Advocacy e Associazioni 31 Luglio 2026 13:02

Disinformazione sanitaria, nuova emergenza di salute globale: Lancet istituisce una Commissione internazionale

La nuova Commissione Lancet riunisce esperti di medicina, salute pubblica, tecnologia e comunicazione per studiare come fake news e informazioni false influenzino prevenzione, cure e fiducia dei cittadini nella scienza

di Viviana Franzellitti
Disinformazione sanitaria, nuova emergenza di salute globale: Lancet istituisce una Commissione internazionale

La disinformazione sanitaria è entrata a pieno titolo tra le sfide della salute pubblica mondiale. Non si tratta più soltanto di un problema legato alla comunicazione o alla qualità delle informazioni online, ma di un fenomeno che può avere conseguenze concrete sulle decisioni dei pazienti, sull’adesione ai programmi di prevenzione, sull’utilizzo appropriato dei servizi sanitari e sulla fiducia verso la medicina basata sulle evidenze. Per questo The Lancet ha istituito la Lancet Commission on Rethinking Misinformation, Health and Human Security, una commissione internazionale multidisciplinare chiamata ad analizzare il rapporto tra disinformazione, salute e sicurezza globale. L’iniziativa coinvolge esperti di medicina, salute pubblica, scienze sociali, comunicazione, tecnologia e politiche sanitarie con l’obiettivo di comprendere come le informazioni false si diffondano e quali strategie possano contrastarne gli effetti.

La disinformazione sanitaria diventa un determinante della salute pubblica

La nuova Commissione nasce da una consapevolezza sempre più condivisa nella comunità scientifica: ciò che le persone leggono e credono sulla salute può influenzare direttamente il loro comportamento e, di conseguenza, i loro esiti sanitari. Una falsa informazione su un vaccino, una terapia, una diagnosi o una malattia può modificare la percezione del rischio, spingere verso scelte non supportate dalle evidenze scientifiche o generare ritardi nell’accesso alle cure. La disinformazione viene quindi considerata un possibile determinante sociale della salute, perché può contribuire ad aumentare disuguaglianze, ostacolare la prevenzione e rendere più complesso il rapporto tra cittadini e sistemi sanitari.

Dai vaccini alle terapie: quando le informazioni false hanno conseguenze sui pazienti

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’impatto della disinformazione sui percorsi di cura. Negli ultimi anni il tema è emerso con particolare forza durante la pandemia di Covid-19, quando contenuti privi di basi scientifiche hanno influenzato il dibattito pubblico sulle vaccinazioni e sulle misure di prevenzione. Ma il fenomeno riguarda molti altri ambiti della medicina: screening oncologici, malattie croniche, farmaci innovativi, salute mentale e terapie disponibili. Per i pazienti il rischio non è soltanto ricevere un’informazione errata, ma anche perdere tempo prezioso, rinunciare a interventi efficaci o incontrare maggiori difficoltà nel riconoscere fonti sanitarie affidabili.

Social network e intelligenza artificiale: la nuova sfida della comunicazione sanitaria

La Commissione Lancet analizzerà anche il ruolo dell’ecosistema digitale, dove informazioni corrette e contenuti falsi convivono spesso nello stesso spazio. I social network hanno trasformato il modo in cui le persone cercano informazioni sulla salute, rendendo più rapido l’accesso alle conoscenze ma anche più semplice la diffusione di notizie non verificate. A questo si aggiunge la crescita dell’intelligenza artificiale generativa, che può essere utilizzata per creare testi, immagini e video sempre più realistici. Una delle sfide sarà quindi comprendere come utilizzare le nuove tecnologie per migliorare la comunicazione scientifica e, allo stesso tempo, limitare la circolazione di contenuti manipolati.

La perdita di fiducia nella scienza può indebolire prevenzione e assistenza

La disinformazione non agisce soltanto sul singolo individuo, ma può avere effetti sull’intero sistema sanitario. Quando diminuisce la fiducia verso medici, ricercatori e istituzioni, diventa più difficile promuovere campagne di prevenzione, favorire diagnosi precoci e accompagnare i cittadini nei percorsi assistenziali. La fiducia è infatti una componente essenziale della salute pubblica, perché permette ai pazienti di affidarsi alle indicazioni basate sulle prove scientifiche e ai sistemi sanitari di funzionare in modo efficace.

Una minaccia riconosciuta anche a livello internazionale

La crescente attenzione verso la disinformazione sanitaria riflette un cambiamento di prospettiva: il fenomeno viene sempre più considerato un rischio globale, accanto ad altre grandi sfide che possono compromettere la sicurezza sanitaria. Organizzazioni internazionali come Nazioni Unite e World Economic Forum hanno già indicato la disinformazione tra i principali rischi emergenti, soprattutto per la capacità di influenzare opinione pubblica, istituzioni e risposta alle crisi.

Dalla ricerca alle soluzioni: l’obiettivo è proteggere il diritto dei cittadini a informazioni corrette

Il lavoro della Commissione Lancet punta a superare un approccio basato soltanto sulla correzione delle fake news dopo la loro diffusione. L’obiettivo è sviluppare strumenti più efficaci per prevenire la disinformazione, migliorare la comunicazione sanitaria e rafforzare la capacità dei cittadini di riconoscere fonti affidabili. Le raccomandazioni saranno rivolte a governi, sistemi sanitari, comunità scientifica, professionisti della salute e piattaforme digitali.

Per i pazienti una nuova sfida: orientarsi in un mare di informazioni

Per chi cerca risposte sulla propria salute, oggi il problema non è più soltanto trovare informazioni, ma distinguere quelle attendibili da quelle prive di fondamento. La lotta alla disinformazione sanitaria diventa quindi anche una questione di diritto alla salute e accesso equo alle cure: avere informazioni corrette significa poter scegliere in modo più consapevole, seguire percorsi terapeutici appropriati e partecipare alle decisioni che riguardano il proprio benessere.

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