Salute 26 Maggio 2026 09:20

Attività fisica e aria pulita: l’ozono può ridurre i benefici dello sport sui polmoni dei bambini

L'attività fisica intensa favorisce la crescita e la funzionalità polmonare nei bambini, ma l'esposizione prolungata all'ozono può attenuarne gli effetti positivi. È quanto emerge da uno studio che ha seguito oltre 3.400 bambini per quattro anni

di Isabella Faggiano
Attività fisica e aria pulita: l’ozono può ridurre i benefici dello sport sui polmoni dei bambini

Correre, giocare all’aperto, praticare sport. Sono attività fondamentali per la crescita dei bambini e per la salute dei loro polmoni. Ma c’è un fattore invisibile che può compromettere parte di questi benefici: l’inquinamento atmosferico. In particolare l’ozono, un gas presente nell’aria che si forma attraverso reazioni chimiche favorite dalla luce solare e dagli inquinanti emessi dal traffico e dalle attività industriali. A lanciare l’allarme è uno studio presentato all’International Conference 2026 dell’American Thoracic Society (ATS), secondo cui l’attività fisica intensa favorisce effettivamente lo sviluppo polmonare dei più piccoli, ma i vantaggi risultano ridotti nei bambini esposti a livelli più elevati di ozono. I risultati suggeriscono inoltre che i benefici per la salute associati ai livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità potrebbero essere condizionati dalla qualità dell’ambiente in cui i bambini vivono. In altre parole, movimento e aria pulita sembrano agire insieme nel determinare il pieno sviluppo della funzionalità respiratoria.

Oltre 3.400 bambini seguiti per quattro anni

La ricerca, coordinata da James Scales, senior research fellow della Queen Mary University di Londra, ha analizzato i dati raccolti nell’ambito dello studio Children’s Health in London and Luton (CHILL), seguendo per quattro anni oltre 3.400 bambini di età compresa tra i 6 e i 9 anni. Gli studiosi hanno confrontato i livelli di attività fisica dei partecipanti e la loro crescita polmonare con l’esposizione ai diversi inquinanti atmosferici presenti nelle aree di residenza. L’obiettivo era capire come l’esercizio fisico e l’inquinamento interagiscano nel determinare lo sviluppo dell’apparato respiratorio. Si tratta di una delle prime ricerche a valutare contemporaneamente gli effetti dell’attività fisica intensa e dell’esposizione cronica all’ozono sullo sviluppo polmonare in età pediatrica. Un approccio che ha permesso di evidenziare come i fattori ambientali possano influenzare concretamente i benefici attesi dall’esercizio fisico.

Conta l’intensità dell’esercizio

Uno dei risultati più interessanti riguarda proprio il tipo di attività fisica praticata. Lo studio ha evidenziato che l’attività vigorosa è associata a una migliore funzionalità polmonare, mentre quella di intensità moderata non mostra lo stesso effetto. Un dato che suggerisce come non sia soltanto importante muoversi, ma anche raggiungere livelli di esercizio sufficientemente intensi da stimolare lo sviluppo dei polmoni. L’intensità dell’attività fisica sembra quindi svolgere un ruolo determinante per la salute respiratoria dei bambini. Tuttavia, questo beneficio può essere influenzato dalla qualità dell’aria respirata durante la crescita.

L’ozono pesa più del particolato

I ricercatori hanno osservato che l’ozono svolge un ruolo più rilevante rispetto al particolato atmosferico nel limitare gli effetti positivi dell’attività fisica sulla funzionalità respiratoria. L’ozono è un gas altamente reattivo che può irritare le vie aeree. Durante l’esercizio fisico, quando la frequenza respiratoria aumenta, una maggiore quantità di questo inquinante raggiunge i polmoni, amplificando il suo effetto irritante e riducendo parte dei benefici associati all’attività motoria. “Il messaggio principale è che attività fisica e salute ambientale sono strettamente connesse – sottolinea James Scales -. Incoraggiare i bambini a essere attivi è fondamentale, ma è altrettanto importante garantire che crescano in ambienti puliti e salutari”.

Un investimento per la salute futura

Proteggere lo sviluppo polmonare durante l’infanzia significa investire nella salute respiratoria dell’adulto di domani. La funzionalità polmonare raggiunta nei primi anni di vita è infatti strettamente correlata allo stato di salute dell’apparato respiratorio in età adulta e può influenzare il rischio di sviluppare patologie croniche negli anni successivi. Per questo motivo i risultati dello studio suggeriscono che la promozione dell’attività fisica e le politiche ambientali non dovrebbero essere considerate strategie separate. Ridurre le emissioni che contribuiscono alla formazione dell’ozono potrebbe consentire ai bambini di beneficiare pienamente degli effetti positivi dello sport e favorire uno sviluppo respiratorio più sano.

Verso nuove indicazioni per la salute pubblica

Secondo gli autori, i dati indicano anche una possibile disuguaglianza ambientale. I bambini che vivono nelle aree maggiormente esposte all’inquinamento potrebbero infatti non ottenere gli stessi vantaggi in termini di crescita e salute respiratoria rispetto ai coetanei che crescono in contesti caratterizzati da una migliore qualità dell’aria, pur praticando livelli analoghi di attività fisica. Le evidenze emerse potrebbero sostenere le politiche volte a ridurre le emissioni che favoriscono la formazione dell’ozono e suggeriscono che le condizioni ambientali dovrebbero essere prese in considerazione anche nella definizione delle future linee guida sull’attività fisica. I ricercatori, dunque, sottolineano che affinché lo sport possa esprimere appieno il suo potenziale di salute è necessario che i bambini possano respirare aria più pulita.


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