One Health 18 Maggio 2026 09:27

Hantavirus, nuova circolare del Ministero: ecco come gestire i casi sospetti

Il Ministero della Salute aggiorna le indicazioni operative dopo il focolaio registrato sulla nave MV Hondius. Nessun caso confermato in Italia, ma vengono rafforzate sorveglianza, protocolli di isolamento e misure di protezione per gli operatori sanitari

di I.F.
Hantavirus, nuova circolare del Ministero: ecco come gestire i casi sospetti

Il Ministero della Salute rafforza le misure di sorveglianza sull’hantavirus e pubblica una nuova circolare con indicazioni operative per la gestione di eventuali casi sospetti di infezione da virus Andes (ANDV), collegati al focolaio registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Al momento, sottolinea il Ministero, non risultano casi confermati sul territorio italiano, ma resta alta l’attenzione delle autorità sanitarie. La nuova circolare, firmata dal capo del Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e dal direttore generale della Prevenzione Sergio Iavicoli, aggiorna la precedente nota ministeriale dell’11 maggio e nasce anche per rispondere ai chiarimenti richiesti da Regioni e Province autonome, con l’obiettivo di uniformare le procedure di gestione dei pazienti sospetti.

L’importanza dell’anamnesi e del link epidemiologico

Secondo le indicazioni ministeriali, il personale sanitario dovrà effettuare una valutazione clinica iniziale particolarmente accurata, prestando attenzione soprattutto all’eventuale esposizione epidemiologica del paziente. L’obiettivo è identificare tempestivamente situazioni compatibili con l’infezione e attivare rapidamente le misure di contenimento e sanità pubblica.  La circolare precisa inoltre che viene considerato “caso sospetto” chi abbia condiviso o utilizzato un mezzo di trasporto sul quale sia stato identificato un caso confermato o probabile di virus Andes, oppure chi sia stato in contatto con passeggeri o membri dell’equipaggio della MV Hondius a partire dal 5 aprile e presenti sintomi compatibili come febbre, dolori muscolari, sintomi gastrointestinali o respiratori.

Isolamento immediato e trasferimento nei reparti specializzati

In presenza di un caso sospetto, il paziente dovrà essere immediatamente isolato e dotato di dispositivi di protezione, come mascherina FFP2 o chirurgica resistente ai fluidi e guanti monouso. Sarà poi necessario procedere con il prelievo dei campioni diagnostici e, se indicato, con il trasferimento presso reparti di malattie infettive di riferimento. Il Ministero specifica inoltre che, se necessario, dovrà essere attivato il 118 per il trasferimento in sicurezza del paziente, adottando precauzioni aggiuntive contro la trasmissione per contatto, droplets e via respiratoria. Per i casi confermati di infezione da ANDV, la circolare indica il ricovero in strutture dotate di adeguate misure di contenimento biologico. Qualora le Regioni non dispongano di centri idonei, i pazienti potranno essere trasferiti presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Le Regioni e le Province autonome dovranno inoltre comunicare entro due giorni al Ministero l’elenco delle strutture ospedaliere in grado di gestire eventuali pazienti infetti.

Virus Andes classificato tra gli agenti biologici di gruppo 3

Nel documento il Ministero ricorda che il virus Andes è classificato tra gli agenti biologici del gruppo 3 secondo il Dlgs 81/08. Per questo motivo tutte le fasi della gestione del paziente, compresi trasporto e ricovero, dovranno rispettare rigorosi protocolli di biosicurezza previsti per i patogeni ad alto rischio. Ampio spazio viene dedicato anche ai dispositivi di protezione individuale. Durante tutte le fasi di assistenza il personale sanitario dovrà adottare precauzioni da contatto, droplet e protezione respiratoria, utilizzando visiere, occhiali protettivi, guanti, indumenti di protezione e mascherine FFP2 o FFP3. Nei casi a maggior rischio di contaminazione, come presenza di vomito, diarrea o sanguinamenti, il Ministero raccomanda ulteriori protezioni, compreso il doppio paio di guanti, il copricapo e la protezione completa di occhi e mucose.

Procedure aerosol-generanti e formazione del personale

La circolare richiama inoltre l’attenzione sulle procedure che possono generare aerosol, come broncoscopie, broncoaspirazioni, intubazioni o ventilazione assistita. In questi casi sarà necessario utilizzare maschere FFP3 ed effettuare le procedure in stanze a pressione negativa. Infine, il Ministero sottolinea come uno dei punti più critici nella prevenzione del contagio tra operatori sanitari resti la corretta gestione dei dispositivi di protezione individuale, in particolare durante le fasi di vestizione e svestizione. Per questo viene raccomandato di rafforzare attività di formazione, informazione e addestramento del personale sanitario.

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