Prevenzione 8 Settembre 2026 16:36

Fumo e infertilità, l’OMS lancia l’allarme: “Può ridurre le possibilità di avere un bambino”

Il nuovo report dell’Oms fa il punto sulle evidenze disponibili: nelle donne che fumano il rischio di infertilità è 1,4 volte maggiore, mentre negli uomini il tabacco è associato ad alterazioni degli spermatozoi e della funzione sessuale

di Isabella Faggiano
Fumo e infertilità, l’OMS lancia l’allarme: “Può ridurre le possibilità di avere un bambino”

Una persona su sei sperimenta l’infertilità nel corso della propria vita. Un problema di salute globale che può avere molte cause, femminili, maschili o condivise, ma sul quale incidono anche alcuni fattori modificabili. Tra questi c’è il consumo di tabacco. A richiamare l’attenzione sul legame tra fumo e capacità riproduttiva è l’Organizzazione mondiale della sanità, con il nuovo report “Tobacco and infertility”, che raccoglie e sintetizza le evidenze disponibili sugli effetti del tabacco sulla fertilità di donne e uomini. L’OMS si rivolge anche agli operatori sanitari: le persone e le coppie che stanno programmando una gravidanza dovrebbero essere informate sui rischi riproduttivi associati al consumo di tabacco e accompagnate, con interventi basati sulle evidenze, nel percorso per smettere.

Infertilità, un problema che riguarda una persona su sei

L’OMS definisce l’infertilità come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. La prevalenza globale nel corso della vita è stimata al 17,5%, mentre quella relativa al periodo considerato è del 12,6%. Il dato più significativo è la sua diffusione: l’infertilità interessa persone in tutte le regioni del mondo e non mostra differenze sostanziali tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito. Le cause possono essere diverse. In uno studio multicentrico dell’OMS condotto su circa 8.500 coppie in 25 Paesi, fattori esclusivamente femminili contribuivano al 30,6% dei casi, quelli esclusivamente maschili al 18,7%, mentre nel 26,3% erano presenti fattori sia maschili sia femminili. Nel 10,8% dei casi non veniva invece identificata una causa. Nel complesso, un fattore maschile contribuiva interamente o parzialmente al 45,1% dei casi di infertilità. È dentro questo quadro che il tabacco assume un peso particolare, perché rappresenta un’esposizione potenzialmente modificabile.

Nelle donne che fumano il rischio di infertilità è 1,4 volte maggiore

Le evidenze sul fumo di sigaretta e sulla fertilità femminile sono ormai consolidate. Il nuovo report dell’OMS conferma quanto emerso negli anni da numerose revisioni della letteratura: le donne che fumano hanno un rischio di infertilità 1,4 volte superiore rispetto alle non fumatrici. Per comprendere l’ordine di grandezza del dato, l’OMS propone un esempio: se il rischio di infertilità fosse del 15% tra le non fumatrici, arriverebbe al 21% tra le donne che fumano. Il rapporto tra tabacco e fertilità non è una scoperta recente. Già dagli anni Sessanta e Settanta si erano accumulate evidenze sugli effetti del fumo sulla salute riproduttiva femminile, successivamente rafforzate da numerosi studi. Il quadro attuale è quindi particolarmente solido per le sigarette tradizionali, mentre per altri prodotti le conoscenze sono ancora in evoluzione.

Smettere può ridurre il rischio

Il dato più importante, dal punto di vista della prevenzione, è che il rischio non è necessariamente immutabile. Le donne che hanno smesso di fumare possono avere un rischio di infertilità inferiore del 25% rispetto alle fumatrici attuali. Un elemento che, secondo l’OMS, rafforza l’importanza di inserire il sostegno alla cessazione del fumo anche nei percorsi dedicati alla salute riproduttiva. Non si tratta, dunque, soltanto di informare sui danni del tabacco in generale. Il consiglio può diventare particolarmente rilevante proprio quando una persona sta cercando di concepire o si sta preparando a una gravidanza. L’OMS, quindi, invita ad intervenire prima che emerga un problema di infertilità: smettere di fumare può rappresentare un passo concreto nella preparazione a una gravidanza, oltre a ridurre gli altri rischi associati al consumo di tabacco.

Anche il fumo passivo può pesare

Il rischio non riguarda esclusivamente chi fuma. Le evidenze raccolte dall’OMS indicano che nelle donne non fumatrici esposte al fumo passivo il rischio di infertilità è circa 1,2 volte superiore. L’esposizione può inoltre essere associata a una minore probabilità di concepire in ciascun mese durante il quale si cerca una gravidanza. È un aspetto che amplia il perimetro della prevenzione: proteggere la salute riproduttiva significa intervenire non soltanto sul consumo individuale, ma anche sull’esposizione involontaria al fumo.

