Prevenzione 12 Febbraio 2026 15:42

Extension per capelli sotto accusa: nelle fibre fino a 169 sostanze chimiche pericolose

Una ricerca condotta negli Stati Uniti su 43 prodotti per extension ha rilevato 169 sostanze chimiche, tra cui ritardanti di fiamma, ftalati, pesticidi e metalli pesanti, sollevando dubbi sulla trasparenza degli ingredienti e sulla sicurezza delle norme vigenti

di Viviana Franzellitti
Extension per capelli sotto accusa: nelle fibre fino a 169 sostanze chimiche pericolose

Le extension per capelli, da tempo simbolo di stile, identità culturale e praticità, finiscono sotto la lente della scienza. Uno studio del Silent Spring Institute, pubblicato sulla rivista Environment & Health, ha analizzato 43 prodotti molto diffusi sul mercato statunitense, individuando 169 sostanze chimiche appartenenti a nove classi strutturali principali. Tra queste, numerosi composti noti per la loro tossicità o il potenziale di alterare il sistema ormonale, aprendo nuovi interrogativi sui rischi per la salute, soprattutto per chi utilizza extension con regolarità.

I ricercatori sottolineano come la questione non sia solo chimica, ma anche culturale: le extension sono utilizzate in modo prevalente dalle donne afroamericane, con oltre il 70% che dichiara di averle indossate almeno una volta nell’ultimo anno, contro percentuali molto più basse negli altri gruppi etnici. Ciò significa che l’esposizione a potenziali sostanze nocive potrebbe avere un impatto sproporzionato su questa comunità, con implicazioni di equità sanitaria che fino a oggi erano state poco considerate.

Sostanze pericolose e rischi associati

L’indagine ha messo in luce una vasta gamma di composti chimici presenti sia nelle extension sintetiche sia in quelle di origine biologica, comprese fibre umane o naturali come seta e banana. Tra le sostanze più significative rilevate ci sono ritardanti di fiamma, usati per rendere le fibre ignifughe; ftalati, noti interferenti endocrini capaci di alterare l’equilibrio ormonale; stirene e tetracloroetano, solventi industriali con potenziali effetti tossici; pesticidi; e composti organostannici, impiegati come stabilizzanti nel Pvc e collegati a irritazioni cutanee, squilibri ormonali e possibili effetti cancerogeni.

Particolare attenzione è stata posta agli organostannici, presenti in quasi il 10% dei campioni, in alcuni casi a concentrazioni superiori ai limiti di sicurezza stabiliti in Europa. Lo studio segnala inoltre che 17 composti identificati in 36 prodotti sono stati collegati in precedenti ricerche a un aumento del rischio di tumore al seno o ad alterazioni ormonali. In totale, 48 sostanze riscontrate rientrano in liste di rischio riconosciute, incluse quelle della California, dove alcune sono classificate come potenzialmente cancerogene o capaci di provocare difetti congeniti.

Metodo di analisi e trasparenza degli ingredienti

Per ottenere questi risultati, i ricercatori hanno selezionato 43 prodotti molto popolari, suddividendoli in base al tipo di fibra e alle proprietà dichiarate in etichetta: ignifughi, resistenti al calore, impermeabili o presentati come “green” o “non tossici”. Attraverso tecniche analitiche ad ampio spettro, sono state rilevate oltre 900 firme chimiche, successivamente confrontate con librerie di riferimento tramite strumenti di apprendimento automatico, fino a identificare 169 composti specifici.

I dati emergono con forza: quasi tutti i prodotti contengono almeno una sostanza potenzialmente pericolosa, e le aziende raramente dichiarano quali composti chimici vengono utilizzati per rendere i prodotti ignifughi, resistenti o antimicrobici. Questo crea una situazione di scarsa trasparenza che impedisce ai consumatori di conoscere i rischi reali derivanti dall’uso prolungato delle extension.

Esposizione prolungata e possibili effetti sulla salute

Le extension sono progettate per restare applicate sul cuoio capelluto per settimane o mesi, e durante l’installazione o la messa in piega vengono spesso riscaldate o trattate con prodotti chimici aggiuntivi. Questo processo può favorire il rilascio di sostanze volatili, inalabili da chi indossa le extension.

Sebbene lo studio non abbia misurato direttamente effetti clinici, gli autori sottolineano che l’esposizione cronica a questi composti rappresenta un rischio potenziale che va approfondito. L’obiettivo è spingere verso una maggiore consapevolezza sui materiali utilizzati, in modo che le donne non debbano scegliere tra espressione culturale e tutela della salute.

Regolamentazioni e prospettive future

La normativa statunitense sui prodotti cosmetici e per capelli è storicamente meno rigorosa rispetto a quella europea. Diverse delle sostanze identificate sono soggette a restrizioni in Europa ma non negli Stati Uniti. Tuttavia, segnali di cambiamento stanno emergendo: lo Stato di New York ha introdotto una legge che obbliga i produttori a elencare tutti gli ingredienti delle extension sintetiche, mentre nel New Jersey è in discussione un divieto per sostanze chimiche nocive nei prodotti per capelli sintetici. A livello federale, il Safer Beauty Bill Package mira a conferire alla FDA il compito di regolare la sicurezza di trecce ed extension.

Con un mercato globale in forte crescita, previsto oltre i 14 miliardi di dollari entro il 2028, gli esperti evidenziano l’urgenza di standard di sicurezza più rigorosi, trasparenza sui trattamenti chimici e sviluppo di alternative sicure, per proteggere consumatori e professionisti del settore senza rinunciare a stile e identità culturale.

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