Sanità 24 Luglio 2026 10:05

Endometriosi, nel Lazio una rete regionale per diagnosi tempestive e presa in carico multidisciplinare

Il Piano punta a orientare le pazienti verso il livello di assistenza più adeguato in base alla complessità del quadro clinico, evitando esami ripetuti, accessi non coordinati e ritardi nella presa in carico.

di Redazione
Endometriosi, nel Lazio una rete regionale per diagnosi tempestive e presa in carico multidisciplinare

La Regione Lazio rafforza l’assistenza alle donne affette da endometriosi con un nuovo Piano di Rete Regionale dedicato alla gestione della patologia. L’obiettivo è costruire un percorso più omogeneo e coordinato, capace di accompagnare le pazienti dalla diagnosi al trattamento, fino al monitoraggio nel tempo, superando la frammentazione dei servizi e le differenze territoriali nell’accesso alle cure.

Il Piano introduce un modello organizzativo basato sulla collaborazione tra strutture territoriali, ospedaliere e centri specialistici. Al centro vi è la definizione di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale, il PDTA, pensato per assicurare continuità, appropriatezza e personalizzazione degli interventi. La rete dovrà orientare le pazienti verso il livello di assistenza più adeguato in base alla complessità del quadro clinico, evitando esami ripetuti, accessi non coordinati e ritardi nella presa in carico.

L’endometriosi è infatti una malattia cronica e complessa, che può avere conseguenze importanti sulla qualità della vita, sulla salute psicologica, sulla sessualità, sulla capacità lavorativa e sui progetti di maternità. Per questo il nuovo assetto regionale non si concentra esclusivamente sulla chirurgia, ma propone un approccio multidisciplinare che comprende terapia farmacologica, trattamento del dolore cronico, riabilitazione, nutrizione clinica, sostegno psicologico e tutela della fertilità.

Particolare rilievo assume proprio il riconoscimento del dolore come componente centrale della patologia. Per molte donne, il dolore pelvico cronico, la dismenorrea e i disturbi associati condizionano profondamente la vita quotidiana, ma possono essere sottovalutati o considerati inevitabili. Inserire la terapia del dolore all’interno del percorso assistenziale significa riconoscere pienamente la sofferenza delle pazienti e offrire risposte più strutturate.

Anche il supporto psicologico entra a far parte della presa in carico. L’endometriosi può incidere sulle relazioni personali, sull’autostima e sul benessere emotivo, soprattutto quando il percorso diagnostico è lungo o quando la malattia interferisce con la fertilità. La possibilità di accedere a professionisti dedicati rappresenta quindi un elemento essenziale per garantire un’assistenza realmente globale.

Il Piano regionale dedica inoltre attenzione alla salute riproduttiva. La consulenza sulla fertilità e il collegamento con i servizi di procreazione medicalmente assistita dovranno essere attivati quando necessario, sulla base dell’età della paziente, della gravità della malattia e dei suoi progetti familiari. La tutela della fertilità non viene così considerata un intervento tardivo, ma una parte integrante del percorso clinico.

Secondo i dati diffusi dalla Regione, nel 2025 nel Lazio sono stati registrati 1.383 ricoveri per endometriosi. La maggior parte ha riguardato interventi chirurgici, mentre una quota significativa era riferita a forme profonde della malattia. I numeri descrivono però soprattutto l’attività ospedaliera e non restituiscono pienamente la dimensione delle pazienti seguite a livello ambulatoriale o trattate con terapie mediche. Per valutare l’efficacia della rete sarà quindi importante adottare indicatori capaci di misurare non soltanto il numero degli interventi, ma anche i tempi di diagnosi, il controllo del dolore, la qualità della vita e gli esiti riproduttivi.

In termini di patient advocacy, la rete regionale rappresenta un passaggio rilevante. La presenza di un PDTA condiviso può contribuire a ridurre i ritardi diagnostici, ancora frequenti nelle donne con endometriosi, e a rendere più chiari i punti di accesso al sistema sanitario. Medici di medicina generale, consultori, ginecologi territoriali e strutture ospedaliere dovranno essere messi nelle condizioni di collaborare secondo procedure definite.

Un altro tema centrale è quello dell’equità territoriale. La rete dovrà garantire che le pazienti residenti nelle diverse province del Lazio possano accedere a cure appropriate senza essere costrette a spostamenti continui o a rivolgersi autonomamente ai centri di maggiore esperienza. I casi più complessi potranno essere indirizzati verso strutture con competenze specialistiche e équipe multidisciplinari, mentre le attività di follow-up potranno essere svolte anche più vicino al luogo di residenza.

La concentrazione della chirurgia complessa nei centri con maggiore esperienza può inoltre contribuire a migliorare la sicurezza e gli esiti degli interventi. Allo stesso tempo, il nuovo modello dovrebbe favorire una maggiore appropriatezza, evitando che la chirurgia venga considerata l’unica risposta possibile. La scelta terapeutica dovrà essere costruita insieme alla paziente, valutando sintomi, caratteristiche della malattia, età, desiderio di gravidanza e impatto sulla vita quotidiana.

La sfida principale sarà ora trasformare il Piano in servizi concretamente accessibili. Sarà necessario individuare con chiarezza i nodi della rete, definire le modalità di accesso al PDTA, stabilire i tempi di attesa e assicurare la presenza delle diverse figure professionali previste. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche al coinvolgimento delle associazioni di pazienti, che possono contribuire a individuare criticità, bisogni non soddisfatti e ostacoli nell’accesso alle cure.

Il valore della nuova rete regionale dipenderà quindi dalla sua capacità di diventare un percorso riconoscibile e uniforme per tutte le donne con endometriosi. Non soltanto un documento organizzativo, ma uno strumento concreto per ridurre i ritardi, migliorare l’appropriatezza delle cure e garantire una presa in carico che tenga insieme salute fisica, benessere psicologico, controllo del dolore e tutela della fertilità.