Prevenzione 18 Giugno 2026 17:20

Bimbi e schermi: 41,5% già esposto tra 2/3 anni. La campagna del Governo con 9 consigli ai neogenitori

Il Governo lancia una campagna nazionale per promuovere un rapporto più consapevole con il digitale e sostenere le competenze educative delle famiglie. Al centro dell'iniziativa un messaggio chiaro: abbracci, carezze, parole e sguardi sono la vera «tecnologia affettiva» che nutre lo sviluppo dei bambini nei primi anni di vita.

di Viviana Franzellitti
Bimbi e schermi: 41,5% già esposto tra 2/3 anni. La campagna del Governo con 9 consigli ai neogenitori

La campagna istituzionale «Non è mai troppo presto», presentata a Palazzo Chigi e promossa dal Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze e dal Ministero della Salute con il coinvolgimento di Fiaso, Federsanità e delle società scientifiche, nasce per accendere i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: l’esposizione precoce dei bambini ai dispositivi digitali.

Perché nasce la campagna: dati che preoccupano

I numeri illustrati dagli esperti mostrano una familiarità con gli schermi che inizia già nei primissimi anni di vita. Il 41,5% dei bambini tra i 2 e i 3 anni è già esposto a uno schermo, il 19,3% utilizza smartphone o tablet già a 2 anni, il 24% possiede un profilo social, il 50% usa WhatsApp e il 71% ha a disposizione un tablet per giocare. Dati che non rappresentano un’accusa nei confronti dei genitori, ma la fotografia di un cambiamento culturale che richiede maggiore consapevolezza e nuovi strumenti educativi.

«Lo schermo può aspettare. I bambini no»

Il messaggio della campagna è semplice: nei primi anni di vita il bambino ha bisogno soprattutto di relazione. Sguardi, parole, contatto fisico e tempo condiviso rappresentano esperienze fondamentali per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Per questo gli esperti invitano a non sostituire la presenza degli adulti con i dispositivi digitali e ricordano che «l’educazione al digitale inizia dal giorno 1».

Secondo Fiaso, l’uso equilibrato delle tecnologie è oggi una questione di salute pubblica e prevenzione. La Federazione sottolinea che l’obiettivo non è demonizzare il digitale, ma aiutare le famiglie a compiere scelte più consapevoli. «Abbracci, carezze, parole e sguardi sono la vera tecnologia affettiva che nutre lo sviluppo».

I 9 consigli per neogenitori

Per tradurre questo messaggio in comportamenti concreti, la campagna propone nove raccomandazioni pratiche:

  • Allattare è uno sguardo: durante l’allattamento privilegia il contatto visivo con il tuo bambino.
  • Tu prima dello schermo: quando sei con tuo figlio, metti via il telefono.
  • Occhi negli occhi: ogni momento di attenzione condivisa rafforza il legame affettivo.
  • A tavola insieme: evita video e televisione durante i pasti.
  • La presenza è la vera tecnologia affettiva: abbracci, carezze, parole e sguardi costruiscono sicurezza e fiducia.
  • Niente schermi per calmare il bambino: le emozioni si imparano a gestire attraverso la relazione.
  • Attenzione al proprio uso del digitale: i bambini imparano osservando gli adulti.
  • Giocare con oggetti reali: privilegia giochi da toccare, manipolare ed esplorare.
  • Pochissimi schermi nei primi tre anni: il cervello ha bisogno soprattutto di esperienze dirette e relazioni reali.

Una campagna di prevenzione che coinvolge tutto il Servizio sanitario

L’iniziativa sarà promossa nelle aziende sanitarie e ospedaliere di tutta Italia attraverso il coinvolgimento di pediatri, consultori, ostetriche, medici di medicina generale e altri professionisti sanitari. Spot televisivi e radiofonici, campagne sui social e materiali informativi distribuiti nei punti nascita e nei centri per la famiglia accompagneranno i neogenitori in un percorso di empowerment familiare, con l’obiettivo di rafforzare le competenze educative e favorire un rapporto più equilibrato con il digitale fin dai primi giorni di vita dei bambini.

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