Uno studio BMJ mostra che riconoscimenti simbolici e benefici di servizio incrementano le donazioni senza effetti negativi sulla sicurezza o sull’idoneità dei donatori.
Offrire incentivi non monetari ai donatori di sangue abituali può aumentare in modo significativo le donazioni senza compromettere la sicurezza del sangue. È quanto emerge dallo studio “Honor-based incentives and blood donation supply in China”, pubblicato dal British Medical Journal.
La ricerca analizza l’impatto di un modello di incentivazione alternativo, fondato su riconoscimenti simbolici e benefici indiretti, come l’accesso gratuito ai trasporti pubblici o alle visite ambulatoriali. I risultati suggeriscono che questa strategia potrebbe rappresentare una risposta concreta alla carenza cronica di sangue che affligge molti sistemi sanitari nel mondo.
La crisi del modello del dono e il dibattito sugli incentivi
In molti paesi, soprattutto in quelli a medio e basso reddito, garantire un approvvigionamento stabile di sangue resta una sfida complessa. Il cosiddetto “modello del dono”, basato esclusivamente su donazioni volontarie e non retribuite, fa leva sull’altruismo e sul senso di responsabilità civica, ma spesso fatica a trattenere i donatori nel lungo periodo. Per questo motivo, diversi governi hanno sperimentato incentivi come lotterie, permessi retribuiti o compensi economici.
Tuttavia, l’efficacia di queste misure è controversa e ha sollevato timori sul rischio di indebolire la motivazione altruistica e, potenzialmente, la sicurezza delle donazioni.
Cos’è il modello basato sull’onore
Il modello basato sull’onore è un sistema di incentivazione che promuove comportamenti socialmente utili senza ricorrere al denaro, puntando invece su riconoscimenti simbolici, benefici di servizio e status sociale. L’assunto di fondo è che alcune azioni (come, per l’appunto, donare sangue, ma anche fare volontariato o rispettare determinate regole civiche) perdano valore morale se trasformate in semplici transazioni economiche.
In questo modello, chi contribuisce viene premiato non come “fornitore pagato”, ma come cittadino meritevole. Un esempio pratico è quello dei donatori di sangue che ottengono l’accesso gratuito a visite ambulatoriali, l’uso dei mezzi pubblici, corsie preferenziali nei servizi sanitari o attestati ufficiali di merito.
Questi incentivi non monetari possono rafforzare l’identità civica, il senso di appartenenza e l’orgoglio personale, mantenendo intatta la motivazione altruistica. In questo modo il comportamento virtuoso viene percepito come un onore riconosciuto dalla comunità, non come un lavoro retribuito, il ché favorisce la continuità dell’impegno nel tempo e riducendo il rischio che l’incentivo “spenga” la spinta etica originaria.
Dati, metodo e risultati dello studio
Per valutare un’alternativa a questi modelli, i ricercatori hanno analizzato i dati ufficiali sulle donazioni di sangue in 30 province cinesi tra il 2012 e il 2018, combinandoli con indicatori socioeconomici regionali.
Tre province hanno introdotto progressivamente il modello basato sull’onore, mentre le altre hanno funzionato da gruppo di controllo.
I risultati mostrano che, entro il secondo anno, le donazioni sono aumentate del 3,5%, arrivando al 7,7% dopo cinque anni. L’incremento ha riguardato soprattutto il sangue intero e non è stato accompagnato da un calo dell’idoneità dei donatori, segno che la sicurezza è rimasta invariata.
Implicazioni politiche, limiti e prospettive future
Trattandosi di uno studio osservazionale, gli autori invitano alla cautela nell’interpretare i risultati come prova definitiva di un rapporto causale. Tuttavia, analisi aggiuntive e controlli di robustezza rafforzano l’affidabilità delle conclusioni.
Secondo i ricercatori, il modello basato sull’onore potrebbe offrire benefici duraturi a costi contenuti, rendendolo sostenibile per i sistemi sanitari. Un editoriale collegato, firmato da studiosi francesi, sottolinea la necessità di ulteriori valutazioni, ma riconosce che premiare l’altruismo con incentivi non monetari potrebbe aprire la strada a un nuovo paradigma per la donazione di sangue.