Studio nazionale su 1.464 episodi di streptococco in 1.187 bambini: complicanze rare (0,5%), ma solo metà delle terapie aderisce alle linee guida
La faringite da streptococco di gruppo A è un’infezione frequente in età pediatrica e, nella grande maggioranza dei casi, ha un decorso benigno. A confermarlo sono i dati di uno studio osservazionale prospettico e multicentrico condotto in Italia tra agosto 2024 e giugno 2025, che ha raccolto 1.464 episodi di faringotonsillite da streptococco di gruppo A in 1.187 bambini. La ricerca, coordinata dalla “Italian Society of Primary Care Pediatrics (SICuPP)”, ha coinvolto 66 pediatri di libera scelta distribuiti in tutte le regioni italiane e ha preso in esame bambini e ragazzi tra 1 e 18 anni con infezione confermata attraverso un test rapido positivo per l’antigene dello streptococco di gruppo A. Il dato più rassicurante riguarda le complicanze: il 99,5% degli episodi è risultato non complicato. Solo 7 bambini, pari allo 0,5%, hanno sviluppato una complicanza, tra cui sinusite, ascesso peritonsillare e un caso di glomerulonefrite post-streptococcica. Tre pazienti hanno avuto bisogno del ricovero.
Le recidive non aumentano il rischio di complicanze
Lo studio ha analizzato anche un aspetto che può rappresentare una fonte di preoccupazione per le famiglie: la comparsa di nuove infezioni dopo il primo episodio. Le recidive, sia quelle precoci – entro quattro settimane – sia quelle tardive, non sono risultate associate a un aumento del rischio di complicanze. Il dato contribuisce a delineare un quadro complessivamente favorevole dell’infezione da streptococco di gruppo A nella popolazione pediatrica osservata. Tra i bambini coinvolti, 342 (28,8%) avevano meno di 5 anni, mentre la fascia maggiormente rappresentata era quella tra 5 e 8 anni, con 509 bambini (42,9%).
Amoxicillina prima scelta nel 77,5% dei casi non complicati
Se sul fronte delle complicanze il quadro appare rassicurante, maggiore attenzione emerge invece quando si guarda alle modalità di trattamento. Le linee guida nazionali e internazionali indicano i beta-lattamici a spettro ristretto come terapia di prima scelta per la faringite da streptococco di gruppo A. Nella pratica quotidiana, però, l’aderenza alle raccomandazioni non è risultata completa. L’amoxicillina è stata prescritta come terapia iniziale nel 77,5% degli episodi non complicati. Considerando nel complesso la scelta dell’antibiotico e la durata della terapia, soltanto il 51,5% dei casi è risultato pienamente conforme alle indicazioni delle linee guida. In quasi un caso su due, dunque, è stato rilevato almeno un elemento di non aderenza.
Antibiotico sbagliato o terapia troppo lunga o troppo breve
Le ragioni della mancata aderenza sono state analizzate dagli autori. Nel 22,9% degli episodi la non conformità alle linee guida era legata alla scelta dell’antibiotico, mentre nel 25,6% riguardava la durata della terapia. Il dato richiama l’attenzione sull’appropriatezza prescrittiva, soprattutto perché la gestione della faringite streptococcica rappresenta un ambito nel quale la scelta dell’antibiotico e il rispetto della durata raccomandata sono elementi centrali. Il problema, quindi, non sembra essere tanto la necessità di trattare un’infezione che nella maggioranza dei casi evolve senza complicanze, quanto la necessità di farlo nel modo più appropriato.
Il nodo dell’antimicrobial stewardship
È proprio questo il punto sul quale si concentrano le conclusioni dello studio. I risultati mostrano infatti una discrepanza tra le raccomandazioni delle linee guida e la pratica clinica reale, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo degli antibiotici ad ampio spettro nei primi episodi. Gli autori sottolineano quindi la necessità di rafforzare l’antimicrobial stewardship nelle cure primarie, promuovendo un uso più appropriato degli antibiotici. L’obiettivo non è semplicemente ridurre le prescrizioni, ma garantire che, quando l’antibiotico è indicato, venga scelto quello più appropriato e venga utilizzato per la durata raccomandata.
Una fotografia nazionale della pratica pediatrica
La forza dello studio sta anche nella sua dimensione nazionale: i dati sono stati raccolti attraverso 66 pediatri distribuiti in tutte le regioni italiane, permettendo di osservare la gestione della faringite streptococcica direttamente nell’ambito delle cure primarie. Il quadro che emerge è duplice. Da una parte, la faringotonsillite da streptococco di gruppo A si conferma nella grande maggioranza dei casi una condizione benigna, con complicanze rare. Dall’altra, la gestione antibiotica presenta margini di miglioramento. Per gli autori, questa discrepanza rappresenta un elemento da affrontare attraverso strategie di appropriatezza prescrittiva e di antimicrobial stewardship, affinché le raccomandazioni delle linee guida trovino una maggiore corrispondenza nella pratica quotidiana dei pediatri di famiglia.
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