One Health 11 Maggio 2026 18:08

Hantavirus, l’Oms aggiorna le linee guida: “Quarantena e monitoraggio attivo per i contatti ad alto rischio”

L’Oms ridefinisce le categorie di contatto dopo lo sbarco dei passeggeri della Hondius. Ecdc e Commissione Ue rassicurano: “Non ci sono prove di una nuova variante più contagiosa”. Il Ministero della Salute italiano lavora ad una circolare per Regioni e uffici di frontiera

di Isabella Faggiano
Hantavirus, l’Oms aggiorna le linee guida: “Quarantena e monitoraggio attivo per i contatti ad alto rischio”

Cresce l’attenzione anche in Italia sul focolaio di hantavirus legato alla nave da crociera Hondius, dove è stata riscontrata la circolazione del virus Andes, uno dei pochi ceppi di hantavirus associati a possibili trasmissioni interumane. Dopo i casi confermati in Europa e negli Stati Uniti, il Ministero della Salute sta predisponendo una circolare indirizzata a Regioni e uffici di frontiera con indicazioni operative su sorveglianza sanitaria, tracciamento dei contatti ed eventuali isolamenti fiduciari. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato nuove linee guida provvisorie per la gestione dei contatti dei casi di virus Andes (ANDV) legati alla Hondius, ridefinendo categorie di rischio, modalità di monitoraggio e procedure di isolamento dopo lo sbarco dei passeggeri. L’Oms raccomanda un approccio “basato sul rischio” e distingue tra contatti ad alto rischio, per i quali sono previste quarantena e sorveglianza attiva quotidiana, e contatti a basso rischio, sottoposti invece ad auto-monitoraggio passivo per 42 giorni. Al momento, nel nostro Paese non risultano casi positivi, ma quattro persone transitate sullo stesso volo della donna sudafricana poi deceduta sono sottoposte a monitoraggio attivo in Campania, Calabria, Veneto e Toscana. Le autorità sanitarie sottolineano che si tratta di misure esclusivamente precauzionali.

Il Ministero della Salute: “Non siamo davanti a un nuovo Covid”

A rassicurare sul quadro epidemiologico è stata Mara Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, intervenuta a RTL 102.5. “Attualmente non c’è nessun allarme, non ci troviamo di nuovo di fronte a un nuovo Covid”, ha dichiarato, ricordando che l’hantavirus è un virus noto da tempo alla comunità scientifica e che la sua contagiosità è “molto più bassa” rispetto a quella del SARS-CoV-2. Campitiello ha spiegato che la variante andina associata al focolaio può risultare più aggressiva perché coinvolge i polmoni e presenta una maggiore letalità, ma la trasmissione richiede condizioni particolari e contatti molto stretti. La responsabile del Dipartimento Prevenzione ha inoltre spiegato che, “per il principio di massima cautela”, il Ministero ha già innalzato il livello di attenzione “alle frontiere, negli aeroporti e nel comparto marittimo”, pur sottolineando che attualmente “il rischio resta molto basso”. Campitiello ha ricordato anche l’esistenza delle circolari Enac che prevedono la segnalazione immediata al Ministero della Salute di eventuali passeggeri con sintomi sospetti durante voli o trasferimenti internazionali. “Gli italiani sono stati profondamente segnati dalla pandemia Covid e hanno un riflesso psicologico importante rispetto ai temi della trasmissione virale”, ha aggiunto, invitando a evitare allarmismi e polemiche. Il Ministero, ha assicurato, continuerà a seguire quotidianamente l’evoluzione della situazione e informerà i cittadini “con la massima trasparenza”.

Le nuove linee guida dell’Oms dopo lo sbarco della Hondius

Nel documento pubblicato l’8 maggio, l’Oms chiarisce che il virus Andes è associato a una trasmissione interumana limitata, generalmente legata a contatti ravvicinati e prolungati. L’agenzia definisce come “contatti” le persone esposte a saliva, sangue o altri fluidi corporei di casi confermati o probabili, ma anche chi abbia condiviso ambienti chiusi o sia rimasto entro circa due metri dal soggetto infetto per oltre 15 minuti cumulativi. L’Oms ricorda che il periodo di incubazione varia da una a sei settimane, più frequentemente tra due e quattro settimane, con una mediana di 18 giorni. Il periodo di maggiore contagiosità coinciderebbe con la fase iniziale dei sintomi, spesso aspecifici e difficili da riconoscere.

Tra i contatti ad alto rischio rientrano:

  • persone che hanno condiviso cabina o bagno con il caso positivo;
  • partner intimi;
  • persone rimaste a stretto contatto prolungato;
  • partecipanti a pasti condivisi;
  • operatori sanitari senza dispositivi di protezione adeguati;
  • passeggeri seduti nella stessa fila o entro due file in aereo;
  • personale di bordo con interazioni ravvicinate.

