One Health 15 Settembre 2026 12:38

Mpox, l’Oms: “L’epidemia è ancora un’emergenza”. Il virus continua a circolare anche in Italia

Per l'Oms il rischio globale resta moderato. A luglio 1.370 casi confermati in 32 Paesi e 7 decessi. In Italia 5 casi nelle ultime sei settimane e 78 dal gennaio 2024

di Redazione
Mpox, l’Oms: “L’epidemia è ancora un’emergenza”. Il virus continua a circolare anche in Italia

L’epidemia multinazionale di Mpox continua a rappresentare una situazione di sanità pubblica che richiede sorveglianza e capacità di risposta. Nuovi focolai vengono segnalati in diversi Paesi e i casi confermati restano superiori a mille ogni mese. È il quadro delineato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel nuovo External situation report #69. La valutazione rapida del rischio globale condotta dall’Oms nell’agosto 2026 ha confermato un rischio complessivo moderato per la salute pubblica associato all’epidemia multinazionale di Mpox. L’Oms continua inoltre a considerare l’epidemia in corso come un’emergenza graduale, invitando tutti i Paesi e i partner a mantenere la sorveglianza e la notifica dei casi, insieme ad attività coordinate di preparazione e risposta.

In Italia il clade Ib continua a circolare

Tra gli elementi di maggiore interesse per l’Europa c’è la conferma della trasmissione comunitaria del clade Ib di MPXV in diversi Paesi. Il clade Ib è stato segnalato in Cechia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito. La trasmissione è stata osservata anche nelle reti sessuali di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e, secondo quanto riportato nel quadro epidemiologico, nelle reti di prostituzione. L’Italia continua dunque a essere tra i Paesi europei interessati dalla circolazione del clade Ib. Nelle ultime sei settimane monitorate sono stati rilevati nel nostro Paese 5 casi di clade Ib. Dal gennaio 2024, le notifiche complessive di casi attribuiti a questo clade sono arrivate a 78. Il dato italiano resta comunque nettamente inferiore a quello registrato nei Paesi europei che hanno accumulato il maggior numero di casi di clade Ib: Spagna 241, Francia 173, Portogallo 162, Germania 140, seguiti dal Regno Unito. Guardando invece alle ultime sei settimane, il maggior numero di casi è stato notificato in Portogallo (66), seguito da Germania (24), Francia (20), Regno Unito (18) e Irlanda (12).

Oltre 65mila casi nel mondo dal gennaio 2025

Il quadro globale restituisce la dimensione ancora significativa della circolazione del virus. Dal gennaio 2025 al 31 luglio 2026 sono stati notificati complessivamente 65.784 casi di Mpox in 105 Paesi, con 264 decessi. Nel solo luglio 2026, ultimo mese per il quale l’Oms dispone di dati completi, 1.370 casi confermati sono stati segnalati da 32 Paesi appartenenti a quattro Regioni dell’Oms, insieme a 7 decessi. Il tasso di letalità è risultato quindi dello 0,5%. Circa tre quarti dei casi di luglio sono stati notificati nella Regione africana dell’Oms. I Paesi che hanno registrato il maggior numero di casi nel mese sono stati Madagascar, Angola, Cina, Repubblica Democratica del Congo e Kenya.

In Africa la trasmissione resta particolarmente intensa

L’Africa continua a essere l’area maggiormente interessata dalla circolazione di Mpox. Nelle sei settimane comprese tra il 6 luglio e il 16 agosto 2026, undici Paesi africani hanno segnalato una trasmissione attiva, con 1.153 casi confermati e 7 decessi. Madagascar, Angola, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Camerun sono stati i Paesi con il maggior numero di casi nel periodo considerato. A luglio, rispetto al mese precedente, la Regione africana dell’Oms ha registrato un aumento dei casi confermati. Sono invece diminuiti quelli notificati nelle Regioni delle Americhe, del Pacifico occidentale, dell’Europa e del Sud-Est asiatico. Nessun caso confermato è stato segnalato nella Regione del Mediterraneo orientale, come già avvenuto a giugno.

Il virus continua a circolare attraverso diverse modalità

Secondo l’Oms, la trasmissione di Mpox continua a interessare principalmente alcune popolazioni chiave attraverso la via sessuale, con una possibile successiva diffusione all’interno delle famiglie e la comparsa di focolai nella comunità. Il rapporto sottolinea inoltre che tutti i cladi di MPXV continuano a circolare, confermando la complessità dell’attuale quadro epidemiologico. Nel frattempo, due Paesi hanno segnalato per la prima volta casi attribuiti al clade Ib: si tratta di Cile e Ungheria.

Le raccomandazioni Oms prorogate fino al 2027

Alla luce della persistenza della trasmissione, l’Oms invita i Paesi a non abbassare la guardia. “Tutti i Paesi sono fortemente incoraggiati a mantenere la sorveglianza e la notifica di Mpox”, indica l’Organizzazione, insieme ad attività coordinate di preparazione e risposta nei diversi ambiti tecnici. Le raccomandazioni permanenti del Direttore generale dell’Oms sul Mpox, emanate nell’ambito del Regolamento sanitario internazionale (2005), sono state prorogate fino ad agosto 2027.

Nuovo meccanismo internazionale per l’accesso ai vaccini

Il rapporto segnala anche un’importante iniziativa sul fronte della prevenzione. Il 27 agosto 2026 ad Addis Abeba, in Etiopia, è stata lanciata un’iniziativa globale multi-partner per migliorare l’accesso ai vaccini contro Mpox. Il nuovo meccanismo, inserito nell’ambito dell’International Coordinating Group on Vaccine Provision (ICG), consentirà ai Paesi di richiedere vaccini contro Mpox per sostenere la risposta ai focolai.

Il rischio globale resta moderato, ma la sorveglianza continua

Il quadro delineato dall’Oms non indica quindi un’emergenza globale fuori controllo, ma una circolazione ancora attiva del virus che richiede continuità nelle attività di monitoraggio e risposta. Per l’Europa, e anche per l’Italia, uno degli elementi da seguire resta la circolazione del clade Ib, presente in nove Paesi europei e responsabile anche dei 5 casi registrati in Italia nelle ultime sei settimane considerate dal rapporto. L’obiettivo indicato dall’Oms è mantenere alta la capacità di individuare rapidamente nuovi casi, seguire l’evoluzione dei diversi cladi e garantire una risposta coordinata, mentre l’accesso agli strumenti di prevenzione, a partire dalla vaccinazione, viene rafforzato a livello internazionale.

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