Uno studio pubblicato su Psychological Research smentisce uno degli stereotipi più diffusi sulle differenze di genere: uomini e donne mostrano capacità simili nel gestire più attività contemporaneamente
Per anni l’immagine della donna capace di fare mille cose contemporaneamente è entrata nell’immaginario collettivo. Lavoro, figli, casa, telefonate, spesa, appuntamenti: un equilibrio continuo tra incombenze che ha alimentato l’idea di una naturale superiorità femminile nel multitasking. Ma quanto c’è di vero? Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Psychological Research, molto meno di quanto si pensi. I ricercatori della Brunel University of London e della City St George’s, University of London hanno infatti dimostrato che uomini e donne possiedono capacità sostanzialmente equivalenti nel gestire più attività contemporaneamente. L’unica differenza significativa riguarda la comunicazione: quando sono impegnati in più compiti simultaneamente, gli uomini tendono a ignorare le conversazioni molto più frequentemente rispetto alle donne.
Uno studio che riproduce la vita quotidiana
Per superare i limiti delle ricerche precedenti, condotte quasi esclusivamente davanti a un computer, gli autori hanno progettato un esperimento molto più vicino alle situazioni reali. Ai partecipanti è stato chiesto di svolgere contemporaneamente cinque attività diverse: seguire una ricetta di cucina, cercare numeri telefonici, completare un esercizio con numeri e lettere, monitorare parole che comparivano su uno schermo e, allo stesso tempo, rispondere a domande formulate da una voce registrata. La pressione aumentava progressivamente, con tempi sempre più ridotti per completare i vari compiti. Alla sperimentazione hanno preso parte 41 uomini e 37 donne, mentre un secondo studio ha coinvolto 160 osservatori chiamati a valutare le prestazioni dei partecipanti attraverso registrazioni video, senza conoscere lo scopo della ricerca.
Stesse prestazioni in quattro attività su cinque
I risultati sono stati chiari. Nei compiti di tipo cognitivo e manuale — seguire la ricetta, cercare numeri telefonici, monitorare le parole sullo schermo e completare gli esercizi con lettere e numeri — non sono emerse differenze statisticamente significative tra uomini e donne. L’unica eccezione è rappresentata dalla conversazione. Le donne hanno risposto, in media, a circa 25 delle 28 domande poste durante il test, mentre gli uomini si sono fermati a poco più di 20 risposte. In pratica, le partecipanti hanno ignorato circa l’11,6% delle domande, contro il 27,7% degli uomini, più del doppio. Tuttavia, quando gli uomini decidevano di rispondere, la qualità e la rapidità delle loro risposte erano sovrapponibili a quelle femminili. Il problema, quindi, non riguarda la capacità di sostenere una conversazione, ma la maggiore probabilità di trascurarla quando l’attenzione è distribuita su più attività.
La conversazione cambia il modo in cui veniamo giudicati
La seconda parte dello studio ha cercato di capire se questa differenza fosse percepita anche dagli altri. I 160 osservatori hanno visionato brevi filmati dei partecipanti mentre eseguivano le cinque attività e li hanno valutati sotto diversi aspetti: controllo della situazione, qualità della prestazione, livello di stress, impegno, attenzione, gradimento del compito e stato d’animo. Le donne sono state giudicate più in controllo della situazione, più competenti, più attente, più coinvolte e anche più serene e soddisfatte rispetto agli uomini. Inoltre, quando la pressione aumentava, il giudizio sugli uomini peggiorava in misura maggiore. L’analisi statistica ha mostrato che queste valutazioni erano fortemente correlate proprio alla gestione della conversazione: più una persona riusciva a mantenere il dialogo durante il multitasking, più veniva percepita come competente e padrona della situazione. Al contrario, le prestazioni nelle altre quattro attività non influenzavano in modo significativo il giudizio degli osservatori.
Lo stereotipo potrebbe nascere da qui
Secondo gli autori, questo meccanismo potrebbe spiegare l’origine dello stereotipo secondo cui le donne sarebbero “naturalmente” più multitasking. La ricerca, infatti, non dimostra una superiorità femminile nella gestione simultanea dei compiti cognitivi o manuali. Piuttosto, suggerisce che le donne tendono a mantenere più facilmente il coinvolgimento nella conversazione anche quando sono impegnate in altre attività, mentre gli uomini, nelle stesse condizioni, sono più inclini a interrompere o trascurare il dialogo. Questo comportamento, pur limitato a un singolo aspetto del multitasking, può influenzare profondamente il modo in cui vengono percepite le loro capacità complessive. Gli stessi ricercatori invitano comunque alla cautela nell’interpretazione dei risultati. Una possibile spiegazione è che, in media, le donne siano maggiormente orientate ai comportamenti comunicativi nelle interazioni sociali, ma questa ipotesi non è stata verificata direttamente dallo studio e richiederà ulteriori approfondimenti. Come conclude André Szameitat, autore principale della ricerca, “non esistono differenze sostanziali tra uomini e donne nei compiti cognitivi visuo-manuali. Le differenze emergono invece nella capacità di sostenere una conversazione mentre si svolgono più attività contemporaneamente”. Ed è probabilmente proprio questa caratteristica, osservabile nella vita quotidiana, ad aver alimentato nel tempo il diffuso luogo comune secondo cui le donne sarebbero più brave degli uomini nel multitasking.
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