Sanità 27 Marzo 2026 09:47

Giornata Mondiale dell’Aderenza alla Terapia: focus SIF su cronicità e gestione dei farmaci

La Società Italiana di Farmacologia, Sif, richiama l’attenzione sull’importanza dell’aderenza terapeutica: seguire correttamente le cure migliora gli esiti clinici e riduce sprechi e complicanze. Fondamentali: comunicazione medico-paziente, revisione periodica delle terapie e deprescribing, soprattutto negli anziani e nei pazienti con patologie croniche

di Redazione
Giornata Mondiale dell’Aderenza alla Terapia: focus SIF su cronicità e gestione dei farmaci

In occasione della Giornata Mondiale dell’Aderenza alla Terapia, promossa dalla World Heart Federation nella giornata di oggi, la Società Italiana di Farmacologia (SIF) rinnova il proprio impegno ed esorta alla promozione di un uso corretto, efficace e sicuro dei farmaci, elemento fondamentale per garantire la qualità delle cure e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Un tema particolarmente rilevante se si considera che il 30% degli over 65 italiani assume ogni giorno più di 10 farmaci, con evidenti implicazioni sulla gestione delle terapie e sull’aderenza.

L’aderenza alla terapia rappresenta, infatti, un pilastro della buona pratica clinica: seguire correttamente le indicazioni terapeutiche, nel rispetto di dosi, tempi e durata del trattamento, significa migliorare gli esiti di salute, ridurre gli effetti indesiderati e prevenire complicanze e sprechi di risorse. Centrale in questo processo è la costante valutazione del rapporto rischio-beneficio di ogni trattamento farmacologico, che deve essere condivisa con il paziente e rivalutata nel tempo alla luce delle condizioni cliniche e delle evidenze disponibili.

In questo contesto, assume un ruolo sempre più rilevante anche il deprescribing, ovvero il processo sistematico di revisione e riduzione delle terapie farmacologiche non più necessarie o potenzialmente inappropriate. Tale approccio, integrato in un percorso di cura condiviso, contribuisce a migliorare l’aderenza terapeutica, in particolare nei pazienti anziani e con politerapie, dove la complessità dei regimi terapeutici può rappresentare un ostacolo alla corretta assunzione dei farmaci.

Negli ultimi anni, l’aumento della complessità terapeutica, l’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche rendono sempre più centrale il ruolo del medico e del farmacologo nel supportare i pazienti nel mantenere una buona aderenza alle terapie, attraverso scelte basate sulle evidenze scientifiche e personalizzate sulle caratteristiche individuali.

“La promozione dell’aderenza alla terapia non è solo una responsabilità clinica, ma anche un dovere etico nei confronti dei pazienti e della collettività”, dichiara il Presidente della SIF, Armando Genazzani. “Ogni trattamento deve essere accompagnato da un’attenta comunicazione con il paziente e da una valutazione continua del rapporto rischio-beneficio. È fondamentale ricordare che i farmaci vengono autorizzati attraverso rigorosi processi regolatori che ne valutano qualità, efficacia e sicurezza: tuttavia, l’approvazione rappresenta solo l’inizio del loro utilizzo nella pratica clinica, dove il monitoraggio continuo e il coinvolgimento attivo del paziente diventano determinanti per garantire l’aderenza”.

“Parallelamente – aggiunge Genazzani – la revisione delle prescrizioni deve essere considerata parte integrante del percorso terapeutico: non solo iniziare una terapia in modo appropriato, ma anche saperla riconsiderare, ridurre o sospendere quando il bilancio rischio-beneficio non è più favorevole. Questo approccio è essenziale per garantire cure realmente centrate sul paziente e sostenibili per il sistema sanitario”.