Capsule di microbiota da donatori sani riducono effetti collaterali e aumentano le risposte all’immunoterapia in più tumori. I dati spingono nuovi trial clinici su larga scala.
Due studi pubblicati su Nature Medicine indicano che il trapianto di microbiota fecale può migliorare in modo significativo le terapie oncologiche. Le ricerche mostrano che questa tecnica, già usata contro alcune infezioni intestinali, potrebbe sia ridurre gli effetti collaterali tossici dei farmaci per il cancro renale sia aumentare l’efficacia dell’immunoterapia in tumori come polmone e melanoma.
I risultati, ottenuti in Canada, aprono la strada a trattamenti più tollerabili e personalizzati per molti pazienti oncologici nel prossimo futuro clinico concreto reale.
Meno tossicità nelle cure per il cancro renale
Il primo filone di ricerca ha riguardato il carcinoma renale avanzato, spesso trattato con immunoterapie capaci di stimolare il sistema immunitario contro il tumore ma anche responsabili di colite e diarrea severe.
Nel trial di Fase I guidato da Lawson e LHSCRI, venti pazienti del Verspeeten Family Cancer Center hanno ricevuto capsule di FMT personalizzate insieme al farmaco. L’obiettivo principale era la sicurezza, ma gli scienziati hanno osservato anche una riduzione della tossicità. Secondo il ricercatore Saman Maleki, contenere gli effetti collaterali significa permettere ai malati di proseguire cure potenzialmente salvavita. Il microbiota trapiantato, proveniente da donatori sani selezionati, sembra riequilibrare l’intestino e modulare la risposta immunitaria, offrendo un supporto concreto alla terapia oncologica standard. Questi dati preliminari incoraggiano nuovi studi più ampi e controllati per confermare benefici, dosi ottimali, durata degli effetti e possibili integrazioni con altri protocolli clinici e per valutarne l’impatto sulla sopravvivenza globale dei pazienti trattati.
Risposte migliori in polmone e melanoma
Il secondo filone, di Fase II, ha coinvolto pazienti con cancro al polmone e melanoma seguiti al CRCHUM. Dopo FMT, l’80% dei malati di tumore polmonare ha risposto all’immunoterapia, contro percentuali tipiche molto più basse con i soli farmaci. Nel melanoma, la risposta positiva ha raggiunto il 75%. Per la dottoressa Arielle Elkrief, il trapianto potrebbe agire eliminando batteri nocivi e favorendo comunità microbiche utili. I risultati hanno spinto l’avvio dello studio randomizzato Canbiome2, che valuterà in modo rigoroso efficacia e riproducibilità del metodo. Sono inoltre monitorati sicurezza, qualità di vita e durata delle risposte cliniche nei pazienti arruolati.
Capsule, microbioma e prospettive future
Alla base di questi progressi ci sono le capsule FMT LND101 sviluppate a London, in Ontario, a partire da donatori sani accuratamente controllati. Ingerite per via orale, mirano a ripristinare un microbioma equilibrato.
I ricercatori ritengono che integrare microbioma e oncologia possa migliorare qualità e durata della vita, rendendo le cure più sostenibili e accessibili a un numero maggiore possibile.