One Health 7 Maggio 2026 16:57

Hantavirus, il punto sul focolaio: passeggeri monitorati, nuovi controlli e allerta internazionale

L’Organizzazione mondiale della sanità conferma che potrebbero emergere altri casi a causa del lungo periodo di incubazione del virus Andes, mentre restano sotto osservazione passeggeri ed equipaggio. In campo anche Ministero della Salute, SItI e Spallanzani

di Isabella Faggiano
Hantavirus, il punto sul focolaio: passeggeri monitorati, nuovi controlli e allerta internazionale

Resta alta l’attenzione internazionale sul focolaio di Hantavirus emerso a bordo della nave da crociera MV Hondius, l’imbarcazione coinvolta nelle ultime settimane in una complessa emergenza sanitaria internazionale dopo diversi casi sospetti e confermati di infezione da virus Andes. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dall’Oms, la situazione clinica dei passeggeri evacuati nelle scorse ore appare stabile. Due persone si trovano ricoverate nei Paesi Bassi “in condizioni stabili”, mentre un’altra persona, attualmente asintomatica, si trova in Germania. L’ottavo caso confermato riguarda invece un uomo sbarcato a Sant’Elena che, dopo la comparsa dei sintomi, si è presentato a Zurigo dove gli Ospedali Universitari di Ginevra hanno confermato attraverso sequenziamento molecolare la presenza del virus Andes. “Attualmente nessuno dei restanti passeggeri o membri dell’equipaggio a bordo della nave presenta sintomi”, ha spiegato il direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, durante un briefing con la stampa. Migliorano inoltre le condizioni del paziente ricoverato in terapia intensiva in Sudafrica.

I controlli sui contatti e il caso dell’assistente di volo

L’attenzione delle autorità sanitarie si sta concentrando anche sui possibili contatti indiretti dei passeggeri della nave. Il ministero della Salute olandese ha confermato che una assistente di volo della compagnia KLM è stata sottoposta a test dopo avere sviluppato sintomi lievi compatibili con una possibile infezione. Secondo le ricostruzioni dei media olandesi, la donna sarebbe entrata in contatto con una passeggera olandese di 69 anni poi deceduta a Johannesburg. La passeggera aveva viaggiato sulla MV Hondius ed era stata fatta sbarcare il 24 aprile a Sant’Elena insieme alla salma del marito, primo passeggero deceduto a bordo della nave. Le autorità sanitarie olandesi stanno ora contattando tutti i passeggeri del volo coinvolto “a scopo precauzionale”.

I passeggeri sbarcati a Sant’Elena

A ricostruire i movimenti della nave è stata anche la compagnia che gestisce la MV Hondius. “Il 24 aprile, 30 passeggeri sono sbarcati a Sant’Elena – ha spiegato l’operatore in una nota -. Questo numero include la salma del passeggero deceduto a bordo della Hondius l’11 aprile 2026. Tutti i passeggeri sbarcati sono stati contattati”. La compagnia ha precisato che il primo caso confermato di Hantavirus è stato identificato solo il 4 maggio, quando molti viaggiatori avevano già proseguito gli spostamenti internazionali. “Stiamo lavorando per stabilire i dettagli di tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio che si sono imbarcati e sbarcati nelle varie fermate della MV Hondius”, ha aggiunto la società.

L’Oms: “Possibile che emergano altri casi”

Secondo l’Oms, l’episodio resta sotto stretta osservazione internazionale. “L’Oms è consapevole del fatto che ci sono segnalazioni di altre persone con sintomi che potrebbero essere entrate in contatto con uno dei passeggeri – ha aggiunto Ghebreyesus -. Dato il periodo di incubazione del ceppo Andes dell’Hantavirus, che può arrivare fino a sei settimane, è possibile che vengano segnalati altri casi”. L’Oms ha però precisato che “sebbene si tratti di un incidente grave, il rischio per la salute pubblica globale resta basso”. “Le nostre priorità – ha sottolineato Tedros – sono garantire che i pazienti ricevano le cure necessarie, che i restanti passeggeri siano tenuti al sicuro e trattati con dignità e prevenire un’ulteriore diffusione del virus”.

Il Ministero della Salute e il rafforzamento della sorveglianza

Il caso della MV Hondius ha riacceso il dibattito sulla capacità di risposta ai rischi infettivi emergenti e sull’importanza dei sistemi di sorveglianza epidemiologica. In questo contesto la Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) ha rivolto un appello al Governo, al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità, alle Regioni e alle Province autonome affinché venga garantita “continuità e piena operatività alle sorveglianze speciali delle malattie infettive”. Secondo la SItI, “la sola sorveglianza routinaria attraverso le notifiche di malattie infettive, pur essenziale, non è sufficiente a rispondere ai bisogni della sanità pubblica”. Le sorveglianze speciali, sottolinea la società scientifica, permettono infatti di identificare precocemente cluster, focolai e segnali di rischio attraverso l’integrazione tra dati clinici, microbiologici e di laboratorio. “Le sorveglianze speciali non sono un elemento accessorio, ma uno strumento essenziale di sicurezza sanitaria – ha dichiarato Enrico Di Rosa, presidente della SItI – . La notifica routinaria è necessaria, ma da sola non basta: senza sistemi dedicati si perdono capacità di analisi, tempestività e prontezza di intervento”.

Lo Spallanzani in prima linea nella risposta europea

Nella gestione del focolaio un ruolo centrale è svolto anche dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, impegnato nel coordinamento tecnico-scientifico europeo attraverso il Laboratorio di Virologia e i Laboratori di Biosicurezza. Lo Spallanzani fa parte della rete europea dei laboratori di riferimento per virus emergenti, zoonotici e trasmessi da roditori insieme alla Public Health Agency of Sweden, al National Biosafety Laboratory ungherese e all’Istituto Pasteur di Parigi. “Sebbene le valutazioni in corso indichino un rischio molto basso per la popolazione generale, l’evento ha reso opportuno il rafforzamento delle attività di preparazione e coordinamento a livello europeo – ha concluso Fabrizio Maggi, direttore del Dipartimento di Epidemiologia, Ricerca preclinica e Diagnostica avanzata dello Spallanzani -. La rete laboratoristica europea integrata e coordinata è fondamentale per rispondere in modo tempestivo a segnalazioni internazionali che richiedono elevati livelli di competenza e sicurezza”.

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