Advocacy e Associazioni 31 Luglio 2026 10:29

Allattamento, UNICEF e OMS: “Progressi incoraggianti, ma troppe madri ancora senza sostegno”

In occasione della Settimana mondiale dell'allattamento al seno (1-7 agosto), le due organizzazioni chiedono ai governi di investire di più in servizi, congedi e sostegno alle famiglie

di Redazione
Allattamento, UNICEF e OMS: “Progressi incoraggianti, ma troppe madri ancora senza sostegno”

L’allattamento al seno continua a guadagnare terreno nel mondo, ma milioni di madri non ricevono ancora il supporto necessario per iniziare e proseguire questo percorso. In occasione della Settimana mondiale dell’allattamento al seno, in programma dal 1° al 7 agosto e dedicata al tema “L’allattamento per un inizio di vita sostenibile: rafforzare ciò che funziona”, UNICEF e Organizzazione mondiale della sanità (OMS) rinnovano l’appello ai governi affinché rafforzino le politiche e i servizi a sostegno delle famiglie. Secondo i dati diffusi dalle due organizzazioni, l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita è passato da circa il 37% nel 2012 a oltre il 47% oggi, mentre negli ultimi cinque anni la quota di bambini allattati fino ai due anni è cresciuta dal 38% al 50%.

“Troppi genitori sono ancora lasciati soli”

Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, per la direttrice generale dell’UNICEF, Catherine Russell, e il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il percorso è ancora lontano dall’essere concluso. “Troppe madri e famiglie in tutto il mondo non hanno ancora accesso ai servizi e agli interventi che consentono e sostengono l’allattamento”, affermano nella dichiarazione congiunta diffusa in occasione della ricorrenza. Eppure, ricordano, “l’allattamento è uno dei modi più semplici ed efficaci per proteggere la salute di un bambino”. Oltre a fornire tutti i nutrienti necessari nei primi mesi di vita, rafforza il sistema immunitario, contribuisce a proteggere da numerose malattie e favorisce lo sviluppo cognitivo. I benefici riguardano anche la salute materna. L’allattamento, infatti, contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare alcune patologie croniche, tra cui il tumore della mammella, il tumore dell’ovaio e il diabete di tipo 2.

Investire nell’allattamento salva vite

Per UNICEF e OMS i risultati ottenuti dimostrano che gli investimenti nelle politiche a favore delle madri funzionano, ma evidenziano anche profonde disuguaglianze tra i Paesi. “I progressi rimangono disomogenei e molti Paesi sono in ritardo rispetto agli obiettivi globali”, sottolineano Russell e Tedros, ricordando che la copertura dei servizi dedicati all’allattamento resta insufficiente e che le politiche vengono spesso applicate in modo discontinuo, soprattutto nei contesti più fragili e nelle emergenze umanitarie. Le evidenze disponibili mostrano che gli interventi più efficaci comprendono il sostegno qualificato all’interno dei sistemi sanitari, la consulenza alle famiglie sul territorio, adeguate tutele della maternità e la piena applicazione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Quasi 400 mila vite di bambini potrebbero essere salvate ogni anno

Secondo le stime richiamate da UNICEF e OMS, una diffusione più ampia dell’allattamento potrebbe prevenire ogni anno quasi 400mila decessi tra neonati e bambini e circa 140mila decessi materni. Non solo salute. Investire nell’allattamento rappresenta anche una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico: ogni dollaro investito nella promozione dell’allattamento genera un ritorno stimato di 59 dollari, grazie alla riduzione dei costi sanitari, al miglioramento dello sviluppo cognitivo dei bambini, a migliori risultati scolastici e a maggiori guadagni nell’arco della vita.

L’appello ai governi

Per consolidare i progressi raggiunti, UNICEF e OMS chiedono ai Paesi di rafforzare i sistemi sanitari affinché garantiscano un sostegno qualificato all’allattamento, ampliare i servizi di consulenza territoriale e tra pari, applicare pienamente il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, investire nei congedi di maternità retribuiti e in politiche di sostegno nei luoghi di lavoro, integrare l’assistenza all’allattamento nei percorsi prenatali, perinatali e postnatali e assicurare servizi adeguati anche nei contesti di crisi umanitaria. “L’allattamento è fondamentale. Investendo in soluzioni dimostrate efficaci, possiamo offrire a ogni bambino e bambina il miglior inizio di vita possibile e garantire che ogni madre riceva l’assistenza e i servizi di cui ha bisogno”, concludono Russell e Tedros.

La rete Baby Friendly in Italia

Anche in Italia prosegue l’impegno dell’iniziativa Baby Friendly, promossa da UNICEF e OMS per sostenere ospedali, servizi territoriali, comunità e spazi pubblici nel creare ambienti favorevoli all’allattamento e alla genitorialità responsiva. La rete italiana comprende oggi 36 ospedali e strutture Baby Friendly certificati, 12 Comunità Amiche delle Bambine e dei Bambini e oltre 1.100 Baby Pit Stop UNICEF, distribuiti sul territorio nazionale. Si tratta di luoghi dedicati all’accoglienza delle famiglie nei primi mille giorni di vita, con l’obiettivo di promuovere la salute, la nutrizione e lo sviluppo dei bambini fin dalla nascita.

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