Salute 25 Maggio 2026 12:15

Bpco, più riacutizzazioni e ricoveri: oltre 8 pazienti su 10 con altre malattie

Careggi e Fadoi presentano un nuovo algoritmo per migliorare la gestione della broncopneumopatia cronica ostruttiva nei pazienti più fragili. Gli specialisti puntano a ridurre gli episodi acuti, aumentare l’aderenza alle cure e garantire un follow-up più efficace dopo il ricovero.

di Viviana Franzellitti
Bpco, più riacutizzazioni e ricoveri: oltre 8 pazienti su 10 con altre malattie

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è una malattia respiratoria cronica e progressiva che limita in modo permanente il flusso d’aria nei polmoni. È caratterizzata da sintomi come difficoltà respiratoria, tosse persistente e ridotta capacità di sforzo. Nel tempo tende a peggiorare e può andare incontro a episodi acuti di riacutizzazione.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva continua a rappresentare una delle principali cause di ricovero e peggioramento clinico nei pazienti fragili e anziani. A lanciare l’allarme sono stati gli specialisti riuniti al Congresso nazionale Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, dove è stato presentato il nuovo aggiornamento dell’algoritmo per la gestione della Bpco in medicina interna.
Il progetto è stato illustrato da Ombretta Para, esperta del co-management medico-chirurgico della Medicina interna dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. L’obiettivo è ridurre le riacutizzazioni, considerate tra le principali cause di declino respiratorio e ospedalizzazione. Secondo i dati discussi dagli specialisti, oltre l’80% dei pazienti con Bpco presenta almeno una comorbidità, mentre più del 50% convive con tre o quattro patologie croniche contemporaneamente. Una situazione che rende sempre più necessaria una presa in carico multidisciplinare e continuativa.

Diagnosi tardive e scarsa aderenza: perché la Bpco peggiora

Uno dei problemi principali nella gestione della Bpco resta la diagnosi tardiva. Molti pazienti arrivano all’attenzione dei medici quando la funzionalità respiratoria è già compromessa e i sintomi sono avanzati. A complicare ulteriormente il quadro è la difficoltà nel mantenere una corretta aderenza alle terapie inalatorie, considerate il pilastro del trattamento. Secondo gli specialisti, nella pratica clinica quotidiana molti pazienti interrompono le cure o utilizzano in modo scorretto gli inalatori, aumentando il rischio di riacutizzazioni e ricoveri ospedalieri. Ogni episodio acuto accelera infatti il peggioramento della malattia e compromette ulteriormente la qualità di vita.

Il nuovo algoritmo punta a ridurre ricoveri e variabilità clinica

Il nuovo algoritmo aggiornato da Careggi e Fadoi nasce per offrire ai medici internisti uno strumento pratico e operativo in grado di standardizzare la gestione clinica della Bpco. L’obiettivo è migliorare la continuità terapeutica, ridurre le differenze di approccio tra i clinici e favorire percorsi di cura più personalizzati. Grande attenzione viene riservata, soprattutto, ai pazienti che non riescono a raggiungere un controllo stabile della malattia e che restano maggiormente esposti al rischio di nuovi eventi acuti. Secondo gli esperti, infatti, una gestione più uniforme e integrata potrebbe contribuire a diminuire il numero di riacutizzazioni e, di conseguenza, anche i ricoveri ospedalieri.

Oltre metà dei pazienti convive con 3 o 4 patologie

Uno degli aspetti più complessi riguarda la presenza di comorbidità. La Bpco raramente si presenta da sola: oltre l’80% dei pazienti soffre anche di altre malattie croniche, mentre più della metà convive contemporaneamente con tre o quattro patologie. Patologie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale e disturbi metabolici rendono infatti la gestione clinica molto più delicata e richiedono un approccio multidisciplinare coordinato dall’internista. Per questo, per gli specialisti è fondamentale costruire percorsi assistenziali integrati, capaci di seguire il paziente anche dopo la dimissione ospedaliera.

Follow-up personalizzato per prevenire nuove crisi respiratorie

Una cura particolare va riservata anche alla fase post-riacutizzazione. Gli esperti sottolineano infatti l’importanza di programmare già al momento della dimissione un follow-up personalizzato, con controlli mirati e monitoraggio dell’aderenza terapeutica. Il fine è mantenere il controllo della malattia nel lungo periodo e prevenire nuovi peggioramenti respiratori. In una popolazione sempre più anziana e fragile, la continuità assistenziale diventa quindi un elemento decisivo per migliorare gli esiti clinici e limitare il peso della Bpco sul sistema sanitario.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato