La SItI chiede di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, entomologica e virologica, puntando su un approccio "One Health" che integri sanità umana, veterinaria e ambientale
Temperature elevate, ondate di calore sempre più frequenti, cambiamenti climatici e maggiore circolazione di persone e merci. È in questo scenario che le arbovirosi – le infezioni trasmesse principalmente da zanzare e altri artropodi – stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante per la sanità pubblica italiana. Le prime segnalazioni di casi importati e autoctoni registrate in diverse aree del Paese confermano, infatti, che il rischio di diffusione di queste malattie non rappresenta più un evento sporadico, ma una realtà con cui il Servizio sanitario nazionale deve confrontarsi ogni anno. È questo il messaggio lanciato dalla Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), che richiama l’attenzione sulla necessità di costruire un modello di prevenzione moderno, integrato e sostenibile per rafforzare in modo concreto le strategie di controllo delle arbovirosi.
La circolare del Ministero della Salute
Per la SItI, la circolare del Ministero della Salute dedicata alla stagione vettoriale 2026 rappresenta un passaggio importante perché richiama Regioni, Aziende sanitarie e amministrazioni locali a potenziare le attività di sorveglianza, prevenzione e controllo attraverso un approccio multidisciplinare. La società scientifica condivide pienamente questa impostazione e sottolinea la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, entomologica e virologica, migliorare la tempestività delle segnalazioni e consolidare l’integrazione operativa tra sanità umana, veterinaria e ambientale, secondo i principi dell’approccio “One Health”.
Una sfida ormai strutturale
Secondo la SItI, il contesto epidemiologico nazionale e internazionale è profondamente cambiato negli ultimi anni. L’aumento dei flussi di viaggiatori, la diffusione di vettori come la zanzara tigre e le modificazioni climatiche stanno creando condizioni sempre più favorevoli alla circolazione di virus come Dengue, Chikungunya, Zika e West Nile. “Il contesto epidemiologico nazionale ed internazionale è caratterizzato dall’aumento dei flussi di viaggiatori, dai cambiamenti climatici e dalla crescente diffusione dei vettori. In queste condizioni diventa sempre più importante investire in prevenzione, sorveglianza e capacità di risposta tempestiva”, afferma Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. “Le arbovirosi – prosegue – non rappresentano più un rischio occasionale, o limitato a specifiche aree geografiche, ma una sfida strutturale per la sanità pubblica che richiede una programmazione stabile e un approccio pienamente preventivo”.
Rafforzare la risposta del territorio
Per la società scientifica è fondamentale che la prevenzione non si limiti alla gestione delle emergenze, ma diventi parte di una strategia continuativa. Questo significa investire in sistemi di sorveglianza in grado di individuare precocemente i casi, monitorare la presenza dei vettori e favorire uno scambio rapido delle informazioni tra servizi di igiene pubblica, laboratori, medicina veterinaria e amministrazioni locali. L’obiettivo è costruire una rete capace di intercettare tempestivamente eventuali focolai e mettere in campo interventi mirati di controllo, riducendo il rischio di trasmissione sul territorio.
L’approccio “One Health”
La risposta alle arbovirosi, sottolinea la SItI, non può prescindere da una visione integrata della salute. L’approccio “One Health” riconosce infatti la stretta interconnessione tra salute umana, salute animale e ambiente e rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per affrontare malattie la cui diffusione è influenzata da fattori climatici, ecologici e sociali. Per questo motivo, la società scientifica invita a consolidare la collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte, promuovendo una programmazione stabile che consenta di rafforzare la capacità di prevenzione e di risposta del Servizio sanitario nazionale di fronte a un rischio destinato a rimanere anche negli anni a venire.
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