Per questi soggetti l’Oms raccomanda monitoraggio attivo quotidiano per 42 giorni, quarantena domiciliare o in strutture dedicate, limitazione dei contatti sociali e utilizzo di respiratori FFP2 o N95 in caso di contatti inevitabili con altre persone. È inoltre consigliato evitare viaggi non necessari nazionali e internazionali. Diverso invece l’approccio per i contatti a basso rischio, categoria nella quale rientrano passeggeri senza contatti prolungati, persone sedute fuori dalla zona di prossimità definita o individui transitati brevemente negli stessi ambienti. In questi casi è previsto soltanto un auto-monitoraggio quotidiano dei sintomi e della temperatura per 42 giorni, senza restrizioni alle normali attività lavorative o ricreative. Le linee guida comprendono anche checklist operative per la classificazione del rischio e moduli giornalieri per il monitoraggio clinico dei contatti.

Commissione Ue ed Ecdc: “Rischio di larga diffusione basso”

Anche le istituzioni europee mantengono alta l’attenzione, pur senza lanciare allarmi. “Sulla base delle ultime valutazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità il rischio di una larga diffusione al pubblico è valutato basso. La salvaguardia della salute pubblica è la priorità numero uno della Commissione”, ha dichiarato una portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa a Bruxelles. La Commissione ha spiegato di stare lavorando “incessantemente” per garantire “una risposta unita e basata sulla scienza”, coordinando anche i rimpatri dei cittadini europei coinvolti. Sulla stessa linea anche l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, secondo cui “al momento non ci sono prove che questa variante si diffonda più facilmente o provochi una malattia più grave rispetto ad altri Andes virus”. Le analisi genomiche, ha spiegato l’agenzia europea, suggeriscono che tutti i casi confermati siano collegati alla stessa fonte di infezione e che il virus isolato non rappresenti una nuova variante. L’Ecdc invita comunque alla prudenza. La direttrice Pamela Rendi-Wagner ha sottolineato che, “a causa delle incertezze ancora presenti e del lungo periodo di incubazione”, potrebbero emergere ulteriori casi nelle prossime settimane tra ex passeggeri ed equipaggio della Hondius.

In Veneto prelievi inviati allo Spallanzani

Tra i casi monitorati in Italia c’è quello di un cittadino sudafricano in isolamento a Padova perché considerato “contatto a basso rischio” con la passeggera deceduta. L’Ulss 6 Euganea ha comunicato che l’uomo è asintomatico e riferisce di stare bene. Nella mattinata sono stati eseguiti prelievi di sangue da parte del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, seguendo i protocolli del Ministero della Salute. I campioni sono stati trasferiti all’Istituto Spallanzani di Roma per gli esami sierologici e molecolari. La persona resta in sorveglianza attiva, con controlli quotidiani da parte del Dipartimento di Prevenzione diretto da Luca Sbrogiò.

Quarantene precauzionali in Campania e Calabria

In Campania, il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, ha disposto la quarantena obbligatoria per un marittimo di 24 anni presente sul volo KLM interessato dal tracciamento. L’ordinanza prevede 45 giorni di isolamento, monitoraggio costante della temperatura e utilizzo di mascherine Ffp2 in presenza di altre persone. Provvedimento analogo anche in Calabria, dove la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ha disposto l’isolamento obbligatorio per un marittimo di 25 anni già autosottopostosi volontariamente a quarantena al rientro. Anche lui, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, è asintomatico.

Toscana: “Trasmissione molto diversa dal Covid”

Sorveglianza sanitaria attiva anche in Toscana, dove una donna monitorata dopo il volo coinvolto resta asintomatica. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha spiegato che la passeggera “è sempre stata distante dalla donna poi deceduta” e che, in assenza di sintomi, potrebbe uscire dall’isolamento già nei prossimi giorni. “Hantavirus non è il Covid”, ha ribadito Giani. “Occorrono condizioni molto particolari per sviluppare il contagio e la trasmissione è molto più lenta e difficile”. Il governatore ha inoltre invitato a non alimentare allarmismi, sottolineando il coordinamento costante tra la sanità toscana e il Ministero della Salute.

La situazione internazionale e il focolaio sulla Hondius

Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’OMS, i casi confermati collegati al focolaio della Hondius sono sette, con ulteriori casi classificati come probabili. Tre le persone decedute finora. La prima sequenza genetica completa del virus Andes isolato nel focolaio è stata pubblicata dai ricercatori svizzeri e risulta sovrapponibile al 99% a un ceppo identificato in Argentina nel 2018. Un dato che, secondo gli esperti europei, conferma l’assenza di mutazioni rilevanti e rafforza l’ipotesi che il virus non abbia acquisito nuove capacità di diffusione.

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