Advocacy e Associazioni 25 Marzo 2026 18:30

Amministrazione di sostegno: come funziona e quando serve per tutelare le persone con demenza

Garantire diritti, dignità e protezione alle persone con demenza significa anche conoscere gli strumenti giuridici che possono supportare famiglie e caregiver. In un'intervista a Sanità Inforrmazione, l’avvocata Infantino spiega come funziona l’amministrazione di sostegno

di Isabella Faggiano
Amministrazione di sostegno: come funziona e quando serve per tutelare le persone con demenza

Come tutelare una persona con demenza quando diventa difficile gestire autonomamente decisioni economiche, sanitarie o pratiche quotidiane? È una domanda che molte famiglie si pongono nel corso della malattia. Proprio per offrire strumenti di orientamento e informazione, la Federazione Alzheimer Italia ha organizzato un webinar dedicato all’amministrazione di sostegno, uno degli istituti giuridici più importanti per la protezione delle persone fragili. L’incontro, rivolto a familiari e caregiver, è stato condotto dall’avvocata Daniela Infantino, esperta in tutela giuridica delle persone vulnerabili. Durante il webinar sono stati affrontati i principali dubbi che spesso emergono quando una famiglia deve affrontare le conseguenze giuridiche e pratiche della demenza. “Molte persone arrivano a informarsi su questo tema quando la situazione è già complessa – spiega Infantino, in un’intervista a Sanità Informazione -. In realtà conoscere in anticipo l’amministrazione di sostegno può aiutare le famiglie a muoversi con maggiore consapevolezza e individuare quali altri strumenti è possibile utilizzare in alternativa, come la procura notarile o la delega sul conto corrente bancario”.

Una tutela che mette al centro la persona

L’amministrazione di sostegno è stata introdotta con la Legge 9 gennaio 2004 n. 6 con l’obiettivo di proteggere le persone che, a causa di una malattia o di una condizione di fragilità, non riescono più a gestire completamente i propri interessi. A differenza di strumenti giuridici più rigidi, questa misura è pensata per adattarsi alle esigenze della persona. “Il principio fondamentale è che la persona deve restare al centro – sottolinea Infantino -. L’amministrazione di sostegno serve a proteggere senza sostituire completamente l’individuo nelle sue scelte”. Per questo motivo la legge prevede che l’intervento sia limitato solo agli ambiti in cui la persona ha effettivamente bisogno di aiuto. “Spesso diciamo che è come un abito cucito su misura -aggiunge l’avvocata -. Il giudice stabilisce caso per caso quali attività la persona può continuare a svolgere in autonomia e in quali invece ha bisogno di essere affiancata e quali l’amministrazione di sostegno può svolgere da solo”.

Quando può essere attivata

Durante l’incontro è stato chiarito che l’amministrazione di sostegno può essere richiesta quando una persona si trova in una condizione di infermità o di menomazione fisica o psichica che le impedisce, anche temporaneamente, di provvedere ai propri interessi. Nel caso delle demenze, la misura può diventare particolarmente utile per gestire questioni economiche, amministrative o sanitarie che la persona non è più in grado di affrontare in modo autonomo, fermo restando la possibilità di aver attivato per tempo altre misure di protezione come sopra specificato (procura notarile o la delega sul conto corrente bancario). “Non si tratta solo di una tutela patrimoniale – spiega Infantino -. L’amministratore di sostegno può intervenire anche in decisioni legate alla cura della persona e al percorso sanitario”.

Come si richiede l’amministrazione di sostegno

Nel corso del webinar è stato illustrato anche l’iter necessario per attivare la misura. Il primo passo è la presentazione di un ricorso al tribunale del luogo di residenza della persona interessata. Il documento deve descrivere in modo chiaro la situazione della persona fragile: dati anagrafici, condizioni di salute, situazione patrimoniale, bisogni quotidiani e rete familiare o di supporto. “Il ricorso deve offrire al giudice una fotografia completa della persona e delle sue necessità – spiega Infantino -. Solo così sarà possibile individuare la forma di tutela più adeguata. L’amministratore di sostegno può, inoltre, esprimere il consenso informato in materia sanitaria, così come previsto dalla legge 219 del 2017”.

Chi può presentare la richiesta

La domanda per l’amministrazione di sostegno può essere presentata da diversi soggetti: il coniuge, il convivente, i parenti entro il quarto grado, i servizi socio-sanitari o il pubblico ministero. Questo sistema consente di intervenire soprattutto nei casi in cui la persona fragile non abbia una rete familiare di riferimento.

Il ruolo dell’amministratore di sostegno

Una volta accolta la richiesta, il giudice ascolta il soggetto fragile e, successivamente, nomina un amministratore di sostegno. Spesso si tratta di un familiare, ma l’incarico può essere affidato anche a un professionista o a un volontario. Il suo compito è affiancare la persona fragile nella gestione di alcune attività, come l’amministrazione del patrimonio, le pratiche burocratiche o determinate decisioni sanitarie. “L’amministratore agisce sempre nell’interesse della persona assistita e deve rendere conto periodicamente del proprio operato al giudice”, ricorda Infantino.

Conoscere gli strumenti per proteggere i diritti

L’incontro si inserisce nelle iniziative con cui la Federazione Alzheimer Italia promuove una maggiore consapevolezza sui diritti delle persone con demenza e sul supporto alle famiglie. Informarsi sugli strumenti giuridici disponibili può infatti fare la differenza nel percorso di cura. “Quando una famiglia si trova ad affrontare una malattia come la demenza, non deve essere lasciata sola – conclude Infantino -. Conoscere strumenti come l’amministrazione di sostegno significa poter garantire alla persona fragilità, protezione e rispetto della sua dignità”.

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