L’analisi dei ricercatori del Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie per alimenti, nutrizione e salute dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Cresce anche il consumo di acqua, si riduce la sedentarietà
Uno dei principali obiettivi dell’educazione alimentare è insegnare ai bambini a riconoscere le giuste porzioni e la varietà di alimenti necessaria per una crescita equilibrata. Secondo lo studio pubblicato su Scientific Reports dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’introduzione del modello Nutripiatto ha favorito una maggiore consapevolezza alimentare tra i bambini di età compresa tra 6 e 10 anni. Dopo aver coinvolto circa 800 partecipanti distribuiti tra Piemonte, Lazio e Sicilia, i ricercatori hanno rilevato che i bambini, grazie a incontri educativi e alla guida visiva del piatto, hanno migliorato le loro scelte alimentari, riducendo il consumo di carne e aumentando frutta, verdura e cereali integrali.
I risultati dello studio: più equilibrio e meno sedentarietà
L’analisi dei dati ha mostrato che dopo due mesi di utilizzo del Nutripiatto, i bambini hanno dimostrato una maggiore comprensione delle quantità adeguate di alimenti e della frequenza di consumo.
In tutti i gruppi e nelle tre regioni coinvolte, è aumentato il consumo di cereali integrali e verdure, così come l’assunzione quotidiana di acqua, mentre le porzioni di carne e pesce sono diminuite in modo significativo.
Parallelamente, si è osservata una riduzione dei comportamenti sedentari. I genitori hanno riportato una maggiore partecipazione dei figli alla preparazione dei pasti e un incremento dell’attività fisica, sottolineando l’efficacia del modello come strumento educativo concreto per migliorare stili di vita fin dall’infanzia.
Nutripiatto: il piatto-guida che educa giocando
Il Nutripiatto è uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo, pensato per bambini dai quattro ai dodici anni, sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della SIPPS e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Attraverso un piatto colorato che rappresenta le proporzioni ideali dei diversi gruppi alimentari, i bambini imparano visivamente come suddividere verdura, cereali e proteine nei pasti principali. La metà del piatto è dedicata a verdure e ortaggi, mentre cereali e alimenti proteici occupano ciascuno un quarto. Grazie a un linguaggio chiaro e a ricette calibrate per età, il Nutripiatto traduce concetti scientifici complessi in un formato accessibile, coinvolgente e concreto sia per i bambini sia per i genitori.
“Strumento efficace per tradurre linee guida in comportamenti quotidiani”
“Quest’analisi preliminare mette in luce come l’educazione alimentare possa essere efficace quando riesce a parlare il linguaggio dei bambini. Attraverso un approccio visivo e concreto, il modello Nutripiatto aiuta a comprendere porzioni, frequenze di consumo e importanza di alimenti chiave come frutta, verdura e acqua.” Commenta così Manon Khazrai, Professore Associato Scienze e Tecniche Dietetiche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma e conclude: “I risultati incoraggiano lo sviluppo di studi futuri su scala più ampia per consolidarne l’impatto”.
“Dal punto di vista nutrizionale – aggiunge Chiara Spiezia, nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma– Nutripiatto rappresenta uno strumento efficace per tradurre le linee guida in comportamenti quotidiani. Lavorare attivamente su porzioni, varietà e frequenze di consumo permette ai bambini di costruire pasti più equilibrati in modo naturale, con maggiore consapevolezza. Questo approccio pratico favorisce cambiamenti reali e sostenibili nelle abitudini alimentari”.