L'Associazione Nazionale Imprese Salute Animale di Federchimica, richiama l'attenzione sull'importanza di affidarsi alle evidenze scientifiche e rilancia il valore della prevenzione secondo l'approccio One Health
Non sono soltanto le persone a subire le conseguenze della disinformazione sanitaria. Anche la salute degli animali domestici e da allevamento può essere compromessa da informazioni scorrette, convinzioni prive di basi scientifiche o consigli reperiti online senza adeguate verifiche. È l’allarme lanciato da AISA, l’Associazione Nazionale Imprese Salute Animale che aderisce a Federchimica, secondo cui false credenze su vaccini, zoonosi e nutrizione animale continuano a orientare le scelte di molti proprietari, con possibili ripercussioni non solo sul benessere degli animali ma anche sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica. L’obiettivo dell’associazione è riportare il confronto su basi scientifiche, distinguendo chiaramente tra percezioni diffuse e dati supportati dalle evidenze.
Sempre più italiani cercano informazioni sulla salute online
Il fenomeno si inserisce in un contesto in cui internet rappresenta una delle principali fonti informative per i cittadini. Secondo una recente indagine Nomisma del 2024, il 42% degli italiani consulta siti specializzati quando cerca informazioni sulla salute e il benessere, mentre il 38% si affida ai motori di ricerca. Una tendenza che offre grandi opportunità di accesso alle informazioni ma che espone anche al rischio di contenuti non verificati o fuorvianti. Le analisi condotte negli ultimi anni mostrano infatti che la quota di disinformazione sanitaria online può variare sensibilmente in base agli argomenti trattati e alle piattaforme utilizzate, rendendo sempre più importante la capacità di distinguere le fonti affidabili dalle notizie prive di fondamento scientifico.
Zoonosi: conoscere il rischio senza alimentare paure
Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda il ruolo degli animali nella trasmissione delle malattie all’uomo. Le zoonosi, ovvero le infezioni che possono essere trasmesse tra animali e persone, rappresentano effettivamente un tema rilevante per la sanità pubblica. Ogni anno in Europa vengono registrati centinaia di migliaia di casi associati a queste patologie. Tuttavia, sottolinea AISA, la trasmissione avviene nella maggior parte dei casi attraverso meccanismi ben conosciuti e prevenibili, che possono riguardare alimenti contaminati, fattori ambientali o contatti diretti in particolari condizioni. Per questo motivo, la semplice convivenza con un animale domestico non deve essere considerata di per sé un fattore di rischio. Ciò che fa realmente la differenza è il rispetto delle corrette misure preventive, dei controlli veterinari e delle norme igieniche raccomandate.
Vaccini, nessuna evidenza che indeboliscano gli animali
Tra i temi più frequentemente oggetto di fake news rientra anche la profilassi vaccinale. Persistono infatti convinzioni secondo cui i vaccini sarebbero superflui oppure potrebbero indebolire il sistema immunitario degli animali. Secondo AISA, si tratta di affermazioni che non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica. La vaccinazione rappresenta invece uno degli strumenti più efficaci per prevenire le malattie infettive, ridurre la circolazione degli agenti patogeni e proteggere non solo il singolo animale ma l’intera collettività. Un principio che si inserisce pienamente nella strategia One Health, secondo cui la salute umana, quella animale e quella ambientale sono strettamente interconnesse e richiedono interventi coordinati di prevenzione.
Nutrizione e integratori: attenzione al fai-da-te
Anche l’alimentazione è sempre più spesso terreno fertile per informazioni imprecise o semplificazioni eccessive. Negli ultimi anni si è diffusa la tendenza a utilizzare integratori, mangimi complementari e altri prodotti nutrizionali sulla base di consigli reperiti online o attraverso il passaparola, senza un reale confronto con il medico veterinario. AISA ricorda invece che additivi e mangimi funzionali svolgono ruoli specifici e scientificamente definiti. Possono contribuire al benessere dell’animale in particolari fasi della vita o in determinate condizioni fisiologiche, ma devono essere utilizzati in modo appropriato e sotto controllo professionale. L’efficacia di questi strumenti, sottolinea l’associazione, dipende dalla corretta indicazione veterinaria e dall’inserimento all’interno di un percorso di prevenzione e gestione della salute basato su evidenze scientifiche.
La prevenzione resta l’arma più efficace
“La disinformazione rappresenta un fattore di rischio concreto perché può orientare comportamenti non corretti e compromettere l’efficacia delle strategie preventive”, osserva Carlo Gazza, vicepresidente di AISA. Per questo motivo, aggiunge, è fondamentale mettere i cittadini nelle condizioni di compiere scelte consapevoli attraverso informazioni corrette, aggiornate e supportate dalla ricerca scientifica. Nasce la campagna “Fedeli alla Salute” Con l’obiettivo di contrastare le false credenze e promuovere una maggiore consapevolezza, AISA ha lanciato la campagna informativa “Fedeli alla Salute”. L’iniziativa prevede una serie di contenuti divulgativi e video-pillole dedicate ai principali temi della salute animale: dalla prevenzione delle infezioni alla protezione dai parassiti, dal ruolo della vaccinazione all’uso corretto degli integratori alimentari, fino al legame tra benessere animale, sicurezza alimentare e salute pubblica. Un progetto che punta a rafforzare la cultura della prevenzione e a ricordare come la corretta informazione rappresenti oggi uno degli strumenti più importanti per tutelare la salute degli animali e, di conseguenza, quella delle persone. Come evidenzia la stessa AISA, le fake news in ambito sanitario possono essere particolarmente insidiose proprio perché spesso si presentano con l’apparenza di informazioni autorevoli. Contrastarle con dati verificati e comunicazione scientifica di qualità rimane una delle sfide più importanti per promuovere comportamenti responsabili e una prevenzione realmente efficace.
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