Lo yoga, integrato ai trattamenti farmacologici standard, accelera la riduzione dei sintomi d’astinenza da oppioidi, migliora il sonno, l’ansia e il controllo del dolore, sostenendo un recupero più rapido e completo
La pratica dello yoga non è solo un metodo di rilassamento o attività fisica: può diventare una vera e propria terapia integrata per chi affronta la dipendenza da oppioidi. Un recente studio clinico condotto tra Stati Uniti e India, coordinato da esperti del Beth Israel Deaconess Medical Center e della Harvard Medical School di Boston, mostra come lo yoga riduca i sintomi dell’astinenza e supporti il percorso di uscita dalla dipendenza. Il trial, svolto in doppio cieco tra aprile 2023 e marzo 2024 in un reparto di medicina delle dipendenze, ha coinvolto adulti tra i 18 e i 50 anni con sintomi di astinenza da oppioidi da lievi a moderati. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha seguito 10 sedute di yoga supervisionate, ciascuna della durata di 45 minuti, integrate al trattamento standard con buprenorfina; l’altro ha ricevuto solo la terapia farmacologica.
Tempi di recupero più rapidi grazie allo yoga
I risultati hanno mostrato differenze nette. I partecipanti che hanno praticato yoga hanno stabilizzato i sintomi di astinenza in media in 5 giorni, contro i 9 giorni del gruppo di controllo, con un recupero fino a quattro volte più veloce. Oltre alla rapidità nel superare i sintomi fisici, i pazienti del gruppo yoga hanno mostrato un miglioramento significativo nella variabilità della frequenza cardiaca, indicatore di riduzione dello stress fisiologico. Lo yoga ha avuto un impatto positivo anche su altri aspetti fondamentali per chi affronta la dipendenza: i livelli di ansia sono diminuiti in misura maggiore rispetto al gruppo di controllo, il sonno è migliorato e il dolore percepito è stato ridotto. Questi effetti contribuiscono non solo al benessere fisico, ma anche al consolidamento della motivazione personale nel percorso di recupero.
Una strategia da integrare nei protocolli clinici
I dati raccolti indicano chiaramente che lo yoga può rappresentare un valido complemento ai trattamenti farmacologici tradizionali per la gestione dell’astinenza da oppioidi. Migliorare la regolazione della frequenza cardiaca, alleviare ansia e dolore e favorire un sonno più riposante contribuisce a rendere il percorso di recupero più sicuro, efficace e sostenibile. Gli autori dello studio sottolineano quindi l’importanza di considerare lo yoga come strumento integrativo nella gestione clinica della dipendenza, aprendo la strada a protocolli che combinino farmacoterapia e pratiche mente-corpo per ottenere risultati più rapidi e duraturi.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato