One Health 24 Novembre 2025 11:08

Aviaria, Usa: primo caso umano fatale di virus H5n5

Un uomo negli Stati Uniti è morto dopo essere stato contagiato dal virus H5n5, mai prima registrato nell’uomo. Secondo esperti, il rischio per la popolazione generale resta basso, poiché non è stata osservata trasmissione da persona a persona

di I.F.
Aviaria, Usa: primo caso umano fatale di virus H5n5

Un uomo anziano con problemi di salute preesistenti è deceduto nello stato di Washington dopo essere stato contagiato dal virus dell’influenza aviaria H5n5, segnando il primo caso umano mai registrato di questo ceppo. Il contagio sembra essere avvenuto tramite contatto diretto con uccelli infetti nel suo pollaio domestico. “Questo caso dimostra che virus aviari diversi possono passare all’uomo attraverso un salto di specie – spiega l’epidemiologo Gianni Rezza –. Al momento non ci sono segnali che H5n5 possa trasmettersi da uomo a uomo”.

Allerta sì, ma rischio contenuto

Pur trattandosi di un evento eccezionale, gli esperti sottolineano che il rischio per il pubblico generale resta basso. Il caso appare isolato e legato al contatto con animali infetti, senza catene di trasmissione interumana. “Finché i contagi rimangono sporadici e legati al pollame infetto, il livello di allerta complessivo non aumenta – chiarisce Rezza –. È comunque fondamentale monitorare attentamente la situazione”.

Contesto globale

Dal 2003 sono stati registrati 964 casi umani di H5n1 nel mondo, con 466 decessi, soprattutto in Asia sud-orientale. Negli Stati Uniti, prima di H5n5, erano stati documentati 67 casi di H5n1 con un solo decesso. Altri ceppi come H7n9, H9n2 e H7n7 hanno causato casi sporadici nell’uomo, ma mai con numeri significativi di mortalità. L’influenza aviaria è principalmente una malattia degli uccelli, soprattutto selvatici, ma può essere trasmessa anche ad animali da allevamento e, raramente, all’uomo. I virus aviari hanno elevata capacità di mutazione e, recentemente, alcuni ceppi sono stati trasmessi anche a mammiferi come bovini e gatti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità e l’Efsa, non ci sono prove che l’influenza aviaria possa trasmettersi tramite carne o prodotti alimentari, anche se negli Usa alcuni lotti di latte crudo contaminato da H5n1 sono stati ritirati dal commercio.

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