Il 92% degli specialisti dichiara di trattare uomini. La quota è intorno al 16% e riguarda soprattutto naso, mandibola e palpebre.
Oggi medicina e chirurgia estetica maschile sono un fenomeno visibile, discusso e socialmente accettato. A confermarlo non è solo la percezione culturale, ma anche i numeri: secondo il report 2025 dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, il 92% dei chirurghi plastici del distretto facciale dichiara di avere pazienti uomini nella propria pratica clinica. Il paziente maschile non rappresenta più un’eccezione curiosa o un caso isolato, ma un segmento stabile della domanda, che oggi vale circa il 16% del totale.
Anche in Italia il trend è evidente. “Gli uomini curano il proprio aspetto e frequentano medici estetici e chirurghi plastici – afferma il professor Raffaele Rauso, specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale e vicepresidente della Federazione Italiana Medici Estetici -. Pur restando una minoranza rispetto alle donne, la loro presenza è costante e in crescita. Nella mia esperienza, sono più puntigliosi e prediligono la medicina estetica alla chirurgia, mentre le donne sono più aperte all’idea di operarsi. Arrivano informati, sanno cosa vogliono, ma soprattutto cosa non vogliono: risultati visibili o eccessivi”.
Il naso come centro dell’identità maschile
Il naso resta uno degli elementi più sensibili nella percezione dell’immagine maschile. È il fulcro dell’equilibrio del volto, e non sorprende che il report indichi la rinoplastica come l’intervento chirurgico più richiesto nel 2024, anche tra gli uomini. “Il rimodellamento del naso è spesso il motivo per cui gli uomini entrano nello studio di un chirurgo plastico — spiega Rauso —. Apprezzato è anche il rinofiller, soluzione non chirurgica, ma non adatta a tutti i casi. È fondamentale rivolgersi a un chirurgo che padroneggi diverse tecniche per individuare la soluzione più appropriata”. La scelta tra chirurgia e medicina estetica dipende da anatomia, aspettative e qualità dei tessuti, ma l’obiettivo resta sempre uno: migliorare senza alterare l’identità.
L’era del profilo: struttura, definizione, presenza
Anche fronte, mento e mandibola sono diventati elementi centrali nella costruzione dell’identità estetica. Oltre alla tossina botulinica per attenuare le rughe d’espressione, cresce la richiesta di filler per armonizzare il bossing frontale e rendere la fronte più equilibrata. Il rimodellamento mandibolare è tra i trattamenti più richiesti. Nei casi più complessi si ricorre a soluzioni chirurgiche personalizzate. Anche le labbra sono oggetto di interventi mirati, non per aumentarne il volume in modo evidente, ma per ridefinire proporzioni e simmetrie.
Una nuova consapevolezza maschile
Tra gli interventi più richiesti c’è la blefaroplastica superiore. “La palpebra cadente è vissuta più come segno di stanchezza che di invecchiamento — osserva Rauso —. Non si vuole cambiare espressione, ma restituire freschezza e uno sguardo più aperto”. Per il corpo, ginecomastia e addominoplastica rappresentano le principali richieste. “In questi casi la chirurgia rappresenta una soluzione definitiva a un problema che dieta e palestra non risolvono”, aggiunge il vicepresidente FIME. “Gli uomini vogliono migliorare i dettagli, non cancellare ogni segno del tempo – conclude Rauso -. Chiedono risultati naturali, proporzionati, coerenti con la propria identità”.
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