Salute 4 Febbraio 2026 09:38

Cancro, 390.000 nuove diagnosi nel 2025: l’Italia resta stabile

I dati AIOM 2025 confermano la stabilità dell’incidenza oncologica nazionale, con segnali di calo tra gli uomini e un quadro complessivo più favorevole rispetto alla media europea.

di Arnaldo Iodice
Cancro, 390.000 nuove diagnosi nel 2025: l’Italia resta stabile

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio, il report annuale di AIOM (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica) intitolato “I numeri del cancro in Italia” delinea uno scenario di sostanziale stabilità e speranza. Per il 2025 si stimano circa 390.000 nuove diagnosi, un valore che riflette una tendenza alla diminuzione, resa ancora più evidente dal progressivo calo dei casi tra la popolazione maschile.

Questo miglioramento si inserisce in un contesto europeo positivo, dove la riduzione media dei casi è dell’1,7%, ma nel nostro Paese il dato è ancora più marcato (2,6%). Tale flessione è attribuibile in parte alla diminuzione totale della popolazione e in parte alla specifica riduzione delle diagnosi di tumore del polmone negli uomini.

Il primato della sopravvivenza e il calo della mortalità

L’efficacia del sistema oncologico italiano emerge con forza nel confronto sulla sopravvivenza e sulla mortalità a lungo termine. Negli ultimi dieci anni, il nostro Paese ha registrato un calo complessivo del 9% dei decessi oncologici, con punte di eccellenza nelle neoplasie del polmone, diminuite del 24%, e del colon-retto, calate del 13%.

Questi risultati posizionano l’Italia sopra la media europea per quanto riguarda la sopravvivenza a 5 anni nei tumori più frequenti: per la mammella la percentuale italiana è dell’86% contro l’83% europeo, per il colon-retto del 64,2% rispetto al 59,8%, e per il polmone del 15,9% contro il 15%.

Screening in ascesa e il nodo della mobilità sanitaria

Un fattore determinante per questi successi è il massiccio incremento dell’adesione agli screening tra il 2020 e il 2024. La copertura per la mammografia è passata dal 30% al 50%, quella per il tumore cervicale dal 23% al 51% e il test del sangue occulto nelle feci è cresciuto dal 17% al 33%.

Particolarmente significativo è il recupero del Meridione, dove i tassi di partecipazione sono triplicati: la mammografia è salita dal 12% al 34%, lo screening cervicale dal 12% al 37% e il test fecale dal 5% al 18%. Tuttavia, persiste la criticità della mobilità sanitaria al Sud.

Nel 2023 sono stati effettuati 66.351 interventi per carcinoma mammario, di cui 61.128 nella regione di residenza e 5.223 fuori regione. Se al Nord la mobilità si ferma al 5%, al Sud sale al 15%, portando la media nazionale all’8%.

Prevenzione primaria e l’andamento dei tumori del sangue

Nonostante i successi diagnostici, la prevenzione primaria legata agli stili di vita resta la vera sfida aperta per il futuro. In Italia il 24% degli adulti continua a fumare, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, mentre il 58% consuma regolarmente alcol e il 27% conduce una vita sedentaria. Sul fronte ematologico, si registra invece un leggero rialzo delle diagnosi per i tumori del sangue, con 9.230 nuovi casi di leucemia rilevati, suddivisi tra 5.450 uomini e 3.780 donne. Sono oggi 89.200 le persone che vivono in Italia dopo aver ricevuto una diagnosi di leucemia, a dimostrazione di come anche in questo settore la cronicizzazione e la guarigione siano traguardi sempre più frequenti.

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