L'ultimo bollettino dell’Iss fotografa una crescita dei casi di West Nile: 73 contagi e 15 decessi in più rispetto alla settimana precedente. Per la Dengue 265 casi dall’inizio dell’anno, 24 dei quali acquisiti in Italia, tra Toscana e Puglia
È un quadro in evoluzione quello delineato dall’ultimo aggiornamento dell’Istituto superiore di sanità sui virus trasmessi dalle zanzare. In Italia aumentano i casi di West Nile, che arrivano a 594 dall’inizio della sorveglianza. Sul fronte della Dengue, invece, sono 265 i contagi confermati, con 24 casi autoctoni concentrati in due focolai in Toscana e Puglia.
West Nile, 594 casi e 41 decessi
Il settimo bollettino settimanale sul virus West Nile registra 594 casi confermati di infezione nell’uomo, 73 in più rispetto ai 521 del precedente report. Sono 306 i casi con forma neuroinvasiva, la manifestazione più grave dell’infezione. Tra questi, cinque sono stati importati: un caso dalle Maldive, uno dalla Francia, uno dal Belgio, uno dalla Grecia e uno dall’Olanda. Il quadro comprende inoltre 81 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 202 casi di febbre, di cui uno importato dal Burkina Faso, quattro casi caratterizzati da altri sintomi e un caso asintomatico. Dall’inizio della sorveglianza sono stati notificati 41 decessi, contro i 26 riportati nel bollettino precedente. Un decesso riguarda un caso importato. I numeri risultano leggermente superiori a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno: nel 2025 i casi segnalati erano 582 e i decessi 39.
Sale la letalità delle forme neuroinvasive
A crescere è anche la letalità. Secondo i dati dell’Iss, quella calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate è pari al 13,3%, rispetto al 9,4% indicato nel bollettino della settimana precedente. Nello stesso periodo del 2025 era del 15%. Il virus continua inoltre ad ampliare la propria presenza sul territorio. Le province con dimostrata circolazione del West Nile sono salite a 79, distribuite in 19 regioni, contro le 75 province indicate nel precedente aggiornamento.
Dengue, 265 casi dall’inizio dell’anno
Passando alla Dengue, dall’1 gennaio all’8 settembre 2026 il sistema di sorveglianza nazionale dell’Iss ha registrato 265 casi confermati. La maggior parte dei contagi è collegata a viaggi all’estero: il 56% dei casi associati a un’esposizione internazionale riguarda le Maldive. Ma l’attenzione è rivolta anche alla trasmissione locale. Sono infatti 24 i casi autoctoni, cioè acquisiti in Italia. Non sono stati registrati decessi.
Due focolai in Toscana e Puglia
I 24 casi autoctoni sono riconducibili a due episodi di trasmissione locale. Il primo riguarda la Toscana, con un focolaio composto da 20 casi confermati, tutti sintomatici, con esposizione in un Comune della provincia di Livorno. Sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore. Il secondo focolaio è stato identificato in Puglia, dove sono stati confermati 4 casi, tutti sintomatici, con esposizione in alcuni Comuni della provincia di Lecce. Anche in questo caso sono in corso le indagini epidemiologiche e gli interventi per contrastare la diffusione del vettore. Il dato segna un incremento rispetto al precedente bollettino: la settimana scorsa i casi di Dengue confermati erano 227, di cui soltanto tre autoctoni, due con esposizione in Puglia e uno in Toscana.
Due virus, una sorveglianza in continua evoluzione
L’ultimo aggiornamento dell’Iss restituisce quindi un quadro differenziato: per il West Nile si registra una circolazione ampia sul territorio, con 594 casi, 306 forme neuroinvasive e 41 decessi. Per la Dengue, accanto ai casi legati soprattutto ai viaggi internazionali, emergono invece due focolai di trasmissione locale, in Toscana e Puglia, con 24 casi autoctoni complessivi. Il monitoraggio epidemiologico e le attività di contrasto al vettore restano centrali per contenere la diffusione di entrambi i virus
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