Salute 11 Febbraio 2026 16:56

Depressione, lo smartwatch può anticipare di un mese le ricadute

Un nuovo studio pubblicato su JAMA Psychiatry mostra che i dati raccolti dagli smartwatch, in particolare sonno e livelli di attività quotidiana, possono prevedere con circa un mese di anticipo le ricadute nelle persone con depressione

di Isabella Faggiano
Depressione, lo smartwatch può anticipare di un mese le ricadute

Riconoscere una ricaduta depressiva prima che i sintomi diventino evidenti è una delle grandi sfide della salute mentale. Spesso i segnali iniziali sono sfumati, difficili da interpretare, e quando il peggioramento viene intercettato è già in fase avanzata. Oggi, però, la tecnologia potrebbe offrire un alleato inatteso: lo smartwatch. Secondo uno studio condotto dalla McMaster University di Hamilton, in Canada, e pubblicato su JAMA Psychiatry, l’analisi combinata di alcuni parametri monitorati comunemente dai dispositivi indossabili sarebbe in grado di prevedere un episodio depressivo con circa un mese di anticipo.

Sonno irregolare e meno movimento: i campanelli d’allarme digitali

È noto da tempo che alterazioni del sonno e perdita di interesse per le attività quotidiane rappresentano segnali precoci di un possibile peggioramento della depressione. Il problema è intercettarli in tempo utile. I ricercatori canadesi hanno seguito 93 adulti, precedentemente guariti da un episodio depressivo, che hanno indossato uno smartwatch per un periodo compreso tra uno e due anni. In totale sono stati analizzati oltre 32 mila giorni di registrazione continua. Dai dati emerge che alcune variazioni nei parametri monitorati possono anticipare la ricomparsa dei sintomi. In particolare, l’irregolarità del sonno si associa a un rischio di ricaduta quasi raddoppiato. Ancora più significativo risulta il calo dell’attività motoria quotidiana, un indicatore oggettivo della riduzione di energia e motivazione tipica della fase prodromica della depressione.

Monitoraggio passivo e continuo: il vantaggio dei wearable

Il punto di forza dei dispositivi indossabili è la raccolta passiva e costante delle informazioni. A differenza dei questionari o delle visite periodiche, che fotografano uno stato in un determinato momento, smartwatch e fitness tracker registrano dati giorno dopo giorno, permettendo di individuare cambiamenti graduali e pattern anomali. “I progressi nella tecnologia digitale e negli algoritmi di intelligenza artificiale hanno un grande potenziale per prevenire le ricadute nella salute mentale”, commenta Benicio Frey, coordinatore dello studio. L’obiettivo futuro, spiegano i ricercatori, è arrivare a sistemi in grado di inviare un alert alla persona quando i parametri registrati indicano un rischio imminente, invitandola a consultare il medico prima che il quadro clinico peggiori.

Verso una psichiatria predittiva e personalizzata

La possibilità di individuare segnali precoci attraverso sensori intelligenti apre scenari nuovi nella gestione delle patologie psichiatriche, che spesso seguono un decorso intermittente. Intervenire prima significa poter modulare la terapia, rafforzare il supporto psicologico o adottare strategie preventive mirate, riducendo l’impatto della ricaduta sulla qualità di vita. Naturalmente, restano aperte alcune questioni: dalla tutela della privacy dei dati alla necessità di validare questi strumenti su campioni più ampi e diversificati. Tuttavia, il messaggio che emerge è chiaro: la salute mentale può essere monitorata anche attraverso indicatori oggettivi e quotidiani. In un futuro non lontano, lo smartwatch potrebbe non limitarsi a contare i passi o misurare il battito cardiaco, ma diventare uno strumento di prevenzione attiva, capace di segnalare in anticipo quando qualcosa, nell’equilibrio psicologico, sta cambiando.

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