Salute 23 Gennaio 2026 13:34

Aife chiede ad AIFA allineamento limite di età tra 45 e 46 anni per farmaci e PMA

La nota Aifa 74 fissa il limite di età per la prescrizione dei farmaci per l’infertilità a 45 anni, mentre i Lea consentono l’accesso alla PMA fino ai 46 anni, creando una discrepanza normativa che penalizza le donne in questa fascia di età

di Viviana Franzellitti
Aife chiede ad AIFA allineamento limite di età tra 45 e 46 anni per farmaci e PMA

L’Associazione italiana fertilità (Aife) solleva una questione centrale nel percorso di cura delle persone con problemi di fertilità: una discrepanza normativa tra la nota Aifa 74, che regola la prescrizione dei farmaci per l’infertilità, e i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che definiscono l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

La nota Aifa, infatti, limita la prescrizione dei farmaci a donne di età non superiore a 45 anni, mentre l’inclusione della PMA nei Lea prevede l’accesso alle tecniche fino al 46° anno di età, della donna. Secondo Aife, questo paradosso regolatorio crea una disparità di trattamento: le donne tra i 45 e i 46 anni, pur avendo diritto alle prestazioni previste dai Lea, devono sostenere privatamente i costi dei farmaci necessari alla stimolazione ovarica. L’associazione sottolinea come questa situazione metta a rischio i principi di uguaglianza e tutela del diritto alla salute, rendendo urgente un adeguamento della nota Aifa 74.

La PMA in Italia: numeri e tendenze

La procreazione medicalmente assistita continua a essere sempre più richiesta e rilevante nel sistema sanitario italiano. Secondo i dati ufficiali del Registro nazionale PMA 2022 dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’anno sono stati effettuati 109.755 cicli, trattate 87.192 coppie e nati 16.718 bambini, pari a circa il 4,3% dei nati vivi. Oltre alla crescita complessiva dei cicli, si segnala un aumento dei trattamenti con donazione di gameti, che hanno riguardato 15.131 cicli, pari a circa il 13,8% del totale. Questi dati evidenziano non solo la maggiore complessità dei percorsi, ma anche il progressivo aumento dell’età media delle pazienti, un fenomeno legato sia al ritardo nella formazione della famiglia sia a diagnosi più tardive di infertilità.

Limiti di età e conseguenze per le pazienti: l’impatto diretto nell’accesso alle cure

Mentre i Lea garantiscono l’accesso alle tecniche di PMA fino al 46° anno, la nota Aifa 74 fissa a 45 anni il limite massimo per la prescrizione gratuita dei farmaci necessari alla stimolazione ovarica. Questa differenza normativa genera un problema concreto: le donne tra 45 e 46 anni possono usufruire dei trattamenti, ma devono sostenere personalmente i costi dei farmaci, spesso elevati, rendendo più difficile completare il percorso di cura. Secondo Aife, questa condizione rappresenta una vera e propria ingiustizia sanitaria, poiché crea ostacoli economici per una fascia di pazienti che, pur essendo autorizzata ai trattamenti PMA, non può accedere gratuitamente ai farmaci indispensabili per il successo del percorso terapeutico. Il risultato è una barriera economica indiretta che rischia di compromettere l’efficacia e la continuità delle cure, generando disparità tra donne della stessa età.

Il ruolo centrale dei farmaci nel percorso di PMA

La somministrazione farmacologica, infatti, non è opzionale: è un passaggio fondamentale per il successo dei trattamenti di PMA. I farmaci per la stimolazione ovarica e la modulazione ormonale sono necessari per ottenere un numero adeguato di ovociti e aumentare le probabilità di gravidanza, soprattutto nelle tecniche di secondo e terzo livello. Come evidenzia l’avvocato Dario Ginefra, segretario generale di Aife, “è ormai consolidato che la somministrazione farmacologica è parte integrante del processo di PMA e rientra nei livelli essenziali di assistenza”. Per le donne tra 45 e 46 anni, la mancata copertura dei farmaci, dunque, costituisce quindi un ostacolo economico rilevante, capace di condizionare l’esito del trattamento e rendere meno accessibile il percorso terapeutico.

La richiesta di Aife ad AIFA

In conclusione, per risolvere questa incongruenza normativa, Aife ha chiesto ad Aifa di aggiornare la nota 74, allineando il limite di età per la prescrizione dei farmaci a quello previsto dai Lea. L’associazione punta a garantire pari opportunità di accesso alle cure per tutte le donne eleggibili, rimuovendo gli ostacoli economici e assicurando che i farmaci necessari siano disponibili anche per chi si trova nella fascia 45-46 anni.

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