Con due sole iniezioni all'anno e una protezione dall'Hiv vicina al 100%, il lenacapavir è considerato una delle innovazioni più promettenti nella prevenzione dell'infezione da HIV, ma secondo MSF il suo potenziale rischia di essere frenato da costi elevati e una distribuzione limitata
La possibilità di prevenire l’Hiv con due sole iniezioni all’anno potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi decenni nella lotta all’epidemia. È questa la promessa del lenacapavir, farmaco a lunga durata d’azione utilizzato nella profilassi pre-esposizione (PrEP), che negli studi clinici ha dimostrato un’efficacia prossima al 100% nel prevenire l’infezione nelle persone a rischio. Non sorprende, quindi, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo abbia inserito tra le opzioni raccomandate per la prevenzione dell’Hiv. Eppure, secondo Medici Senza Frontiere (MSF), milioni di persone potrebbero restare escluse da questa opportunità. Per questo, con una campagna internazionale lanciata il 17 giugno, l’organizzazione umanitaria ha chiesto a Gilead Sciences, l’azienda che detiene il controllo della produzione e della distribuzione del farmaco, di ampliarne immediatamente l’accesso e di renderlo disponibile a prezzi sostenibili in tutto il mondo. La richiesta arriva dopo mesi di confronto. Già lo scorso marzo MSF aveva denunciato il rifiuto dell’azienda di fornire direttamente il farmaco ai propri programmi sanitari nei Paesi più vulnerabili. Una decisione che, secondo l’organizzazione, rischia di rallentare l’accesso a una delle più importanti innovazioni nel campo della prevenzione dell’Hiv:”Un farmaco in grado di cambiare il corso dell’epidemia non dovrebbe essere disponibile solo per pochi”, dice MSF.
Un’epidemia ancora lontana dalla fine
Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, l’Hiv continua a rappresentare una delle principali sfide sanitarie globali. Secondo i dati richiamati da Medici Senza Frontiere, nel 2025 circa 1,2 milioni di persone nel mondo hanno contratto l’infezione. In questo scenario, il lenacapavir viene considerato uno strumento potenzialmente decisivo. A differenza della PrEP tradizionale, che richiede l’assunzione quotidiana di compresse, il nuovo farmaco garantisce una copertura annuale attraverso due sole somministrazioni. Una caratteristica che potrebbe favorire l’aderenza al trattamento preventivo, soprattutto nelle aree dove l’accesso ai servizi sanitari è più complesso.
Il nodo dei costi e dei brevetti
Secondo MSF, però, la diffusione del farmaco è oggi limitata da un modello di accesso considerato troppo restrittivo. L’organizzazione sostiene che Gilead mantenga uno stretto controllo su chi possa ricevere il medicinale, in quali Paesi possa essere distribuito e a quali condizioni economiche. L’azienda ha siglato accordi con alcuni produttori di farmaci generici per consentire una futura distribuzione a prezzi inferiori nei Paesi a basso e medio reddito. Tuttavia, le versioni generiche non dovrebbero essere disponibili prima del 2027 e non copriranno tutti gli Stati che potrebbero averne bisogno. Per questo Medici Senza Frontiere chiede che il farmaco venga reso disponibile a un costo non superiore a 40 dollari all’anno per persona, una cifra che secondo diversi studi sarebbe compatibile con i costi di produzione su larga scala.
Il ruolo dei governi
L’appello non è rivolto soltanto all’industria farmaceutica. L’organizzazione umanitaria invita anche i governi a utilizzare gli strumenti previsti dalle normative internazionali sui brevetti per favorire una maggiore produzione e disponibilità del farmaco. Secondo MSF, se i prezzi dovessero rimanere elevati e la produzione continuasse a essere limitata, gli Stati dovrebbero valutare tutte le misure legali disponibili per superare gli ostacoli che impediscono un accesso più ampio. La posta in gioco, sottolinea l’organizzazione, va oltre il singolo farmaco. Riguarda la possibilità di trasformare una scoperta scientifica in un beneficio concreto per milioni di persone.
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