Uno studio osservazionale condotto su 1.997 adulti rileva un'associazione tra la preferenza per le ore serali, temperamenti depressivo, ansioso, irritabile e ciclotimico e maggiori difficoltà nella regolazione delle emozioni
Andare a dormire e svegliarsi più tardi potrebbe essere associato a un profilo di maggiore vulnerabilità emotiva. È quanto emerge da uno studio osservazionale, pubblicato su Journal of Affective Disorders condotto su 1.997 adulti della popolazione generale, che ha analizzato il rapporto tra cronotipo, temperamenti affettivi, regolazione delle emozioni e caratteristiche dello spettro bipolare. La ricerca, condotta a Padova tra febbraio e settembre 2022, ha rilevato che il 22,68% dei partecipanti presentava un cronotipo serale, mentre il 22,33% aveva un cronotipo mattutino e il 54,98% non mostrava una preferenza netta per il mattino o per la sera. Il risultato più rilevante riguarda proprio il gruppo dei “gufi”: rispetto agli altri cronotipi, le persone con una maggiore preferenza per le ore serali hanno mostrato più alti livelli di temperamento depressivo, ansioso, irritabile e ciclotimico, insieme a una maggiore disregolazione emotiva e a punteggi più elevati nei questionari che esplorano la bipolarità sottosoglia.
Cronotipo serale, più difficoltà nella regolazione delle emozioni
Il cronotipo descrive la preferenza individuale per determinati momenti della giornata in cui svolgere le proprie attività. Da una parte ci sono le persone che tendono a essere più attive al mattino, le cosiddette “allodole”; dall’altra quelle che raggiungono il massimo della loro attività nelle ore serali, i “gufi”. Nel mezzo si colloca il cronotipo intermedio, senza una chiara preferenza. Lo studio ha utilizzato strumenti validati per valutare non soltanto il cronotipo, ma anche i temperamenti affettivi, la capacità di regolare le emozioni e la presenza di caratteristiche riconducibili allo spettro bipolare. Le differenze osservate sono risultate statisticamente significative: nel gruppo con cronotipo serale sono stati rilevati punteggi più elevati per i temperamenti depressivo, ansioso, irritabile e ciclotimico e una maggiore disregolazione emotiva. Anche i punteggi relativi alla bipolarità sottosoglia sono risultati più elevati.
Quasi un adulto su quattro ha un cronotipo serale
Nel campione analizzato, il cronotipo serale riguardava quasi una persona su quattro. Il 22,68% dei partecipanti è stato classificato come “serale”, il 22,33% come “mattutino”, mentre la maggioranza, il 54,98%, apparteneva al gruppo intermedio. Gli autori hanno inoltre analizzato quali caratteristiche sociodemografiche e legate allo stile di vita fossero associate alla maggiore probabilità di avere un cronotipo serale. Tra i fattori associati a una maggiore probabilità sono emersi obesità, essere studenti, consumo di tabacco e uso di droghe e assenza di una fede religiosa. Al contrario, l’età più avanzata, avere figli, vivere con altre persone e riferire una qualità del sonno buona o eccellente sono risultati associati a una minore probabilità di appartenere al cronotipo serale.
Dal sonno all’umore: cosa significa l’associazione
Il rapporto tra cronotipo e salute mentale non è nuovo. Precedenti ricerche hanno già collegato la preferenza per le ore serali a una maggiore vulnerabilità a disturbi depressivi e d’ansia, disturbi dell’alimentazione e uso di sostanze, oltre che a disturbi del sonno e ad abitudini di vita meno salutari. Anche il rapporto con il disturbo bipolare è stato già osservato, soprattutto in persone con diagnosi o considerate a rischio. Le evidenze provenienti dalla popolazione generale, però, sono state finora più limitate e non sempre concordanti. Il nuovo studio amplia questo quadro perché mette insieme cronotipo, temperamenti affettivi, disregolazione emotiva e caratteristiche dello spettro bipolare all’interno dello stesso campione.
Non significa che essere “gufi” provochi il disturbo bipolare
Un punto importante riguarda l’interpretazione dei risultati. Lo studio è trasversale: fotografa cioè le caratteristiche dei partecipanti in un determinato momento. Per questo, spiegano gli autori, i dati non consentono di stabilire un rapporto di causa-effetto. Non è quindi possibile concludere che andare a letto tardi o avere un cronotipo serale provochi il disturbo bipolare. L’associazione osservata suggerisce piuttosto che la preferenza per le ore serali possa rappresentare un indicatore di alcune caratteristiche legate alla vulnerabilità dell’umore, comprese la ciclotimia, la disregolazione emotiva e i tratti dello spettro bipolare.
Il cronotipo come possibile indicatore di vulnerabilità
Secondo gli autori, il cronotipo potrebbe in futuro essere preso in considerazione come possibile marcatore di caratteristiche dello spettro bipolare. Non si tratta, tuttavia, di uno strumento diagnostico. Per capire se la relazione osservata sia effettivamente predittiva e quale sia la direzione del rapporto tra cronotipo e vulnerabilità psicopatologica saranno necessari studi longitudinali, capaci di seguire le persone nel tempo. L’obiettivo futuro sarà anche verificare se le informazioni sul cronotipo possano essere integrate negli strumenti già utilizzati per individuare e valutare le persone potenzialmente a rischio di sviluppare un disturbo bipolare.
.Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato