One Health 27 Novembre 2025 09:45

Colera, Oms: “Nel 2025 oltre 565mila casi e 7mila morti, zero in Europa”

L’Oms fa il punto sulla diffusione del colera nel mondo nel 2025. I dati indicano un calo dei casi e dei decessi nell’ultimo mese, mentre le scorte di vaccino orale restano adeguate alle emergenze

di Redazione
Colera, Oms: “Nel 2025 oltre 565mila casi e 7mila morti, zero in Europa”

Dall’1 gennaio al 26 ottobre 2025, l’OMS ha registrato 565.404 casi di colera e 7.074 decessi in 32 Paesi distribuiti su cinque regioni del mondo. La zona più colpita rimane quella del Mediterraneo orientale, seguita dall’Africa, dal Sudest asiatico, dalle Americhe e dal Pacifico occidentale. La buona notizia arriva dall’Europa: nessun caso di colera è stato segnalato sul territorio durante lo stesso periodo. Analizzando i dati più recenti, ottobre 2025 ha mostrato un trend in calo: i nuovi casi di colera e diarrea acuta (Awd) sono stati 35.026 in 20 Paesi, con un decremento del 34% rispetto a settembre. Anche i decessi sono diminuiti significativamente, passando a 335, pari a un calo del 55% rispetto al mese precedente.

Vaccinazione e disponibilità di scorte

La sorveglianza OMS segnala che la scorta media di vaccino orale contro il colera a ottobre 2025 era di 7,9 milioni di dosi, superando la soglia di emergenza fissata a 5 milioni. Questo dato rassicura sull’adeguatezza della risposta vaccinale nei Paesi più colpiti, garantendo una protezione rapida in caso di focolai acuti. Il monitoraggio dell’OMS conferma come, nonostante la persistenza del colera in alcune regioni, le misure di prevenzione e controllo, inclusa la vaccinazione, siano fondamentali per ridurre il numero di casi e di decessi. Il dato positivo dall’Europa sottolinea l’importanza di mantenere sistemi sanitari pronti e vigilanti, capaci di rispondere tempestivamente a eventuali minacce.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti