Prevenzione 5 Marzo 2026 10:49

Glaucoma, una settimana di prevenzione per salvare la vista: controlli gratuiti in 80 città

Dall’8 al 14 marzo la Settimana mondiale del glaucoma promossa da IAPB Italia porta screening e informazione nelle piazze italiane. Nel nostro Paese un milione di persone è colpito dalla malattia, ma almeno la metà non lo sa

di I.F.
Glaucoma, una settimana di prevenzione per salvare la vista: controlli gratuiti in 80 città

“Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”. È questo il messaggio scelto dalla Fondazione IAPB Italia ETS per la Settimana mondiale del glaucoma, in programma dall’8 al 14 marzo. Una campagna che mette al centro un obiettivo preciso: informare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce di una malattia che rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile. L’iniziativa, istituita nel 2008 dalla World Glaucoma Association e dalla World Glaucoma Patient Association, coinvolge anche quest’anno l’Italia con una serie di appuntamenti dedicati alla salute visiva. In collaborazione con la Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la Fondazione promuove controlli oculistici gratuiti e attività di informazione in circa 80 città. L’elenco delle iniziative è consultabile sul sito dedicato alla campagna. Accanto agli screening nelle piazze, resta attivo per tutta la settimana – e durante l’anno – anche il numero verde 800-068506, un servizio di consultazione oculistica telefonica gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.

Una malattia silenziosa

Il glaucoma non è una singola patologia ma un gruppo di malattie caratterizzate da un danno progressivo del nervo ottico, la struttura che trasmette al cervello le informazioni visive provenienti dall’occhio. Quando questo danno si verifica, la perdita visiva è irreversibile. Il principale fattore di rischio è l’aumento della pressione intraoculare, ma la malattia ha un’origine complessa e multifattoriale. Può infatti svilupparsi anche in presenza di valori pressori apparentemente normali ed è influenzata da fattori genetici, vascolari e dall’età. La sua pericolosità risiede soprattutto nel fatto che nelle fasi iniziali non dà sintomi evidenti. La perdita della vista, infatti, interessa inizialmente la periferia del campo visivo e spesso il paziente non se ne accorge. I disturbi diventano percepibili solo quando la malattia è già in uno stadio avanzato.

I numeri della malattia

Nel mondo si stima che oltre 80 milioni di persone siano affette da glaucoma e i numeri sono destinati a crescere con l’invecchiamento della popolazione. In Italia i pazienti sono circa un milione, ma almeno la metà non sa di avere la malattia. Per questo la prevenzione è fondamentale. In assenza di fattori di rischio, il primo controllo mirato dovrebbe essere effettuato intorno ai 40 anni. L’esame dovrebbe invece essere anticipato in presenza di familiarità, pressione oculare elevata, miopia medio-elevata, diabete, ipertensione, uso prolungato di cortisonici o in persone di origine africana e latinoamericana.

“La prevenzione deve arrivare tra la gente”

A sottolineare il valore della diagnosi precoce è Mario Barbuto: “Il glaucoma è una malattia silenziosa, perché nelle prime fasi è asintomatica e insidiosa poiché la vista persa non può essere recuperata – spiega -. Per questo non bisogna aspettarla, ma anticiparla con visite oculistiche regolari. Portiamo la prevenzione nelle piazze e tra la gente, coinvolgendo mass media e comunicazione sociale, affinché i cittadini diventino protagonisti della propria salute e nessuno perda la vista per cause evitabili”. Quest’anno, aggiunge Barbuto, la collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti consentirà di rafforzare ulteriormente la campagna, ampliando il numero di iniziative e di interlocutori coinvolti con un unico obiettivo: tutelare concretamente la salute della vista.

La storia di Giovanna

Dietro i numeri e le statistiche ci sono storie personali che raccontano cosa significa convivere con la perdita della vista. Come quella di Giovanna. La sua vista non era mai stata perfetta. Soffriva di miopia fin dalle scuole elementari, ma aveva costruito una vita autonoma: guidava, lavorava, gestiva la quotidianità senza particolari difficoltà. Poi, intorno ai 45 anni, qualcosa è cambiato. “All’improvviso ho iniziato a vedere una nebbia davanti agli occhi. Una nebbia sempre più fitta – racconta -. La sera in cui ho capito che qualcosa non andava non sapevo nemmeno come ero arrivata a un passaggio a livello: vedevo solo nebbia. Ho accostato l’auto, acceso le quattro frecce e sono scesa chiedendo aiuto”. La diagnosi è arrivata subito: glaucoma acuto, con pressione oculare molto alta e segni di danno al nervo ottico. Giovanna è stata operata tre volte, ma la malattia aveva già compromesso gravemente la sua vista. “Quando sono uscita dall’ospedale non vedevo più nulla dall’occhio sinistro e dall’altro percepivo solo luci e ombre. È stato il momento più duro”, ricorda. “Quando perdi la vista è come se perdessi anche le gambe. Perdi l’indipendenza”.

Una nuova vita

Nonostante la difficoltà, Giovanna non si è arresa. Ha deciso di ricostruire, gesto dopo gesto, la propria quotidianità. “Sono tornata a casa e ho ricominciato da capo. Ho rimesso le mani sui fornelli, ho imparato di nuovo a muovermi nella mia cucina. Rifaccio il letto, stiro. Quando mi chiedono come faccio a stirare, rispondo: come fanno tutti, con le mani”. Con il tempo ha scoperto un modo diverso di vivere il rapporto con gli altri e con il mondo. “Credo di aver avuto il privilegio di vivere due vite. La prima influenzata da ciò che vedevo, la seconda in cui colgo l’essenza delle persone. Ho scoperto la ‘terapia dell’abbraccio’: dentro un abbraccio c’è tutta la bellezza dei rapporti umani”.

Il valore della prevenzione

Oggi Giovanna sente di avere una missione: parlare di prevenzione. “Il glaucoma è un ladro silenzioso. Quando arriva spesso non lascia scampo. Per questo voglio che le persone si controllino. Durante una campagna di screening una donna ha misurato quasi per caso la pressione oculare: era altissima. L’abbiamo scoperto in tempo e oggi è in terapia”. Un esempio che racconta quanto la diagnosi precoce possa fare la differenza. “La prevenzione è un’arma potente – conclude -. Non tutti hanno la stessa forza per affrontare la perdita della vista. Arrivare prima può cambiare la vita”.


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