Salute 25 Maggio 2026 18:20

Ebola, negative ai test le due persone ricoverate a Milano. Il Ministero rassicura: “In Italia rischio molto basso”

Sono negativi i test per le due persone con febbre rientrate dall’Uganda e trasferite all’Ospedale Sacco di Milano. Per il Ministero della Salute "il rischio per la popolazione italiana resta molto basso e il sistema di risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo"

di Redazione
Ebola, negative ai test le due persone ricoverate a Milano. Il Ministero rassicura: “In Italia rischio molto basso”

L’allerta era scattata in via precauzionale dopo il rientro in Italia di alcune persone provenienti dall’Uganda, nell’ambito delle attività di monitoraggio attivate a seguito dell’epidemia di malattia da virus Bundibugyo (BVD), una forma di Ebola attualmente segnalata nella Repubblica Democratica del Congo. Due soggetti che presentavano sintomi febbrili erano stati trasferiti all’Ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale per la gestione delle malattie infettive ad alto rischio biologico, per essere sottoposti agli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Per entrambi l’esito del test è risultato negativo. A comunicarlo è il Ministero della Salute, che sottolinea come l’intervento sia rientrato nelle procedure standard previste per la gestione di possibili casi sospetti e non rappresenti, allo stato attuale, un motivo di allarme per la popolazione. Parallelamente prosegue il monitoraggio epidemiologico nazionale, realizzato in collaborazione con le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento e gli organismi coinvolti nella gestione delle emergenze infettive.

Riunione di coordinamento nazionale ed europeo

La situazione è stata al centro anche di un confronto a livello europeo. Nelle ultime ore il Dipartimento della Prevenzione ha partecipato alla riunione dell’Health Security Committee della Commissione europea, il tavolo che coordina le strategie di risposta sanitaria tra gli Stati membri in presenza di potenziali minacce infettive. Contestualmente è stato convocato un punto di coordinamento nazionale dedicato all’emergenza Ebola, al quale hanno preso parte rappresentanti dei ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Interno, dell’Unità di crisi, dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale della prevenzione e dei principali centri italiani specializzati nella gestione delle malattie infettive, tra cui l’Istituto Spallanzani di Roma, l’Ospedale Sacco di Milano e il Policlinico San Matteo di Pavia.

“Sistema pienamente operativo”

Dal Ministero arriva un messaggio rassicurante: tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti sono già attive e il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente funzionante. Per questo motivo, spiegano dal dicastero, “il rischio in Italia resta molto basso”. Le autorità sanitarie continueranno comunque a seguire l’evoluzione dell’epidemia africana e a fornire aggiornamenti ufficiali in base agli esiti degli accertamenti diagnostici e all’andamento del quadro epidemiologico internazionale.

Che cos’è il virus Bundibugyo

Il virus Bundibugyo appartiene alla famiglia degli Ebolavirus ed è uno dei ceppi responsabili della malattia da virus Ebola. Identificato per la prima volta in Uganda nel 2007, provoca una febbre emorragica virale che può manifestarsi con febbre, malessere generale, dolori muscolari, disturbi gastrointestinali e, nei casi più gravi, complicanze sistemiche. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con fluidi biologici di persone o animali infetti. Proprio per la natura della malattia, i protocolli internazionali prevedono l’isolamento immediato e la valutazione specialistica di tutti i casi sospetti provenienti da aree interessate da focolai epidemici. In questo contesto si inseriscono le misure adottate in queste ore dalle autorità sanitarie italiane.

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