Sigarette elettroniche e narghilè: le evidenze sono ancora in evoluzione

Il report dedica attenzione anche ai prodotti diversi dalle sigarette tradizionali, ma con una cautela importante: le evidenze sono ancora insufficienti per arrivare alle stesse conclusioni disponibili per il fumo di sigaretta. Per le sigarette elettroniche i dati sono ancora limitati. Un ampio studio statunitense condotto su oltre 4.500 donne ha rilevato un’associazione tra uso delle e-cigarette e una riduzione del 20% della fecondabilità, cioè della probabilità di ottenere una gravidanza in un determinato periodo. Si tratta tuttavia di un’evidenza che necessita di ulteriori conferme. Anche per il narghilè gli studi disponibili sono pochi. Alcune ricerche hanno rilevato associazioni con alterazioni della qualità del liquido seminale negli uomini, ma non sono ancora disponibili dati sufficienti per definire con certezza l’impatto del narghilè sull’infertilità femminile. Il punto, sottolinea l’OMS, è non confondere l’assenza di prove definitive con la dimostrazione di assenza di rischio. Le conoscenze sui prodotti più recenti sono ancora in evoluzione e richiedono ulteriori ricerche.

Negli uomini il problema riguarda spermatozoi e funzione sessuale

Il rapporto tra fumo e infertilità maschile viene studiato anche attraverso gli effetti del tabacco sulla qualità del liquido seminale e sulla funzione sessuale. Una revisione di 44 studi che hanno coinvolto oltre 60mila uomini ha rilevato un’associazione tra fumo e disfunzioni riproduttive. Tra le alterazioni osservate figurano una maggiore frequenza di disfunzione erettile e problemi di eiaculazione, ma anche anomalie degli spermatozoi: azoospermia, ridotta motilità e alterazioni della morfologia. Il quadro, quindi, riguarda più dimensioni della funzione riproduttiva maschile e ricorda che l’infertilità non è una questione esclusivamente femminile. Un fattore maschile contribuisce, interamente o parzialmente, al 45,1% dei casi di infertilità nella stima citata dall’OMS. Parlare di prevenzione della fertilità significa quindi considerare entrambi i partner e non concentrare l’attenzione esclusivamente sulla donna.

Fumare può compromettere anche i trattamenti per l’infertilità

Il problema non si esaurisce nella possibilità di concepire spontaneamente. Il report dell’OMS prende in considerazione anche gli effetti del fumo sui trattamenti per l’infertilità: le probabilità di successo potrebbero essere circa dimezzate dal fumo di sigaretta. L’OMS invita però alla prudenza nell’interpretazione: gli studi non sono completamente uniformi e una ricerca più recente, condotta su circa 300 donne, non ha riscontrato differenze nei tassi di fecondazione o gravidanza tra fumatrici e non fumatrici, né tra utilizzatrici e non utilizzatrici di sigarette elettroniche e/o narghilè. Il dato non consente quindi di affermare che il fumo determini necessariamente il fallimento di un trattamento, ma indica un possibile ulteriore fattore sfavorevole in un percorso già complesso.

Il consiglio dell’OMS: parlare di fumo anche quando si parla di fertilità

Per l’OMS la prevenzione passa anche dalla relazione tra professionista sanitario e paziente. Le persone che consumano tabacco e accedono ai servizi sanitari dovrebbero ricevere sistematicamente un breve consiglio per smettere di fumare. Un intervento semplice, poco costoso e facilmente integrabile nella pratica clinica. Nel caso delle persone che stanno programmando una gravidanza, l’informazione dovrebbe riguardare esplicitamente anche la salute riproduttiva. E per le coppie che stanno affrontando un problema di infertilità, l’OMS suggerisce di inserire i consigli sugli stili di vita, compresa la cessazione del fumo, già prima e durante il trattamento. A supporto possono essere utilizzate linee telefoniche dedicate, messaggistica, strumenti digitali e, quando appropriato, terapie farmacologiche approvate per la cessazione. Non serve quindi aspettare una diagnosi di infertilità per parlare di fumo. Il tema può essere affrontato già nel momento in cui una persona decide di avere un figlio, trasformando il contatto con i servizi sanitari in un’occasione concreta di prevenzione.

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