Oltre due decenni di monitoraggio mostrano un legame tra abitudini alimentari sane e minore rischio di ictus. Benefici confermati anche dopo aver corretto altri fattori di rischio.
Una vasta ricerca pubblicata il 4 febbraio 2026 su Neurology Open Access, rivista dell’American Academy of Neurology, ha rilevato un’associazione significativa tra dieta mediterranea e riduzione del rischio di ictus nelle donne. Lo studio ha coinvolto 105.614 partecipanti, con un’età media di 53 anni e senza precedenti episodi cerebrovascolari all’inizio del monitoraggio.
Attraverso questionari alimentari dettagliati, i ricercatori hanno attribuito a ciascuna un punteggio da zero a nove in base all’aderenza al modello mediterraneo. Dopo un follow-up medio di 21 anni, sono stati registrati 4.083 ictus, di cui 3.358 ischemici e 725 emorragici. Le donne con il punteggio più alto mostravano una probabilità inferiore del 18% di sviluppare un ictus rispetto a quelle con punteggio basso, con riduzioni del 16% per gli ischemici e del 25% per gli emorragici.
Come è stata condotta la ricerca su oltre centomila donne
Il cuore dello studio sta nella sua impostazione metodologica rigorosa e nella durata eccezionale dell’osservazione. Le partecipanti hanno compilato all’inizio un questionario nutrizionale approfondito che misurava quantità e frequenza di consumo dei principali gruppi alimentari. In base alle risposte, i ricercatori hanno costruito un sistema a punteggio: un punto veniva assegnato a chi superava la media della popolazione per cereali integrali, frutta, verdura, legumi, olio d’oliva e pesce, e a chi manteneva un consumo moderato di alcol; un ulteriore punto premiava chi limitava carne rossa e latticini.
Circa il 30% delle donne rientrava nel gruppo con aderenza elevata, mentre il 13% mostrava abitudini lontane dal modello mediterraneo. Nel corso dei 21 anni, ogni episodio di ictus è stato registrato e classificato. Anche dopo aver corretto i dati per fattori come fumo, attività fisica, pressione alta e altre variabili di rischio, il legame tra dieta e minore incidenza di ictus è rimasto solido. Questo rafforza l’idea che l’alimentazione giochi un ruolo indipendente e non solo accessorio nella protezione cardiovascolare.
Cosa definisce davvero la dieta mediterranea
Spesso si parla di dieta mediterranea come di uno slogan salutista, ma lo studio chiarisce che si tratta di un modello alimentare concreto e misurabile. La base è composta da abbondanti alimenti vegetali: verdure di stagione, frutta fresca, legumi e cereali integrali. A questi si aggiungono pesce e grassi “buoni”, soprattutto l’olio extravergine d’oliva, ricco di composti antinfiammatori.
Al contrario, vengono limitati carne rossa, latticini grassi e cibi ricchi di acidi grassi saturi. Secondo l’autrice principale, Sophia S. Wang del City of Hope Comprehensive Cancer Center, questo equilibrio nutrizionale può incidere sulla salute dei vasi sanguigni, riducendo infiammazione, pressione e accumulo di placche. Il dato interessante è che i benefici non riguardano solo gli ictus ischemici, i più comuni, ma anche quelli emorragici, meno studiati e spesso più gravi, suggerendo un effetto protettivo più ampio del previsto.
Perché questi risultati contano
L’ictus è tra le prime cause di morte e disabilità a livello mondiale, quindi anche una riduzione percentuale moderata del rischio può tradursi in migliaia di casi evitati. Se cambiare abitudini alimentari porta a un calo del 18% complessivo, significa che la prevenzione non dipende solo da farmaci o interventi medici, ma anche da scelte quotidiane alla portata di tutti.
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