Nutri e Previeni 30 Gennaio 2026 11:49

Alcol e tumori: già un litro in meno al mese riduce il rischio

Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer e ripresa dal Guardian, ridurre del 10% il consumo annuale di alcol può diminuire in modo significativo i decessi per tumore, con i benefici maggiori per il cancro al seno nelle donne e per il colon e il fegato negli uomini over 50

di Viviana Franzellitti
Alcol e tumori: già un litro in meno al mese riduce il rischio

Bere alcol è da tempo riconosciuto come fattore di rischio per lo sviluppo di diversi tipi di tumore, ma un nuovo studio australiano mostra che anche una riduzione modesta del consumo può fare la differenza per ottenere benefici concreti sulla salute.

La ricerca, condotta dalla Trobe University e pubblicata sul British Journal of Cancer, ha analizzato oltre 70 anni di dati nazionali sul consumo di alcol e la mortalità per quattro tumori principali. I risultati evidenziano che una diminuzione del consumo annuo pari a circa il 10% – corrispondente a una bottiglia di vino in meno al mese – può ridurre sensibilmente il rischio di morte per tumore, con effetti diversi a seconda del genere e del tipo.

Lo studio australiano: oltre 70 anni di dati sul consumo di alcol

L’analisi ha preso in esame la popolazione australiana utilizzando più di 70 anni di dati nazionali sul consumo di alcol, per valutare come l’esposizione a lungo termine influisca sulla mortalità per quattro tipi di tumore: vie aeree superiori, colon-retto, fegato e seno. I risultati mostrano differenze significative tra uomini e donne: l’alcol è responsabile di circa il 45% dei decessi per tumore delle prime vie aero-digestive negli uomini e del 21% nelle donne; del 15% dei decessi per tumore del colon-retto negli uomini e del 4% nelle donne; del 48% dei decessi per tumore al fegato negli uomini; e del 14% dei decessi per tumore al seno nelle donne. Queste percentuali sono superiori rispetto a stime precedenti perché, per la prima volta, lo studio tiene conto degli effetti cumulativi di decenni di consumo di alcol, fornendo così un quadro più realistico dell’impatto dell’alcol sulla salute pubblica.

Anche una piccola riduzione conta

Sebbene sia ormai scientificamente provato che non esista una quantità di alcol completamente sicura in termini di rischio di tumore, anche una riduzione moderata del consumo può fare la differenza. Gli studiosi australiani hanno calcolato che diminuire di un litro di alcol puro all’anno – l’equivalente di circa una bottiglia di vino al mese, 30–35 litri di birra o 2,5 litri di superalcolici – può tradursi in vantaggi concreti per la salute della popolazione. In Australia, dove il consumo medio annuo pro capite si aggira attorno ai 9–10 litri di alcol puro, questa riduzione corrisponde a circa il 10–11% in meno del consumo complessivo. Anche se sembra un piccolo passo, rappresenta un cambiamento concreto che, mantenuto nel tempo, può ridurre significativamente il rischio di tumori legati all’alcol.

Quante vite si potrebbero salvare

Se ogni persona riducesse il consumo di alcol dell’equivalente di una bottiglia di vino al mese, i benefici sarebbero tangibili e misurabili a livello di popolazione. Le stime indicano che questa semplice riduzione potrebbe:

  • abbassare di circa il 3,6% i decessi maschili per tumori delle vie aeree superiori e del 3,4% quelli femminili;
  • ridurre di 1,2% i decessi maschili per tumore del colon-retto e dello 0,7% quelli femminili;
  • portare a una diminuzione di quasi 4% dei decessi per tumore al fegato negli uomini;
  • abbassare di oltre 2% i decessi per tumore al seno nelle donne.

È importante sottolineare che i benefici non sono immediati: i vantaggi sulla mortalità si manifestano gradualmente nel tempo, con effetti osservabili anche fino a 20 anni dopo la riduzione del consumo, confermando che anche piccoli cambiamenti nello stile di vita hanno un impatto duraturo sulla salute.

Uomini e donne: il rischio non è lo stesso

Lo studio mette in luce come il beneficio della riduzione dell’alcol non sia uguale per tutti: le differenze di genere emergono soprattutto in relazione agli organi più sensibili. Per il tumore del fegato, la diminuzione del consumo di alcol mostra un effetto significativo solo negli uomini, mentre nelle donne non è possibile stabilire una correlazione statisticamente rilevante. Anche per il tumore del colon-retto, l’impatto della riduzione dell’alcol è quasi il doppio negli uomini rispetto alle donne. Al contrario, le donne traggono un vantaggio specifico per la riduzione del rischio di tumore al seno.

In sintesi, la direzione dell’effetto è positiva per tutti: meno alcol significa meno rischio. La differenza sta nella magnitudo della risposta e nella sensibilità dei singoli organi, con il fegato che risponde maggiormente negli uomini e il seno nelle donne.

Politiche pubbliche: intervenire a livello di popolazione

Gli autori sottolineano che la prevenzione non può limitarsi alla moderazione individuale. Per ottenere un impatto significativo sulla mortalità per tumore, sono necessarie strategie strutturali e politiche pubbliche basate su evidenze scientifiche. Tra le misure più efficaci:

  • Aumento della tassazione proporzionale alla gradazione alcolica, considerata uno degli strumenti più incisivi;
  • Etichette chiare che informino il consumatore sul legame diretto tra alcol e rischio di cancro;
  • Restrizioni all’accesso fisico, ad esempio limiti sugli orari di vendita e sulla densità dei punti vendita;
  • Limitazioni alla pubblicità e campagne di sensibilizzazione;
  • Diffusione e rispetto delle linee guida nazionali sul consumo di alcol.

Poiché l’impatto del cancro è cumulativo e deriva da decenni di consumo, interventi mirati oggi potrebbero avere benefici enormi sulla salute delle generazioni future, riducendo in modo concreto la mortalità legata all’alcol.

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