Il Governo lancia una campagna nazionale per promuovere un rapporto più consapevole con il digitale e sostenere le competenze educative delle famiglie. Al centro dell'iniziativa un messaggio chiaro: abbracci, carezze, parole e sguardi sono la vera «tecnologia affettiva» che nutre lo sviluppo dei bambini nei primi anni di vita.
La campagna istituzionale «Non è mai troppo presto», presentata a Palazzo Chigi e promossa dal Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze e dal Ministero della Salute con il coinvolgimento di Fiaso, Federsanità e delle società scientifiche, nasce per accendere i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: l’esposizione precoce dei bambini ai dispositivi digitali.
Perché nasce la campagna: dati che preoccupano
I numeri illustrati dagli esperti mostrano una familiarità con gli schermi che inizia già nei primissimi anni di vita. Il 41,5% dei bambini tra i 2 e i 3 anni è già esposto a uno schermo, il 19,3% utilizza smartphone o tablet già a 2 anni, il 24% possiede un profilo social, il 50% usa WhatsApp e il 71% ha a disposizione un tablet per giocare. Dati che non rappresentano un’accusa nei confronti dei genitori, ma la fotografia di un cambiamento culturale che richiede maggiore consapevolezza e nuovi strumenti educativi.
«Lo schermo può aspettare. I bambini no»
Il messaggio della campagna è semplice: nei primi anni di vita il bambino ha bisogno soprattutto di relazione. Sguardi, parole, contatto fisico e tempo condiviso rappresentano esperienze fondamentali per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Per questo gli esperti invitano a non sostituire la presenza degli adulti con i dispositivi digitali e ricordano che «l’educazione al digitale inizia dal giorno 1».
Secondo Fiaso, l’uso equilibrato delle tecnologie è oggi una questione di salute pubblica e prevenzione. La Federazione sottolinea che l’obiettivo non è demonizzare il digitale, ma aiutare le famiglie a compiere scelte più consapevoli. «Abbracci, carezze, parole e sguardi sono la vera tecnologia affettiva che nutre lo sviluppo».
I 9 consigli per neogenitori
Per tradurre questo messaggio in comportamenti concreti, la campagna propone nove raccomandazioni pratiche:
Una campagna di prevenzione che coinvolge tutto il Servizio sanitario
L’iniziativa sarà promossa nelle aziende sanitarie e ospedaliere di tutta Italia attraverso il coinvolgimento di pediatri, consultori, ostetriche, medici di medicina generale e altri professionisti sanitari. Spot televisivi e radiofonici, campagne sui social e materiali informativi distribuiti nei punti nascita e nei centri per la famiglia accompagneranno i neogenitori in un percorso di empowerment familiare, con l’obiettivo di rafforzare le competenze educative e favorire un rapporto più equilibrato con il digitale fin dai primi giorni di vita dei bambini.
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