Salute 21 Gennaio 2026 14:15

Disagio mentale, Censis: 3 italiani su 4 ne hanno esperienza, 42% fatica ad accedere ai servizi

Secondo il report Censis, il 90% degli italiani considera fondamentale la prevenzione precoce e quasi la metà ritiene essenziale il sostegno nei luoghi di vita quotidiana. Tra i giovani 1 su 3 e oltre il 44% associa la salute all’equilibrio psicofisico e mentale

di Viviana Franzellitti
Disagio mentale, Censis: 3 italiani su 4 ne hanno esperienza, 42% fatica ad accedere ai servizi

Il disagio mentale coinvolge ormai quasi tre italiani su quattro, diventando una delle sfide più diffuse per la salute pubblica. Secondo il report del Censis, effettuato su 1.000 adulti in collaborazione con Lundbeck Italia, il 74,1% della popolazione ha avuto esperienze dirette o indirette di disagio mentale: il 34,2% lo ha vissuto personalmente, mentre un ulteriore 36,3% lo ha sperimentato attraverso familiari o amici. Ben il 90,3% ritiene fondamentale intervenire precocemente, quasi la metà segnala la necessità di sostegno nei luoghi di vita quotidiana, e tra i giovani il 44% associa la salute all’equilibrio psicofisico e mentale, segnale di una crescente attenzione al benessere integrato.

Accesso ai servizi e fattori chiave per il benessere mentale

Molti italiani che affrontano esperienze di disagio mentale incontrano ostacoli concreti nel cercare aiuto. Tra chi ha vissuto personalmente un problema, il 42,4% segnala difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici e ben il 59% ha dovuto rivolgersi a strutture private a pagamento, evidenziando come la diffusione del fenomeno si scontri con barriere reali nell’assistenza. Accanto a queste difficoltà, emergono anche fattori chiave per sostenere il benessere mentale nella vita quotidiana. Tra questi, gli italiani segnalano l’importanza di stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%), equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%) e, tra i determinanti sociali e ambientali, vivere in un ambiente socialmente non degradato (28,3%). Questi dati mostrano che il benessere psicologico non dipende solo dalla disponibilità dei servizi, ma anche dalla qualità della vita quotidiana e dai contesti sociali in cui le persone vivono.

Prevenzione e interventi quotidiani

La prevenzione del disagio mentale è considerata essenziale dal 90,3% degli italiani, che ritengono necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi. Tra gli interventi ritenuti più efficaci emergono la promozione del benessere psicologico nelle scuole (48,6%), il sostegno nei luoghi della vita quotidiana e del lavoro (46,8%), il rilevamento precoce tramite screening (44%) e il potenziamento dei servizi dedicati (43,2%). Questi dati mostrano come gli italiani percepiscano la prevenzione non solo come un intervento sanitario, ma come un impegno diffuso e quotidiano, integrato nella vita sociale e nei contesti di formazione e lavoro.

Disagio giovanile e centralità del benessere psicofisico

C’è un altro aspetto da considerare: la pandemia di Covid-19 ha aumentato il disagio mentale tra i giovani: nel 2023, il 49,3% della popolazione soffre di qualche forma di disagio psicologico, con un aumento del disagio grave dagli adolescenti (13,1% al 16%) e dai giovani tra i 18-34 anni (17,5% al 19,5%). In questo scenario, emerge una crescente attenzione alla centralità del benessere psicofisico: per quasi 1 italiano su 3 la salute coincide con equilibrio psicofisico e mentale, quota che sale al 44% tra i giovani. Inoltre, quasi la metà degli intervistati (46,7%) ritiene che il benessere fisico dipenda da quello psicologico, mentre il 45,8% considera i due aspetti ugualmente rilevanti, e solo il 7,5% lo considera secondario. Questi dati confermano come la dimensione mentale sia ormai percepita come un elemento centrale della salute complessiva, soprattutto tra le nuove generazioni.

Persistenza dello stigma e attenzione crescente

Nonostante la crescente sensibilità e consapevolezza, lo stigma rimane un ostacolo significativo. Il 67,9% degli italiani ritiene che sulle malattie psichiatriche gravino ancora vergogna e discriminazione, mentre i disturbi neurologici risultano meno stigmatizzati (44,9%). Circa il 59% pensa che le persone con problemi di salute mentale vivano ancora isolamento o marginalità, evidenziando come la percezione sociale possa influire sull’esperienza quotidiana di chi soffre. Allo stesso tempo, cresce una sensibilità individuale verso la salute mentale: il 29,4% degli italiani dichiara di pensarci ogni giorno o spesso, quota che sale al 41,9% tra i giovani e al 34,3% tra le donne. Questo dato mostra come, nonostante il pregiudizio, la popolazione stia sviluppando una maggiore coscienza della centralità del benessere psicologico, integrandolo nella vita quotidiana e riconoscendo il suo ruolo fondamentale nel mantenimento della salute complessiva.

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