato non solo l’influenza ma l’intero spettro dei virus respiratori che, stagione dopo stagione, continuano a circolare nella popolazione.

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