Sanità 11 Marzo 2026 16:01

Farmacie di prossimità, i cittadini promuovono il nuovo modello: più accesso a farmaci e servizi

L’indagine Censis conferma il gradimento per una farmacia più vicina ai bisogni di cittadini, cronici e fragili.

di Redazione
Farmacie di prossimità, i cittadini promuovono il nuovo modello: più accesso a farmaci e servizi

Le farmacie territoriali si confermano un punto di riferimento sempre più riconosciuto dai cittadini nel nuovo assetto dell’assistenza di prossimità. È quanto emerge dall’indagine “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale”, presentata a Roma dal Censis, che fotografa una rete capace di rispondere in modo rapido e concreto ai nuovi bisogni di salute della popolazione.

Dal report emerge con chiarezza come gli italiani vedano nella farmacia non soltanto il luogo della dispensazione del farmaco, ma un presidio socio-sanitario vicino alle persone, in grado di semplificare l’accesso alle cure, ridurre gli spostamenti e offrire servizi facilmente fruibili, soprattutto a pazienti cronici, anziani e cittadini più fragili.

“La direzione in cui sta evolvendo la rete delle farmacie è pienamente condivisa dai cittadini e dagli stakeholder”, sottolinea il presidente di Federfarma Marco Cossolo. Un passaggio che rafforza l’idea della farmacia come snodo sempre più centrale nella sanità territoriale.

Uno degli esempi più significativi richiamati nell’indagine riguarda il passaggio di alcuni farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta attraverso Asl e ospedali a quella convenzionata in farmacia. Una novità che produce benefici tangibili soprattutto per i pazienti cronici, che possono reperire i medicinali necessari direttamente nella farmacia sotto casa.

Si tratta di un cambiamento che intercetta un tema centrale anche nel dibattito sull’advocacy sanitaria: rendere il percorso di cura più semplice, più vicino ai territori e meno gravoso per i cittadini. In questo senso, la farmacia di comunità rafforza la propria funzione di presidio accessibile, capace di contribuire a una sanità più equa e vicina ai bisogni reali delle persone.

Secondo l’indagine, i cittadini mostrano consapevolezza e apprezzamento per il ruolo svolto dalle farmacie sul territorio. La percezione è quella di una rete in grado di intercettare tempestivamente le nuove esigenze di salute e di offrire risposte immediate, quelle soluzioni “subito pronte” che sempre più persone chiedono alla sanità di prossimità.

“Gli italiani mostrano infatti di essere consapevoli e di apprezzare il ruolo svolto dalla farmacia sul territorio come presidio socio-sanitario di prossimità, che avvicina al cittadino il farmaco e i servizi per la salute”, evidenzia ancora Cossolo.

Tra le indicazioni che arrivano dai cittadini emerge anche la richiesta di una maggiore integrazione tra farmacisti e medici di medicina generale, nella prospettiva di una presa in carico più efficace del paziente. Un aspetto strategico per rafforzare la continuità assistenziale e rendere il sistema territoriale più coordinato.

“Dall’indagine risulta anche che i cittadini chiedono una maggiore collaborazione tra medici di medicina generale e farmacisti, per una presa in carico del paziente più efficace: stiamo lavorando proprio per rafforzare questa sinergia”, aggiunge il presidente di Federfarma.

Il quadro delineato dal Censis rafforza dunque l’idea di una farmacia sempre più inserita nella rete dell’assistenza territoriale, con un ruolo che va oltre la dispensazione e si estende all’accompagnamento del cittadino nei percorsi di cura e prevenzione. In una fase in cui la sanità è chiamata a essere più capillare, accessibile e orientata ai bisogni delle persone, la farmacia di prossimità si candida così a essere uno degli snodi più concreti del rapporto tra sistema sanitario e cittadini.

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