Domenica 10 maggio torna l’appuntamento con l’Azalea della Ricerca di AIRC: oltre 600mila piante distribuite in tutta Italia per sostenere i progetti sui tumori che colpiscono le donne. Tra testimonianze, numeri e nuove sfide scientifiche, al centro resta il valore della ricerca
C’è un fiore che, ogni anno, accompagna la Festa della mamma con un significato che va oltre il gesto simbolico. È l’Azalea della Ricerca, l’iniziativa promossa dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro che domenica 10 maggio torna in oltre 4mila piazze italiane con i suoi volontari. A fronte di una donazione minima di 18 euro, sarà possibile ricevere una delle 600mila azalee distribuite in tutta Italia, contribuendo a sostenere i progetti dedicati ai tumori femminili. L’azalea sarà disponibile anche online, a conferma di un’iniziativa che negli anni ha saputo rinnovarsi senza perdere il suo valore originario.
Numeri che raccontano l’urgenza
I dati aiutano a comprendere perché la ricerca resti una priorità. Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 179.800 nuove diagnosi di tumore nelle donne: una su tre ne viene colpita nel corso della vita. Tra le forme più frequenti, il tumore della mammella rappresenta oltre il 30% dei casi, seguito da colon-retto, polmone, melanoma e tumore dell’utero. Se da un lato le donne sviluppano mediamente meno tumori rispetto agli uomini e hanno percentuali di sopravvivenza più alte, dall’altro restano criticità importanti, soprattutto per le forme più difficili da diagnosticare e trattare. È il caso, ad esempio, del tumore ovarico, spesso individuato in fase avanzata e caratterizzato da una maggiore resistenza alle terapie.
I progressi e le sfide ancora aperte
Negli ultimi anni, i risultati della ricerca hanno cambiato la storia naturale di molte neoplasie. Il tumore al seno, in particolare, ha raggiunto tassi di sopravvivenza a cinque anni vicini al 90%, un traguardo impensabile fino a pochi decenni fa. Eppure, accanto ai progressi, restano aree in cui è necessario continuare a investire. Proprio grazie ai fondi raccolti con l’Azalea, AIRC sostiene progetti innovativi, come quello della ricercatrice Camilla Nero presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Il suo lavoro punta a comprendere il ruolo dell’analisi del Dna tumorale nella scelta delle terapie post-operatorie per le pazienti con carcinoma ovarico iniziale. “Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando trattamenti inefficaci e migliorando la qualità della vita”, racconta.
Le storie che danno senso alla ricerca
Dietro i numeri ci sono le persone. Come Eleonora, che a 23 anni scopre di avere una leucemia linfoblastica acuta. Dopo mesi di cure e un trapianto di midollo donato dalla sorella, oggi guarda al futuro con uno sguardo diverso. “Devo ai medici, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che sto vivendo”, racconta. Una testimonianza che restituisce il senso concreto dell’impegno scientifico: trasformare diagnosi difficili in storie di vita che continuano.
Una rete che coinvolge istituzioni e società
L’iniziativa si inserisce in un sistema più ampio che coinvolge istituzioni, aziende e mondo dello sport. Tra i sostenitori anche Banco BPM, insieme ad altre realtà impegnate nel finanziamento di borse di studio e progetti di ricerca. A dare voce alla campagna anche le Azzurre della Nazionale di calcio femminile, protagoniste di un video dedicato alle mamme, che unisce sport e sensibilizzazione. Un modo per raggiungere un pubblico sempre più ampio e ribadire un messaggio semplice ma essenziale: sostenere la ricerca significa investire nel futuro. Dal 1984 a oggi, l’Azalea della Ricerca ha permesso di raccogliere oltre 320 milioni di euro, garantendo continuità al lavoro di medici e ricercatori. Un risultato che racconta una partecipazione collettiva, fatta di piccoli gesti individuali che, insieme, contribuiscono a costruire nuove possibilità di cura, prevenzione e diagnosi.
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