Salute 26 Febbraio 2026 15:21

Chi teme la vecchiaia può invecchiare più in fretta

Secondo uno studio pubblicato su Psychoneuroendocrinology, le donne più preoccupate per la salute futura presentano segni di invecchiamento biologico accelerato rispetto alle altre.

di Arnaldo Iodice
Chi teme la vecchiaia può invecchiare più in fretta

Temere l’invecchiamento potrebbe non essere solo una questione psicologica: secondo una nuova ricerca della NYU School of Global Public Health, l’ansia legata al passare degli anni può associarsi a un’accelerazione dell’invecchiamento biologico. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology, ha analizzato oltre 700 donne e ha rilevato che quelle più preoccupate per il proprio futuro, in particolare per il peggioramento della salute, mostravano segni di invecchiamento cellulare più rapido nel sangue. Le paure legate all’aspetto fisico o alla fertilità, invece, non sembravano avere lo stesso impatto biologico misurabile.

Lo studio

La ricerca, guidata dalla dottoranda Mariana Rodrigues, ha coinvolto 726 partecipanti dello studio Midlife in the United States, un ampio progetto che segue nel tempo la salute e il benessere degli adulti americani. Le donne hanno risposto a domande sulle loro paure: diventare meno attraenti, sviluppare malattie, perdere autonomia o sentirsi “troppo anziane” per avere figli.

Parallelamente, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue utilizzando sofisticati “orologi epigenetici”, strumenti capaci di stimare l’età biologica attraverso modifiche chimiche del DNA che regolano l’attivazione dei geni. I risultati hanno mostrato che livelli più elevati di ansia, in particolare quella legata alla salute futura, erano associati a un’accelerazione dell’età biologica.

In altre parole, l’esperienza soggettiva della paura potrebbe lasciare una traccia misurabile nei processi cellulari, suggerendo che mente e corpo siano ancora più intrecciati di quanto si pensasse.

Il ruolo degli orologi epigenetici

Per misurare l’invecchiamento biologico, gli scienziati hanno utilizzato due strumenti consolidati: DunedinPACE e GrimAge2. Il primo valuta la velocità con cui una persona sta invecchiando a livello biologico, mentre il secondo stima il danno accumulato nel tempo e il rischio associato a malattie legate all’età.

Le donne con maggiore ansia mostravano un’accelerazione significativa soprattutto secondo il parametro DunedinPACE. Studi precedenti hanno già collegato l’invecchiamento epigenetico accelerato a un aumento del rischio di declino fisico e patologie croniche. Questo rafforza l’ipotesi che lo stress persistente, anche quando nasce da paure interiori, possa incidere concretamente sui meccanismi molecolari dell’organismo.

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